domenica 17 luglio 2022

VASTO NEL '900: Le Istituzioni Religose (3^ puntata)

 Storia e curiosità del secolo scorso in sintesi

VASTO NEL NOVECENTO

di Nicolangelo D'Adamo

3. Le Istituzioni Religiose

All’indomani dell’unità d’Italia, nel 1867, mons. Giuseppe Spataro venne nominato vicario generale della ripristinata Diocesi di Vasto, sorta nel 1853 e resterà in carica nove anni. Ma la nomina di un vastese Vicario Generale non fece cessare  le

rivalità tra le arcipreture di S. Maria Maggiore e di S. Pietro sostenute dalle potentissime Congreghe del SS. Sacramento delle due chiese maggiori.

 Per la verità quelle rivalità erano molto antiche ed erano temporaneamente cessate all’indomani della soppressione dei due Capitoli nel 1808 e riuniti nell’unico Capitolo Collegiale di S. Giuseppe. Ma la rivalità tra Capitoli e Congreghe e tra Congreghe riesplosero violentemente nella seconda metà dell’Ottocento al punto che dovrà intervenire il Tribunale  Civile e correzionale di Lanciano, con sentenza del luglio 1889, per dirimere un problema di precedenze delle processioni religiose dando ragione alla Congrega di S.Maria Maggiore. Ma la sentenza non risolse il problema e l’anno successivo ci furono disordini in occasione della nomina del nuovo arciprete. Ormai la popolazione era divisa in “Mariani” e “Petroni”.

Ovviamente dietro i vecchi rancori si celavano enormi interessi patrimoniali da far valere che erano in mano alle Congreghe e non dei Capitoli. Ancora peggio andarono le cose nel 1921 quando comparvero addirittura le armi e l’Arcivescovo Mons, Nicola Monterisi scomunicò il Priore di Santa Maria Maggiore per aver autorizzato la processione di San Michele da quella chiesa mentre lui aveva riconosciuto li cosiddetto “ius processionandi” alla chiesa del Carmine.

Questi fatti spiacevolissimi erano dovuti anche all’anomala situazione della Diocesi di Vasto che, eretta con Bolla papale nel 1853, non ebbe mai un suo Vescovo e continuava ad essere amministrata dall’Arcivescovo di Chieti (la Diocesi di Vasto era suffraganea) che ovviamente utilizzava gli enormi lasciti alle parrocchie di Vasto anche per le necessità delle parrocchie del chietino e ciò creava un vasto risentimento.

 Per la verità il 24 agosto del 1982 l’Arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Vincenzo Fagiolo, riuscì a ripristinare la Diocesi di Vasto e a diventarne il primo Vescovo, ma due anni dopo fu richiamato a Roma per un importante incarico di Curia (diventerà poi Cardinale) e la Diocesi di Vasto non solo non ebbe più un Vescovo, ma fu anche soppressa.

Le due grandi parrocchie di Vasto, S. Maria Maggiore e S. Pietro, vennero ripristinatela prima nel 1919 e la seconda nel 1921, mentre la parrocchia di S. Giuseppe rimase Cattedrale e quindi sede del Capitolo. A queste tre storiche parrocchie si aggiunse nel 1927 la parrocchia di Stella Maris a Vasto Marina, quella chiesa era stata edificata dai coniugi Leontina ed Alfonso Marchesani nel 1903 e donata ai Cappuccini nel 1913. Le altre parrocchie hanno tutte una storia molto recente.

E’ opportuno ricordare che alla chiesa di S. Pietro è legato un grande evento religioso, l’annuale “Giubileo” che si celebra ancora oggi la terza domenica di gennaio. Questo “privilegio canonico” fu istituito da Papa Pio VI il 12 dicembre del 1777, ovvero seisecoli dopo, 1177, l’aiuto che la città diede al Papa Alessandro III che a causa di una tempesta si era rifugiato  nel porto di Guasto d’Aymone, come si chiamava allora Vasto,  mentre si recava a Venezia per trattare la pace con Federico Barbarossa. Dopo la frana del 1956 e l’abbattimento della chiesa di S. Pietro quel “privilegio” è stato riconosciuto alla chiesa di S. Antonio attuale sede della parrocchia di S. Pietro.

Infine due sacerdoti di Vasto è doveroso ricordare per l’importanza della loro attività pastorale: don Romeo Rucci, parroco di S. Pietro dal suo ripristino fino alla frana del 1956 e il parroco della cattedrale don Felice Piccirilli, soprattutto la realizzazione della “Casa del Fanciullo”, poi Domus Pacis, che tanta parte ebbero nella storia pastorale e formativa non solo di quella parrocchia, ma dell’intera città.

CONTINUA NELLA PROSSIMA PUNTATA 

CON  SVILUPPO POLITICO AMMINISTRATIVO

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