A 70 ANNI DALLA GRANDE FRANA DEL 1956, VASTO OSPITA IL CONVEGNO NAZIONALE SUI RISCHI GEO-IDROLOGICI NELLE AREE COSTIERE
Il 25 settembre a Palazzo d’Avalos esperti si confronteranno su monitoraggio e resilienza del territorio
A 70 ANNI DALLA GRANDE FRANA DEL 1956, VASTO OSPITA IL CONVEGNO NAZIONALE SUI RISCHI GEO-IDROLOGICI NELLE AREE COSTIERE
Il 25 settembre a Palazzo d’Avalos esperti si confronteranno su monitoraggio e resilienza del territorio
VASTO 1947 – Due giovani arrestati per pesca con una bomba a mano
di Alessandro CIANCI
L’episodio, che emerge dagli archivi
del Tribunale di Vasto, racconta una vicenda oggi sorprendente, ma
perfettamente calata nella realtà del dopoguerra. Una realtà fatta di povertà,
difficoltà e scarsità di risorse, nella quale soprattutto i più giovani si
ingegnavano come potevano per procurarsi qualcosa da mangiare o qualche soldo.
È il pomeriggio del 3 novembre 1947.
Una pattuglia della Guardia di Finanza sta perlustrando la costa in località Punta
d’Erce, quando all’improvviso i finanzieri sentono una forte esplosione e
vedono levarsi dal mare, a circa 300 metri dalla riva, una colonna d’acqua.
(NB IMMAGINE ELABORATA CON L'AI )
Poco dopo scorgono una piccola barca
a remi. I due giovani stanno raccogliendo il pesce rimasto ucciso o
tramortito dall’esplosione.
Le guardie si nascondono dietro un cespuglio e aspettano il ritorno della barca. Quando i due arrivano a riva, nel fondo dell’imbarcazione vengono trovati 35 chili di pesce, pescato utilizzando materiale esplosivo.
Interrogati, i due giovani raccontano
che qualche giorno prima, mentre si trovavano nel bosco comunale di Vasto
alla ricerca di funghi, avevano trovato per caso una bomba a mano che, a
loro giudizio, sembrava essere di fabbricazione tedesca.
La bomba, invece di essere consegnata
alle autorità, rimane in loro possesso.
Il 3 novembre, verso le due del
pomeriggio, i due raggiungono la spiaggia e ottengono in prestito da un certo S.
una barca. L'intenzione iniziale è quella di prendere il largo, verificare se
vi sia del pesce e poi tornare a prendere le reti.
Ma, una volta al largo, avvistano un
grosso branco di pesci. Temendo che, tornando a terra per recuperare le reti,
il branco possa spostarsi e non essere più trovato, decidono di utilizzare
proprio quella bomba che avevano rinvenuto nel bosco.
La fanno esplodere in acqua.
L'esplosione porta in superficie il
pesce ucciso o tramortito e i due iniziano a raccoglierlo. Ma, senza saperlo,
sono ormai sotto gli occhi della Guardia di Finanza.
Il Tribunale di Vasto, con
sentenza del 26 novembre 1947, ricostruisce nei dettagli la vicenda e
considera entrambi responsabili sia della detenzione abusiva della bomba a
mano, sia della pesca effettuata mediante materiale esplosivo.
I giudici dedicano particolare
attenzione proprio alla questione della bomba. I ragazzi sostengono che il
possesso sia durato pochissimo e che l'ordigno fosse stato trovato soltanto
poche ore prima dell'utilizzo. Il Tribunale non accoglie questa versione: anche
se la bomba fosse stata rinvenuta soltanto il 3 novembre, i due avrebbero
comunque avuto la possibilità di abbandonarla o consegnarla alle autorità.
Invece scelgono di utilizzarla.
Per il Tribunale, è proprio questo
passaggio a trasformare quello che poteva essere un ritrovamento occasionale
in una vera e propria detenzione abusiva.
Nella sentenza emerge anche un
particolare curioso: la difesa cerca di sostenere che la norma violata parlasse
di «bombe» al plurale e che quindi non potesse applicarsi a chi avesse detenuto
una sola bomba a mano. Il Collegio respinge l'argomento.
Alla fine i due giovani vengono
condannati. Per la detenzione abusiva dell'ordigno viene inflitta a ciascuno la
pena di un anno e quattro mesi di reclusione e mille lire di ammenda,
con il riconoscimento delle attenuanti generiche, anche in considerazione della
loro giovane età e della condotta incensurata. Per la pesca con la bomba viene
stabilita inoltre una pena di mille lire di ammenda.
Il Tribunale concede loro la libertà
provvisoria.
La vicenda, però, non finisce qui.
Nel 1953 arriva la decisione
della Corte d'Appello dell'Aquila. Per il reato relativo alla pesca
abusiva viene dichiarato il non doversi procedere per amnistia, mentre
la pena relativa alla detenzione abusiva della bomba viene ridotta a otto
mesi di reclusione. La pena viene inoltre successivamente indicata come condonata.
È una piccola storia giudiziaria, ma
dentro quelle poche pagine di un vecchio fascicolo c'è molto più di un
processo.
C'è una Vasto che non esiste più:
quella che nel fascicolo viene indicata come Punta d'Erce, l'odierna Punta
Aderci, oggi è una delle zone più conosciute e frequentate della città; nel
1947 era invece un tratto di costa molto più isolato, dove due giovani potevano
uscire in barca e pescare lontano dagli occhi della città o almeno così
credevano. E poi l'esistenza di un “bosco comunale”, forse in località San
Lorenzo, dove si andava anche alla ricerca di funghi.
E soprattutto c'è una generazione che
aveva attraversato la guerra e si ritrovava ora in un Paese segnato da
devastazione, fame e ristrettezze. Due giovani che rinvengono una bomba e,
qualche giorno dopo, decidono di utilizzarla per pescare. Oggi la storia può
suscitare un sorriso per l'incredibile singolarità dell'impresa. Ma nel 1947,
dietro quella bomba, quei 35 chili di pesce e quella piccola barca presa
in prestito, c'era anche la necessità di arrangiarsi in un Paese che stava
ancora cercando di rialzarsi dalle macerie.
Chissà se i due avranno mai raccontato
questa storia ai propri figli o nipoti. Chissà se, molti anni dopo, ricordando
quei giorni difficili, avranno finito per sorridere anche loro davanti
all'incredibile avventura della pesca con una bomba a mano.
A volte sono proprio queste piccole
vicende, rimaste nascoste per decenni nei fascicoli di un tribunale, a
restituirci l'immagine più vera di una città e della vita quotidiana di chi
l'ha abitata.
Alessandro Cianci
Palmieri in Consiglio a Vasto: focus su ospedale e territorio. Hospice da 10 posti e torna la cucina al “San Pio”. Verì: “Accordo con Molise per Emodinamica in città”
"In occasione delle prossime festività patronali in onore di San Michele Arcangelo, si comunica che il Baby Luna Park sarà allestito in Piazza Marconi, nelle immediate vicinanze della Villa Comunale. Le altre attrazioni del Luna Park saranno invece collocate in Via Don Lorenzo Milani, e in Via Conti Ricci, nelle aree pertinenziali del PalaBCC e nel parcheggio fotovoltaico», ha dichiarato il sindaco di Vasto Francesco Menna. Pertanto, a partire da giovedì 24 settembre, si invita a non lasciare in sosta nel parcheggio fotovoltaico autovetture, camper e altri mezzi di trasporto, al fine di consentire le operazioni di allestimento e il regolare svolgimento delle festività. Si ringrazia la cittadinanza per la collaborazione.
COMUNICATO STAMPA
Progetto ComeTE: l’Ambito Sociale 07 Vastese cerca educatori, psicologi, assistenti sociali e pedagogisti
La domanda dovrà essere presentata entro il 21 ottobre 2026
DALLA PREFETTURA RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
22 settembre 2026
Il Prefetto D’Agostino consegna di medaglie d’onore ai familiari dei cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
Alla raccolta del grano seguivano la vendemmia e la raccolta delle olive che erano lavori piacevoli. A queste attività partecipavano tutti, anche i vecchi e i bambini.Dall'alba al tramonto, nel periodo della vendemmia, le contrade e i campi si riempivano di canti, di un vociare festoso di grida e incitamenti: alcuni staccavano i grappoli dalle viti e li deponevano nei cesti e poi nelle bigonce, altri caricavano sulle bestie quei recipienti in legno pieni d'uva e facevano la spola dalla vigna alle case dove si pigiava l'uva, nel passato anche Comunicato stampa: VASTO CELEBRA I 100 ANNI DELL’ASSOCIAZIONE MARINAI
Il presidente Di Donato e l’assessore Della Gatta hanno presentato il calendario degli eventi
Al via il programma di eventi pubblici che celebra il centenario della fondazione della Sezione di Vasto dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia. Il calendario degli eventi è stato presentato stamane nel corso di una conferenza stampa da parte del presidente del sodalizio, Luca Di Donato, e dall’assessore alla Cultura e agli Affari Istituzionali, Nicola Della Gatta, in rappresentanza del sindaco Francesco Menna.

I partecipanti, con tanto di badge al collo con il loro nome, sono stati accolti della sala
conferenze dello stabilimento dal presidente Pilkington Italia Graziano
Marcovecchio e dall’attuale management NSG.
foto>>>

Anche dopo la conclusione della stagione estiva buona parte di Vasto continua a essere pesantemente penalizzata dalle interruzioni idriche. Anche questa settimana al Centro Storico e altre ampie zone popolatissime (via Madonna dell'Asilo, Via Conti Ricci, via Marco Polo Corso Mazzini, Via Ciccarone, via del Porto ecc.) l’acqua viene fornita solo dalle 6 alle 12, in sostanza 6 ore su 24. E' l'unico caso di tutta la provincia con così poche ore di fornitura.
In altre zone del Chietino collegate alla SASI l’acqua viene fornita molte più ore al giorno. Per esempio a Lanciano l’acqua c’è fino alle 23. Nelle foto allegate la situazione completa con cui si possono fare tutti i paragoni.
“Allore nu chi seme li chijù scime di tutte la cumpagnije!”, ci ha detto un utente.
Conviene allora mobilitarsi e chiedere alla SASI per quale motivo Vasto sia la più penalizzata di tutti i centri del Chietino. I nostri rappresentanti al Comune potrebbero anche intervenire per le vie istituzionali. Il problema dell'acqua è il problema numero uno, dovrebbe avere priorità su tutti gli altri.
NDA
Dall'ingegner Edmondo Laudazi (Nuovo Faro), tecnico di lungo corso, riceviamo una approfondita nota in cui invita a riflettere seriamente sull'idea di procedere con la istituzione del PARCO NAZIONALE DELLA COSTA TEATINA E DEI TRABOCCHI. Spontaneamente ci è venuto in mente un colorito titolo in dialetto: NGUACCHIE significa "lavoro fatto male"
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO![]() |
| Il giardino alcuni anni fa |
In questi anni il nostro blog ha pubblicato decine e decine di articoli sull’argomento, ma senza nessuna risposta: sembra che il recupero del prezioso bene non interessa né la maggioranza, né l’opposizione. E nemmeno la Curia!
Siamo stufi di ripetere le stesse cose, vi rimandiamo ad
Mirta Maranca rende omaggio alla madre Diana Varanese ·
riceviamo e pubblichiamoAlcuni siti locali sono tornati sulla notizia del corso di laurea a San Salvo in ingegneria con una nota a firma di Gaetano Crisci di Crisci Management, Advisor del Rettore della SamSACU, che ha avuto “un ruolo determinante nella costruzione di questo ponte di collaborazione tra l'Abruzzo, la "d'Annunzio" e le realtà istituzionali e accademiche dell'Uzbekistan”.
Il 16 febbraio 2026 alla firma dell’intesa l’Università G. D’Annunzio così scriveva in una nota stampa: “Il risultato più significativo della collaborazione sarà l'apertura, già dal prossimo anno accademico, di un nuovo polo didattico internazionale presso la sede della “d’Annunzio” a San Salvo, dedicato ai temi dell'ingegneria e dell'architettura. Il polo debutterà con un corso di laurea in inglese in Ingegneria e Gestione del Patrimonio Culturale, specificamente progettato per attrarre studenti internazionali, con particolare attenzione ai Paesi dell'Asia Centrale. Nota stampa https://www.unich.it/sites/default/files/2026-02/Comunicato%20stampa%20-%20La%20d%27Annunzio%20e%20la%20Samarkand%20State%20Architecture%20and%20Construction%20University%20firmano%20un%20accordo%20%28agg%29.pdf
Oggi nella sua nota stampa, Gaetano Crisci esprime la soddisfazione per quanto si sta raggiungendo, grazie alla sua idea e al sostegno di tutti i partner, ma non dà le informazioni più importanti: il corso si farà a San Salvo? Qual è il piano di studi? Come ci si può iscrivere? Ci hanno fatto notare che neanche sul sito dell’Università si possono recuperare queste informazioni.
Converrebbe allora comunicare al più presto queste indicazioni a studenti e famiglie, manca poco all’inizio dell’anno accademico. Il corso ha suscitato grande interesse e le iscrizioni potrebbero essere veramente tante.
nda
riceviamo e pubblichiamo
Dal 14 al 20 settembre Vasto ospiterà il Festival I Sette Capodogli 2026, una settimana di incontri, mostre, laboratori, attività didattiche e iniziative dedicate alla conoscenza e alla tutela del mare e della sua biodiversità, a dodici anni dallo spiaggiamento dei capodogli a Punta Penna. Il Festival è promosso dal Comune di Vasto, dalla Fondazione TessiNatura, dalla Riserva Naturale di Punta Aderci, dalla Nuova Libreria e dal Gruppo Fratino Vasto, con la collaborazione del Comune di Rimini, del Porto Turistico di Rodi Garganico, del Centro "Le Arti", del Centro Studi Cetacei, di Marevivo Onlus, dell’APS Basta Plastica in Mare, del Museo Paleontologico Astigiano, dei Viticoltori del Mediterraneo e degli istituti scolastici di Vasto.

In Italia ci sono parecchie diocesi che attendono la nomina del nuovo Vescovo, tra cui quella di Chieti -Vasto. Dal Vaticano non trapelano indiscrezioni sui nomi, ma secondo alcuni il ritardo è dovuto al fatto che nella Chiesa è in atto una sorta di razionalizzazione delle strutture. Non per niente il 10 giugno 2026, dopo
Oggi riproponiamo il video “Cinematografo Vastese 1926” pubblicato alcuni anni fa da Nickbombe, a cui va il sentito grazie dei Vastesi. In apertura si legge “Città del Vasto Assessorato alla Cultura 1995” e poi “Omaggio a Nicola Bonacci pionere del cinema – films e documentari girati a Vasto nel 1926”.
Tali filmati, realizzati da Abruzzo Film di Bonacci, sono stati sapientemente rimontati in questo video nel 1995 e commentati dal giornalista Gaetano Quagliarella in occasione della prima edizione del noto Vasto Film Festival.
Fra i vari episodi segnaliamo “Una giornata a Miramare” con le rare immagini in movimento di due personaggi dell’epoca: Ciccio Pomponio che ha realizzato la Villa Comunale e il Poeta Luigi Anelli che legge le poesie. Altro importante episodio è il filmato della visita del Principe Umberto a Vasto del 12 settembre 1926.
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| Mario Andreani alle Torri Gemelle |
nb Pubblicato nel 2021, MARIO ANDREANI E' SCOMPARSO NEL 2023
IL RACCONTO DEL VASTESE MARIO ANDREANI A NEW YORK DA OLTRE MEZZO SECOLO
Venti anni fa, l'11 settembre 2001, alle 8.45, due aerei di linea dirottati da Al Qaida furono fatti schiantare contro le Torri Gemelle a New York. Nel giro di 1 ora e 42 minuti entrambe le torri crollarono. I detriti e gli incendi causarono poi il crollo parziale o totale di tutti gli altri edifici del complesso del World Trade Center.
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| Mario Andreani |
Gli attacchi causarono la morte di 2.977 persone (più 19 dirottatori) e il ferimento di oltre 6.000.
Quella mattina dell’11 settembre, venne coinvolto nei soccorsi anche un vastese doc, Mario Andreani, a New York dalla fine degli anni ’60, ora pensionato, ma all’epoca dipendente della MTA (Metropolitan Transportation Authority).
Così Mario ricorda quel terribile giorno: “Quel giorno ero a 8th Street e Broadway, in Manhattan, non lontano dalle Torri. Verso le nove del mattino si sentiva una confusione tremenda arrivare da quella direzione, ma non vedevo niente, con tutti quei palazzi! Mentre cercavamo di capire cosa stesse succedendo, arrivò l’ ordine di rientrare immediatamente alla base. Si capì subito la dimensione del disastro, si cominciarono organizzare i soccorsi. Verso le tre del pomeriggio arrivammo al World Trade Center: trovammo le Torri crollate, un enorme ammasso di macerie, tanta polvere, e soccorritori frenetici e silenziosi alla ricerca di persone ancora vive. Un mio collega mi domando: “Ma dove siamo a Beirut?”
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| Agosto 2002 Ground Zero, dove erano le Torri Gemelle, una piccola croce a ricordo delle 2.800 vittime |
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| Foto di repertorio, copertina del Libro Cuore |
Organizzato dalla Delegazione di Vasto dell’Accademia Italiana della Cucina, in collaborazione con il Coordinamento Territoriale Abruzzo, l’evento si è aperto nella sala Card. Vincenzo Fagiolo con il convegno “Dal Tempio alla Mensa, il cibo racconta Dio”.