Nel 1921 vice segretario con Don Sturzo del Partito Popolare.
Nella sua casa fu fondata la DC nell'estate del '43. Presidente RAI dal '46 al '50.
Più volte ministro. Per molti anni vice presidente del Senato.
L'uomo che ha dato notevole impulso allo sviluppo del nostro comprensorio.
di GIUSEPPE CATANIA
Il 30 gennaio 1979, nella sua casa di Via Cola di Rienzo
moriva inaspettatamente il senatore Giuseppe Spataro.
Era nato a Vasto il 12 giugno 1897.
La sua personalità resta perennemente scolpita nella
memoria di quanti, negli anni della sua lunga ed ininterrotta
carriera politica, hanno avuto modo di apprezzare
le doti di galantuomo di vecchio stampo, tutto dedito
alla rinascita della Nazione, nel perenne ricordo della
sua terra natale che mai tralasciò di tener presente
in ogni circostanza.
Un anno prima di lasciare la sua vita terrena, Giuseppe
Spataro con devoto senso di omaggio alla sua Vasto,
aveva disposto la donazione, al Museo Civico, della
testa originale in marmo del poeta giovinetto Lucio
Valerio Pudente, che da circa quattro secoli era custodita
in proprietà dalla nobile sua famiglia.
Il Comune di Vasto ne commemorò l'avvenimento con
una solenne cerimonia pubblica il 4 novembre 1979, alla
presenza dei figli Anna, Alfonso e Pier Giorqio, con un
commosso pensiero alla diletta sua consorte N.D. Letizia,
patrocinando la pubblicazione, a cura del Club Amici
di Vasto, di un quaderno di Lucio Valerio Pudente, ed
apponendo una lapide nella casa natale, a ricordo della
sua figura di uomo politico e insigne statista.
Ma già alcuni anni prima egli aveva anche fatto dono,
in occasione del suo 80° genetliaco, del ricco medagliere
alla città del Vasto, che ora è custodito nei Musei di Palazzo d’Avalos.
UN GRANDE STATISTA
Giuseppe Spataro fu uno fra i più attivi esponenti politici
del periodo clandestino e
tra i fondatori della Democrazia
Cristiana.
Ne rappresentò il partito con De Gasperi
e Gronchi al CNL, divenendo anche membro della
Giunta Militare.
Fece parte della Consulta Nazionale e, nel primo, secondo
e terzo ministero Bonomi con la carica di sottosegretario.
Venne eletto deputato per l'Abruzzo nell'Assemblea
Costituente. Fu ministro delle Poste e delle Comunicazioni,
dell'Interno (ad interim) nel