martedì 12 gennaio 2016

Espedito Ferrara, interprete dell'anima lirica della nostra gente

1961, Espedito Ferrara  sul balcone della "sua" Biblioteca Rossetti

di Giuseppe Catania

La cultura abruzzese, e quella di Vasto in particolare, deve molto a Espedito Ferrara, giornalista, scrittore, poeta, drammaturgo, personalità fra le più significative del secolo scorso. Un uomo che al sapere ha offerto tutta la sua esistenza, fino all'ultimo, proprio perché era consapevole di interpretare con profondità di
sentimenti, l'anima della nostra gente.

Agli annali di Vasto Espedito Ferrara ha dato impulso con il suo costante contributo giornalistico, schierato in prima linea alla guida del suo Histonium, per esaltare quei fermenti di umanesimo che distinguono la vita e le opere di tanti personaggi che hanno segnato la storia e le vicende del nostro popolo.

Un giornalista che aveva innato nell'animo il senso della rettitudine e dell'equilibrio, soprattutto la coscienza di operare in funzione della difesa dei valori e della promozione dell'uomo, consapevole che la propria personalità doveva essere posta al servizio della società.

Ed in questo era specchio fedele la dignità adamantina quale segno indelebile cui Espedito Ferrara ha uniformato la sua attività di pensiero che è stata anche la prerogativa dei fatti che costituiscono, insieme all'ingente bagaglio di opere che Egli lascia alla collettività, un elemento di ulteriore qualificazione della sua anima libera di cui ha offerto un retaggio alle generazioni future.

Seppe, con mirabile sentimento di squisito cantore, in versi e in prosa, aderente alla schietta parlatura paesana, infiorata di vasta cultura letteraria, saggiare il profondo arcano del folklore vastese, lasciando una ricca, inestimabile raccolta di opere di grande successo popolare, che costituiscono anche gli elementi emblematici per distinguere la gente di Vasto, di cui seppe sempre essere strenuo difensore ed assertore, per tramandarne i valori estetici e la coscienza, quale entità di ulteriore distinzione e valenza della vita di una gente che, nella secolare tradizione, proietta luce per additare sentieri di sapere e di cultura per le generazioni a venire.

Se è questa la complessa personalità di Espedito Ferrara, non ne possiamo dimenticare la figura di uomo, sposo fedele e padre affettuoso, amante generoso fino allo spasimo della verità che è stata emblema di dirittura morale e civile, oggi proiettata, con legittimo orgoglio, nella professionalità dei suoi figli che, di tanta fulgida immagine paterna, seguono le orme impresse da un lungo cammino cui ha fatto riflesso la fede nella nostra religione.

Espedito Ferrara fu uno dei pionieri del giornalismo e della cultura vastese negli anni prima e dopo l'ultimo conflitto mondiale.
Nel 1945 fondò, diresse e scrisse, con irresistibile dinamismo e con spiccata vocazione culturale, il periodico di informazione HISTONIUM voce d'Abruzzo, divenuto palestra di confronto aperto e leale di tanti avvenimenti che hanno tracciato un solco profondo negli annali civici.
Vera tempra di forbito scrittore e di ingegno acuto, profondo conoscitore del vernacolo abruzzese e del caratteristico, tipico, dialetto vastese, svolse una arguta e meticolosa ricerca di motti e proverbi legati alla bella parlatura paesana.
Nel 1931 scrisse la commedia "Ssa fa Ddè" e "Giacobbe, Raffaele e Sprecaciannere" che vennero rappresentate ed accolte, nelle numerose repliche, con sempre crescente entusiasmo, in quanto esprimono la vera essenza e l'anima della cultura e della drammaturgia popolare, nella interpretazione che Espedito Ferrara ne ha fatto, divenendo così, dopo Luigi Anelli, unico autore che ancora non trova emulatori.
In prosa e in versi dialettali abruzzesi, ha scritto la commedia brillante "Core mé", musicata da Aniello Polsi, più volte rappresentata con successo ed alcuni anni fa riproposta in edizione discografica dal coro Polifonico Histonium Lupacchino dal Vasto, indubbiamente la più nota, apprezzata e famosa in quanto proietta, con schietta maestria, i sentimenti, l'amore, il costume, il lirismo irresistibile del nostro popolo che, seppure trasmigrato nel mondo, mantiene sempre vivo il nostalgico amore verso la terra    
natia.
Valori questi che sono stati esaltati e rinsaldati, in oltre venti anni di vita, nel suo Histonium, divenuta voce palpitante della terra d'Abruzzo e di Vasto per i suoi figli sparsi nel mondo.
Nel 1942 Espedito Ferrara ha scritto l'inedita commedia dialettale "Sta Madunnelle" e, nel 1943/44 la commedia dialettale abruzzese "Terre nostre" e l'azione teatrale Terra nostra.
Saggi, poesie, studi, monografie, debbono essere ancora tratti dal ricco forziere culturale di Espedito Ferrara, rinserrato fino a pochi giorni dalla sua terrena dipartita, come è avvenuto per "Aria di città" (scritta nel 1932 e pubblicata nel 1990 dalle edizioni RES di Roma) è auspicabile vengano édite, «sia per l'aspetto storico, sia per quello linguistico, nella convinzione di dare un contributo alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale vastese».

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