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| 1961, Espedito Ferrara sul balcone della "sua" Biblioteca Rossetti |
di Giuseppe Catania
La cultura abruzzese, e quella di Vasto in particolare, deve
molto a Espedito Ferrara, giornalista, scrittore, poeta, drammaturgo, personalità
fra le più significative del secolo scorso. Un uomo che al sapere ha offerto tutta la sua esistenza,
fino all'ultimo, proprio perché era consapevole di interpretare con profondità
di
sentimenti, l'anima della nostra gente.
Agli annali di Vasto Espedito Ferrara ha dato impulso con il
suo costante contributo giornalistico, schierato in prima linea alla guida del
suo Histonium, per esaltare quei fermenti di umanesimo che distinguono la vita
e le opere di tanti personaggi che hanno segnato la storia e le vicende del
nostro popolo.
Un giornalista che aveva innato nell'animo il senso della
rettitudine e dell'equilibrio, soprattutto la coscienza di operare in funzione
della difesa dei valori e della promozione dell'uomo, consapevole che la
propria personalità doveva essere posta al servizio della società.
Ed in questo era specchio fedele la dignità adamantina quale
segno indelebile cui Espedito Ferrara ha uniformato la sua attività di pensiero
che è stata anche la prerogativa dei fatti che costituiscono, insieme all'ingente
bagaglio di opere che Egli lascia alla collettività, un elemento di ulteriore
qualificazione della sua anima libera di cui ha offerto un retaggio alle
generazioni future.
Seppe, con mirabile sentimento di squisito cantore, in versi
e in prosa, aderente alla schietta parlatura paesana, infiorata di vasta
cultura letteraria, saggiare il profondo arcano del folklore vastese, lasciando
una ricca, inestimabile raccolta di opere di grande successo popolare, che
costituiscono anche gli elementi emblematici per distinguere la gente di Vasto,
di cui seppe sempre essere strenuo difensore ed assertore, per tramandarne i
valori estetici e la coscienza, quale entità di ulteriore distinzione e valenza
della vita di una gente che, nella secolare tradizione, proietta luce per
additare sentieri di sapere e di cultura per le generazioni a venire.
Se è questa la complessa personalità di Espedito Ferrara,
non ne possiamo dimenticare la figura di uomo, sposo fedele e padre affettuoso,
amante generoso fino allo spasimo della verità che è stata emblema di dirittura
morale e civile, oggi proiettata, con legittimo orgoglio, nella professionalità
dei suoi figli che, di tanta fulgida immagine paterna, seguono le orme impresse
da un lungo cammino cui ha fatto riflesso la fede nella nostra religione.
Espedito Ferrara fu uno dei pionieri del giornalismo e della
cultura vastese negli anni prima e dopo l'ultimo conflitto mondiale.
Nel 1945 fondò, diresse e scrisse, con irresistibile
dinamismo e con spiccata vocazione culturale, il periodico di informazione
HISTONIUM voce d'Abruzzo, divenuto palestra di confronto aperto e leale di
tanti avvenimenti che hanno tracciato un solco profondo negli annali civici.
Vera tempra di forbito scrittore e di ingegno acuto,
profondo conoscitore del vernacolo abruzzese e del caratteristico, tipico,
dialetto vastese, svolse una arguta e meticolosa ricerca di motti e proverbi
legati alla bella parlatura paesana.
Nel 1931 scrisse la commedia "Ssa fa Ddè" e
"Giacobbe, Raffaele e Sprecaciannere" che vennero rappresentate ed
accolte, nelle numerose repliche, con sempre crescente entusiasmo, in quanto
esprimono la vera essenza e l'anima della cultura e della drammaturgia
popolare, nella interpretazione che Espedito Ferrara ne ha fatto, divenendo
così, dopo Luigi Anelli, unico autore che ancora non trova emulatori.
In prosa e in versi dialettali abruzzesi, ha scritto la
commedia brillante "Core mé", musicata da Aniello Polsi, più volte
rappresentata con successo ed alcuni anni fa riproposta in edizione
discografica dal coro Polifonico Histonium Lupacchino dal Vasto, indubbiamente la
più nota, apprezzata e famosa in quanto proietta, con schietta maestria, i
sentimenti, l'amore, il costume, il lirismo irresistibile del nostro popolo
che, seppure trasmigrato nel mondo, mantiene sempre vivo il nostalgico amore
verso la terra
natia.
Valori questi che sono stati esaltati e rinsaldati, in oltre
venti anni di vita, nel suo Histonium, divenuta voce palpitante della terra
d'Abruzzo e di Vasto per i suoi figli sparsi nel mondo.
Nel 1942 Espedito Ferrara ha scritto l'inedita commedia
dialettale "Sta Madunnelle" e, nel 1943/44 la commedia dialettale
abruzzese "Terre nostre" e l'azione teatrale Terra nostra.
Saggi, poesie, studi, monografie, debbono essere ancora
tratti dal ricco forziere culturale di Espedito Ferrara, rinserrato fino a
pochi giorni dalla sua terrena dipartita, come è avvenuto per "Aria di
città" (scritta nel 1932 e pubblicata nel 1990 dalle edizioni RES di Roma)
è auspicabile vengano édite, «sia per l'aspetto storico, sia per quello
linguistico, nella convinzione di dare un contributo alla conservazione e
valorizzazione del patrimonio culturale vastese».
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