Tra le figure che maggiormente trovano spicco nel clero vastese, annoveriamo quella di Don Vincenzo Canci, nato a Vasto il 5 gennaio 1880 da Francesco Paolo e Giulia Celenza, coetaneo del mai dimenticato don Romeo Rucci.
Dagli appunti tracciati dal sacerdote vastese Don Michele Ronzitti, rileviamo che Don Vincenzo
Canci, entrato nel Seminario Diocesano di Chieti, viene ordinato sacerdote il 20 settembre 1902, da Mons.
Gennaro Costagliela, ed assegnato, per il suo ministero, a Chieti dove ben presto dimostrò una spiccata
versatilità per la gioventù ed una professionalità per il giornalismo.
Nel 1911 è nominato insegnante di lettere nel Seminario di Chieti e poi, nel 1921, professore di italiano e
storia al Ginnasio "G. Battista Vico". Nel 1924 è parroco della Cattedrale di Chieti e nel 1929 organizza il
3° Congresso Universitario Regionale. La sua morte è avvenuta a Chieti il 14 settembre 1944, dopo la liberazione della città (giugno 1944), in un drammatico periodo bellico, fra stenti e privazioni, avendo dedicato gli ultimi anni della sua esistenza alla solidarietà ed all'assistenza verso i giovani ed alle vittime della guerra.
Canci, entrato nel Seminario Diocesano di Chieti, viene ordinato sacerdote il 20 settembre 1902, da Mons.
Gennaro Costagliela, ed assegnato, per il suo ministero, a Chieti dove ben presto dimostrò una spiccata
versatilità per la gioventù ed una professionalità per il giornalismo.
Nel 1911 è nominato insegnante di lettere nel Seminario di Chieti e poi, nel 1921, professore di italiano e
storia al Ginnasio "G. Battista Vico". Nel 1924 è parroco della Cattedrale di Chieti e nel 1929 organizza il
3° Congresso Universitario Regionale. La sua morte è avvenuta a Chieti il 14 settembre 1944, dopo la liberazione della città (giugno 1944), in un drammatico periodo bellico, fra stenti e privazioni, avendo dedicato gli ultimi anni della sua esistenza alla solidarietà ed all'assistenza verso i giovani ed alle vittime della guerra.
Nell'Azione Cattolica professò le migliori sue energie di mente e di cuore per i giovani della città e della diocesi teatina. Nel 1911 fondava a Chieti il Circolo Culturale Cattolico e due anni dopo è nominato presidente ed assistente dell'Azione Cattolica di Chieti.
Per i giovani da vita al periodico "Abruzzo Giovanile" che dopo breve tempo divenne settimanale; riprenderà
le pubblicazioni mensili dal 1920 al 1921, ma l'attività giornalistica lo appassiona per oltre 40 anni. Organizzò numerosissimi congressi giovanili cattolici a Sulmona (1911), a Chieti (1913), a Sulmona ancora (1917), cui partecipò l'Avv: Florindo Ritucci Chinni presidente del Circolo Culturale "San Filippo Neri" di Vasto (fondato da Don Vincenzo Canci nel 1905); nel 1921 (a Chieti) con la partecipazione dell'avv. Giuseppe Spataro, poi ancora a Chieti nel 1929. Alcuni congressi sono stati memorabili per l'impegno dei giovani a sostegno del nascente partito popolare.
Ma l'attività di Don Vincenzo Canci a favore della gioventù cattolica, dopo l'avvento del fascismo, sarà
osteggiata dai movimenti avanguardistici di Chieti, che riusciranno a far chiudere, nel 1929, il mensile "Abruzzo Giovanile", costringendolo ad estraniarsi dal mondo giovanile di Azione Cattolica che, peraltro, nel 1921 resistette alle violenze subite.
Per i giovani da vita al periodico "Abruzzo Giovanile" che dopo breve tempo divenne settimanale; riprenderà
le pubblicazioni mensili dal 1920 al 1921, ma l'attività giornalistica lo appassiona per oltre 40 anni. Organizzò numerosissimi congressi giovanili cattolici a Sulmona (1911), a Chieti (1913), a Sulmona ancora (1917), cui partecipò l'Avv: Florindo Ritucci Chinni presidente del Circolo Culturale "San Filippo Neri" di Vasto (fondato da Don Vincenzo Canci nel 1905); nel 1921 (a Chieti) con la partecipazione dell'avv. Giuseppe Spataro, poi ancora a Chieti nel 1929. Alcuni congressi sono stati memorabili per l'impegno dei giovani a sostegno del nascente partito popolare.
Ma l'attività di Don Vincenzo Canci a favore della gioventù cattolica, dopo l'avvento del fascismo, sarà
osteggiata dai movimenti avanguardistici di Chieti, che riusciranno a far chiudere, nel 1929, il mensile "Abruzzo Giovanile", costringendolo ad estraniarsi dal mondo giovanile di Azione Cattolica che, peraltro, nel 1921 resistette alle violenze subite.
Figura di sacerdote e di uomo di grande sensibilità verso la gioventù, non tralasciando mai di affrontare sacrifici, con il suo impegno giornalistico indirizzato alla elevazione dei principi morali e cristiani i giovani in modo particolare, sempre con slancio profondo.
GIUSEPPE CATANIA
GIUSEPPE CATANIA

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