martedì 12 gennaio 2016

LA DROGA, LO STATO, LA CHIESA: I DOVERI E I DIRITTI DEL CITTADINO

A Torino di Sangro, nella sala convegni dell’Oasi Nauralistica e di Preghiera, creata dalla Fondazione Fernando Del Re, sì è tenuto un convegno su "La Droga, lo Stato, la Chiesa - doveri e diritti dei cittadini". A margine di tale evento svoltosi nei mesi scorsi facciamo il punto sulle posizioni dei vari relatori.
"L’idea di questo incontro – hanno detto gli organizzatori - è nata dalla constatazione che alcune droghe sono
vendute dallo Stato in regime di monopolio (tabacco) con pubblicità vietata e spazi sempre più ristretti per i consumatori, altre sono appaltate dallo Stato ad agenzie che non hanno a cuore il benessere degli italiani e si giovano di una pubblicità ingannevole e martellante (gioco), altre ancora sono gestite da privati che possono utilizzare qualsiasi strumento pubblicitario (alcol), ancora altre subiscono il divieto del commercio e della produzione autonoma, ma l’uso personale non è punibile (cannabis, cocaina, eroina, mdma)”.
Non dimentichiamo i tanti farmaci assunti come droga, e non solo la morfina di Proust e Goering o l’ossicodone del terzo millennio che hanno almeno dignità e norme di stupefacenti, ma anche quelli che legalmente stupefacenti non sono, dal sodio oxibato ai farmaci da banco contenenti efedrina (actifed, deltarinolo), alla stessa cannabis quando validata per scopi terapeutici e in ultimo, ma non ultimi, sia il mondo delle benzodiazepine sia l'universo degli antidolorifici.


“Il cittadino ha bisogno di essere aiutato a districarsi in questo guazzabuglio. Con questo convegno abbiamo avuto l'ambizione di contribuire all'aumento di competenze sulla questione 'droga'. Sono competenze necessarie per lo sviluppo di un pensiero critico ed autonomo affinchè una maggior consapevolezza dei propri doveri si accompagni ad una difesa attenta dei propri diritti."


Il primo relatore è stato la dr Antonietta Fabrizio, responsabile del Servizio per la cura della Dipendenze Patologiche di Lanciano-Vasto.

La dr Fabrizio ha illustrato con passione e competenza il funzionamento del Servizio, le modalità di accesso, i condizionamenti della legislazione sull'operato clinico. "L'accesso al Servizio è libero,
qualsiasi persona che avesse bisogno può accedervi senza alcuna impegnativa, con piena tutela della "privacy" ". Ha inoltre illustrato il grande impegno del Servizio per rispondere ai crescenti bisogni delle dipendenze comportamentali come il Gioco df Azzardo che gode di una inspiegabile protezione legislativa nel silenzio complice e intollerabile dei politici.
Il Sert, il Servizio per le Tossicodipendenze si avvia ad essere sempre più SerD, Servizio per le Dipendenze da sostanze e comportamentali e in questa duplice battaglia vengono utilizzate sempre
più strategie gruppali che associano efficacia ed utilizzo intelligente delle risorse.

Suor Rosalina Ravasio è stata la seconda relatrice. Ha fondato la comunità "Shalom" a Palazzolo sull'Oglio che gestisce 300 giovani dai 14 ai 30 anni senza chiedere retta alle istituzioni, giovandosi dell'apporto di 2000 volontari. Decisa e tagliente ha portato senza mediazioni e senza infingimenti una parola di speranza, di fede e di impegno. Il vuoto di valori e di identità nei giovani, premessa dell'uso e dell'abuso di qualsiasi droga, sostanza e\ comportamento, ha bisogno di un lungo percorso di aiuto per essere colmato pian piano da diligenza e responsabilità. Questo lavoro riabilitativo è possibile dando ai ragazzi motivazione e contenimento, senza compromessi o scorciatoie, "il buonismo", ha sottolineato, è il regalo che si fa ai prepotenti.

Il prof Luigi Alberto Pini, Farmacologo Clinico dell'Univerità di Modena-Reggio Emilia, conclude il convegno con una "Lectio Magistralis" su "La droga, la chimica, l'etica e la legge".
Il problema droga è nel contempo antico, anzi antichissimo ed assolutamente attuale. Già l'uomo primitivo aveva scoperto sostanze che alteravano la percezione della realtà, usava eccitanti e calmanti, dai funghetti allucinogeni, al papavero e nei millenni successivi personaggi illustri, da Marco Aurelio a Freud non ne hanno disdegnato l'uso. La società dei consumi ha reso possibile l'accesso all'uso facile e capillare anche per coloro i quali la fragilità personologica o l' età moltogiovane comporti un pericolo particolarmente grave di regressione distruttiva.
La via biochimica comune a tutte le droghe è quella della Dopamina, neurotrasmettitore dell'area del piacere. La sostanza o il comportamento che inducono gratificazione e piacere attraverso l'attivazione della via dopaminergica potrebbero essere cercati di nuovo in modo compulsivo soprattutto quando siamo in presenza di una personalità fragile e/o immatura. L'uscita dalla droga comporta comunque la rinuncia ad un piacere\gratificazione, tanto più difficile, quanto più è povero di risorse l’IO a cui si chiede questo.
Il prof Pini ci ha dato la misura della complessità del fenomeno, osservato dal punto di vista clinico,
sociologico e delle varie legislazioni, diverse da paese a paese e da epoca, a epoca. Ma non esiste una soluzione legislativa al vuoto interiore di un adolescente in crisi, bensì un percorso motivazionale al non uso che parta dal "vantaggio" immediato e traditore dell'uso.

Il dibattito è stato acceso tra i circa settanta partecipanti, con interventi appassionati di persone comuni, ragazzi anche giovanissimi, medici di famiglia, psichiatri, operatori dei servizi per le dipendenze.

In particolare suor Rosalina e il prof Pini, hanno dato vita ad un vivace scambio di opinioni. La suora incarna una linea molto operativa "non ci aspettiamo nulla dalle istituzioni, rimbocchiamoci le maniche insieme ai ragazzi che aiutiamo e diamo loro una nuova dignità attraverso una identità forte e definita", mentre il prof Pini evidenzia l'importanza di mantenere la mente aperta alla complessità del problema, e ricorda quanto difficili siano le soluzioni drastiche in un paese democratico che voglia rispettare le libertà individuali.

Un abbraccio finale tra i due relatori, ha ribadito la stima reciproca e l'obiettivo comune di promuovere la salute.
Il Presidente della Fondazione Fernando del Re, ha chiuso i lavori, ringraziando pubblico e relatori per l'appassionata partecipazione e ha ricordando l'importanza esistenziale dei valori cristiani come antidoto.


Giuseppe Catania 

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