giovedì 3 marzo 2016

LEGGERE NICOLA SOLE OGGI : un saggio dello scrittore Tito Spinelli

Tito Spinelli in un ritratto del noto pittore Cesare Giuliani
Tito Spinelli,uno fra i più colti e raffinati scrittori del nostro tempo, autore di numerose pubblicazioni sulla tradizione storico-culturale d'Abruzzo, con particolare impegno sulla lingua dialettale e su "personaggi che hanno dato lustro alla nostra terra, ha licenziato alla stampa un suo saggio dal titolo "Leggere Sole oggi" (Cannarsa editore - edizione non venale). Un intento - come sottolinea Spinelli- per "riportarlo all'attenzione dei cultori per reinterpretarlo secondo le sue dimensioni artistiche e temporali".
Nicola Sole, poeta (nato a Senise – Potenza - 1821-1859) è stato un personaggio dalle complesse vicende di vita, poeta improvvisatore, vissuto
tra la Lucania e la Campania (Napoli). Avvocato di professione,nel 1842 compose un canto in ottave "Il Menestrello" che venne accolto positivamente . Nel 1848 pubblicò "L'Arpa Lucana" una composizione liberale,che gli procurò una denuncia,un processo e la assoluzione.


Le sue pubblicazioni con ispirazioni poetiche riecheggiano alcuni poeti,tra cui Monti, Leopardi, Byron, Lamartine. Spinelli ne commenta alcune che meglio lo identifica: "Al Mare Jonio" in cui, scrive Spinelli, "si coglie d'un tratto la perizia risurrenziale ed epica delle sue risorse esecutive, là dove l'indecasillabo, verso naturalmente connaturato alla lirica italiana, come lo è l'alessandrino per quella francese, risponde in pieno all'assunzione prefigurata da Sole è dispiego del verso in una sorte di evocata lontananza, in pari tempo ritemprata nel decorso degli accenti e ,in qualche occasione, da ictus". Spinelli ne scopre anche, del Sole, alcune impronte elegiache "in cui traspirano alcuni segni di derivazione Leopardiana, ma commutati in un intimismo più panico e,via via, espanso su temi religiosi "anche perchè, rimarca Spinelli, "risentono di un retaggio di letture bibliche e cristologiche". Per quanto concerne l'intervento sulla "lettura di Nicola Sole”, è lo stesso Spinelli a spiegarlo. ""Questo personale contributo,più letterale che chiosatore, è destinato - con indicazioni di volta in volta senza senza nesso cronologico - a stimolare una rilettura dell'opera di Sole, a risentirne il suono oltre il dato insegnativo della prospettiva di attualizzarla per un tracciato culturale non desueto ma rivolto ad un percorso di sensibilità amorevole per la letteratura,sia pure ancorata ad un distinto periodo, che non suoni, però, come erudita dissertazione”.


GIUSEPPE CATANIA



Alcuni versi di Nicola Sole


Signore! I tuoi clementi occhi declino
Su le ripe lucane,ove un deserto
Popol t'invoca ne le sua ruina!

Non mi chiedete lieti concenti, 
Chè mesta è l’alma del Viggianese! 
Trovai la morte lungo i torrenti
del mio paese.

E ben fu santa la montagna, e corse
l'anacoreta ad abitarvi, e, il nome
invocando d'Elia, per volger d'anni,
un popol di pensanti era coperto
da le floride balze.

(Con riferimento alla montagna
del Carmelo).

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