"L’idea di questo incontro – hanno detto gli organizzatori - è nata dalla constatazione che alcune droghe sono
vendute dallo Stato in regime di monopolio (tabacco) con pubblicità vietata e spazi sempre più ristretti per i consumatori, altre sono appaltate dallo Stato ad agenzie che non hanno a cuore il benessere degli italiani e si giovano di una pubblicità ingannevole e martellante (gioco), altre ancora sono gestite da privati che possono utilizzare qualsiasi strumento pubblicitario (alcol), ancora altre subiscono il divieto del commercio e della produzione autonoma, ma l’uso personale non è punibile (cannabis, cocaina, eroina, mdma)”.
Non dimentichiamo i tanti farmaci assunti come droga, e non solo la morfina di Proust e Goering o l’ossicodone del terzo millennio che hanno almeno dignità e norme di stupefacenti, ma anche quelli che legalmente stupefacenti non sono, dal sodio oxibato ai farmaci da banco contenenti efedrina (actifed, deltarinolo), alla stessa cannabis quando validata per scopi terapeutici e in ultimo, ma non ultimi, sia il mondo delle benzodiazepine sia l'universo degli antidolorifici.
“Il cittadino ha bisogno di essere aiutato a districarsi in questo guazzabuglio. Con questo convegno abbiamo avuto l'ambizione di contribuire all'aumento di competenze sulla questione 'droga'. Sono competenze necessarie per lo sviluppo di un pensiero critico ed autonomo affinchè una maggior consapevolezza dei propri doveri si accompagni ad una difesa attenta dei propri diritti."
Il primo relatore è stato la dr Antonietta Fabrizio, responsabile del Servizio per la cura della Dipendenze Patologiche di Lanciano-Vasto.
qualsiasi persona che avesse bisogno può accedervi senza
alcuna impegnativa, con piena tutela della "privacy" ". Ha
inoltre illustrato il grande impegno del Servizio per rispondere ai crescenti
bisogni delle dipendenze comportamentali come il Gioco df Azzardo che gode di
una inspiegabile protezione legislativa nel silenzio complice e intollerabile
dei politici.
Il Sert, il Servizio per le Tossicodipendenze si avvia ad
essere sempre più SerD, Servizio per le Dipendenze da sostanze e comportamentali
e in questa duplice battaglia vengono utilizzate sempre
più strategie gruppali che associano efficacia ed utilizzo
intelligente delle risorse.
Suor Rosalina Ravasio è stata la seconda relatrice. Ha
fondato la comunità "Shalom" a Palazzolo sull'Oglio che gestisce 300
giovani dai 14 ai 30 anni senza chiedere retta alle istituzioni, giovandosi
dell'apporto di 2000 volontari. Decisa e tagliente ha portato senza mediazioni
e senza infingimenti una parola di speranza, di fede e di impegno. Il vuoto di
valori e di identità nei giovani, premessa dell'uso e dell'abuso di qualsiasi
droga, sostanza e\ comportamento, ha bisogno di un lungo percorso di aiuto per
essere colmato pian piano da diligenza e responsabilità. Questo lavoro
riabilitativo è possibile dando ai ragazzi motivazione e contenimento, senza
compromessi o scorciatoie, "il buonismo", ha sottolineato, è il
regalo che si fa ai prepotenti.
Il prof Luigi Alberto Pini, Farmacologo Clinico
dell'Univerità di Modena-Reggio Emilia, conclude il convegno con una
"Lectio Magistralis" su "La droga, la chimica, l'etica e la
legge".
Il problema droga è nel contempo antico, anzi antichissimo
ed assolutamente attuale. Già l'uomo primitivo aveva scoperto sostanze che
alteravano la percezione della realtà, usava eccitanti e calmanti, dai funghetti
allucinogeni, al papavero e nei millenni successivi personaggi illustri, da
Marco Aurelio a Freud non ne hanno disdegnato l'uso. La società dei consumi ha
reso possibile l'accesso all'uso facile e capillare anche per coloro i quali la
fragilità personologica o l' età moltogiovane comporti un pericolo particolarmente grave di
regressione distruttiva.
La via biochimica comune a tutte le droghe è quella della
Dopamina, neurotrasmettitore dell'area del piacere. La sostanza o il
comportamento che inducono gratificazione e piacere attraverso l'attivazione
della via dopaminergica potrebbero essere cercati di nuovo in modo compulsivo soprattutto quando siamo in presenza di una personalità
fragile e/o immatura. L'uscita dalla droga comporta comunque la rinuncia ad un piacere\gratificazione,
tanto più difficile, quanto più è povero di risorse l’IO a cui si chiede
questo.
Il prof Pini ci ha dato la misura della complessità del
fenomeno, osservato dal punto di vista clinico,
sociologico e delle varie legislazioni, diverse da paese a
paese e da epoca, a epoca. Ma non esiste una soluzione legislativa al vuoto interiore
di un adolescente in crisi, bensì un percorso motivazionale al non uso che
parta dal "vantaggio" immediato e traditore dell'uso.
Il dibattito è stato acceso tra i circa settanta
partecipanti, con interventi appassionati di persone comuni, ragazzi anche
giovanissimi, medici di famiglia, psichiatri, operatori dei servizi per le
dipendenze.
In particolare suor Rosalina e il prof Pini, hanno dato vita
ad un vivace scambio di opinioni. La suora incarna una linea molto operativa "non
ci aspettiamo nulla dalle istituzioni, rimbocchiamoci le maniche insieme ai
ragazzi che aiutiamo e diamo loro una nuova dignità attraverso una identità
forte e definita", mentre il prof Pini evidenzia l'importanza di mantenere
la mente aperta alla complessità del problema, e ricorda quanto difficili siano
le soluzioni drastiche in un paese democratico che voglia rispettare le libertà
individuali.
Un abbraccio finale tra i due relatori, ha ribadito la stima
reciproca e l'obiettivo comune di promuovere la salute.
Il Presidente della Fondazione Fernando del Re, ha chiuso i
lavori, ringraziando pubblico e relatori per l'appassionata partecipazione e ha
ricordando l'importanza esistenziale dei valori cristiani come antidoto.
Giuseppe Catania

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