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| Tito Spinelli in un ritratto del noto pittore Cesare Giuliani |
Nicola Sole, poeta (nato a Senise – Potenza - 1821-1859) è stato un personaggio dalle complesse vicende di vita, poeta improvvisatore, vissuto
tra la Lucania e la Campania
(Napoli). Avvocato di professione,nel 1842 compose
un canto in ottave "Il Menestrello" che venne accolto
positivamente .
Nel 1848 pubblicò "L'Arpa Lucana" una composizione liberale,che gli procurò una denuncia,un processo e la assoluzione.
Le sue pubblicazioni con ispirazioni poetiche riecheggiano alcuni poeti,tra cui Monti, Leopardi, Byron, Lamartine.
Spinelli ne commenta alcune che meglio lo identifica:
"Al Mare Jonio" in cui, scrive Spinelli, "si coglie
d'un tratto la perizia risurrenziale ed epica delle sue
risorse esecutive, là dove l'indecasillabo, verso naturalmente
connaturato alla lirica italiana, come lo è l'alessandrino
per quella francese, risponde in pieno all'assunzione
prefigurata da Sole è dispiego del verso in una
sorte di evocata lontananza, in pari tempo ritemprata nel
decorso degli accenti e ,in qualche occasione, da ictus".
Spinelli ne scopre anche, del Sole, alcune impronte elegiache
"in cui traspirano alcuni segni di derivazione Leopardiana, ma commutati in un intimismo più panico e,via via, espanso su temi religiosi "anche perchè, rimarca Spinelli, "risentono di un retaggio di letture bibliche e
cristologiche".
Per quanto concerne l'intervento sulla "lettura di Nicola
Sole”, è lo stesso Spinelli a spiegarlo.
""Questo personale contributo,più letterale che chiosatore,
è destinato - con indicazioni di volta in volta senza
senza nesso cronologico - a stimolare una rilettura
dell'opera di Sole, a risentirne il suono oltre
il dato insegnativo della prospettiva di attualizzarla
per un tracciato culturale non desueto
ma rivolto ad un percorso di sensibilità amorevole
per la letteratura,sia pure ancorata ad un
distinto periodo, che non suoni, però, come erudita
dissertazione”.
GIUSEPPE CATANIA
Alcuni versi di Nicola Sole
Signore! I tuoi clementi occhi declino
Su le ripe lucane,ove un deserto
Popol t'invoca ne le sua ruina!
Non mi chiedete lieti concenti,
Chè mesta è l’alma del Viggianese!
Trovai la morte lungo i torrenti
del mio paese.
E ben fu santa la montagna, e corse
l'anacoreta ad abitarvi, e, il nome
invocando d'Elia, per volger d'anni,
un popol di pensanti era coperto
da le floride balze.
(Con riferimento alla montagna
del Carmelo).
del mio paese.
E ben fu santa la montagna, e corse
l'anacoreta ad abitarvi, e, il nome
invocando d'Elia, per volger d'anni,
un popol di pensanti era coperto
da le floride balze.
(Con riferimento alla montagna
del Carmelo).


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