Aspre le critiche di Davide Aquilano (Italia Nostra, pubblicate in coda a quest'articolo) e quelle dell'ex vice Sindaco Nicola Del Prete.
Ma anche di comuni cittadini come la signora C.P. che si è detta sconcertata per il fatto che hanno "sprecato tutte quelle luci sul Corso fino alla Villa, dove non c'era nessuno, mentre non è stata messa neanche una luce in via S. Maria dove c'era il Santo Patrono!".
Oppure la nota dell'amico Enzo La Verghetta che non ha gradito il "Mercatino indio cinese di San Michele": "Un desiderio di rivivere
la festa patronale anche attraverso il mercatino, una speranza mortificata dal poco tendente al nulla. Piazza Marconi, che doveva essere il piatto forte delle bancarelle dove ritrovare artigianato e vecchi sapori, una delusione. Fortunatamente la pioggia ha coperto questo flop. Un’occasione persa per mettere in vetrina e lanciare i nostri prodotti locali, una ragione in più per chi vuole giustificare qualche chilometro per partecipare a questo evento. Purtroppo ci s’imbatte con stand cinesi e indiani con cianfrusaglie che ogni sabato riempiono il “mercatino delle pezze” di Vasto e le strade di molte città. Solo dietro le vecchie elementari c’è la porchetta a go go, ma se non piace o il colesterolo lo vieta, è un viaggio quasi a vuoto. Fortunatamente restano sempre i lupini e le nocelle di “Costantino” l’unico aggancio con i ricordi", aggiunge amareggiato Enzo La Verghetta.
Un
paese come Vasto che pretenziosamente
vuole essere una città turistica, come può perdere l’occasione di
utilizzare questa che potrebbe essere una festa di fine estate per richiamare gli ospiti estivi e non e i nostalgici vastesi offrendo una manifestazione che vale un
viaggio. Si c’è la processione, le giostre per i ragazzi, la banda di Lecce poi dovevano arrivare i
Nomadi ma sono sufficienti come
richiamo? Giustificano un viaggio per chi deve percorrere dei
chilometri con l’incombenza delle nuove accise sulla benzina e dell’Iva al 22%? Sicuramente si preferirà
conservare quel capitale che si ha nel serbatoio per un investimento più
remunerativo. Anche le altre attività commerciali avrebbero potuto beneficiare di un
po’ di denaro fresco mentre i cartelli “Vendesi” o” Affitasi” proliferano. Certo
non sono i due giorni di fine settembre
a tirar su l’economia locale, ma occorre una programmazione e un atteggiamento
del pubblico e del privato che utilizza al massimo le possibilità di
risollevarsi dalla crisi che ci attanaglia e non tralasciare la minima
opportunità. Quando ne saremo consapevoli?
Enzo La Verghetta
Le critiche di Italia Nostra
Associazione Nazionale per la tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione
vasto@italianostra.org
La “città storica” e la festa patronale a Vasto
(Lettera aperta) al sig. Sindaco della
Città del Vasto
Se l’anima della “città storica” è costituita dall’insieme
delle persone che vi vivono e
che la vivono e se la festa patronale è il momento più
atteso da coloro che la vivono e
che si aspettano, quindi, di stare vicino ai luoghi del
Santo Patrono, l’amministrazione
comunale ha inferto l’ennesimo pesante colpo alla
sopravvivenza della città storica o del
“centro storico”, se si preferisce la dizione tradizionale.
Non si parla qui di un evento qualsiasi, ma della Festa
Patronale. Chi si aspettava di
trovare nei luoghi della città storica le luci, i colori, i
suoni, le grida dei bambini, le
giostre, il vociare e la calca della folla; chi contava di
rivedere parenti, amici e
conoscenti per intrattenersi con loro dialogando sull’ultimo
anno trascorso o sui fatti
recenti, si è trovato in una sorta di cimitero, dove gente
sparuta, sperduta, incerta,
confusa, disorientata e “spaesata” sembrava vivere una
dimensione surreale fatta di
vuoto, di un vuoto che talora qualcuno cercava di riempire
alzando il volume
dell’amplificatore del proprio locale.
Le persone erano “spaesate”, cioè presenti nello spazio
fisico della tradizione alla
ricerca del grande assente, la comunità di “paese”. La festa
patronale non è un
semplice “evento”, ma è tuttora, dopo secoli, il più forte
momento identitario della
comunità vastese.
Quello che ha messo in atto quest’anno l’amministrazione
comunale di Vasto è l’esatto
contrario di quanto serve ad una città storica, se si vuole
che sopravviva, al di là dei
carta straccia e soldi buttati.
L’imbarazzante vicenda delle giostre dislocate lungo via dei
conti Ricci in un luogo che
forse non ha i relativi requisiti di sicurezza, l’aver
eliminato le giostre per bambini e gli
ambulanti dal “centro storico” sembrano azioni distruttive,
se non eversive nei confronti
della comunità vastese. Ma perché tutto questo?
Ci blocchiamo davanti alla possibilità di enunciare facili
battute ma, da parte sua, sig.
Sindaco, Le chiediamo di non farci pensar male: basterebbe
una semplice, anche
laconica, risposta argomentata da parte sua. Nell’attesa
riponiamo la nostra domanda
nel cassetto delle altre domande alle quali questa
amministrazione ha sistematicamente
e deliberatamente evitato di rispondere.
Vasto, 29 settembre 2013
Festa di San Michele Arcangelo Patrono di Vasto
f.to Davide Aquilano
Presidente
17 commenti:
Il Signor Enzo dovrebbe cortesemente specificarmi di che "nostri prodotti locali" parla. Inoltre vorrei chiedere se Vasto, con tutte le attività di ristoro del centro, "merita" i "porchettari". Danno questi una bella immagine? La Festa Patronale di San Michele è forse una sagra "paesana"? Il mio Vasto è infinitamente più Vasto.
eppure signor Francesco le bancarelle,i nocellai ed i porchettari (tra la quale io) hanno sempre ornamentato le feste e di fatti quest anno la piazza era nuda senza di noi,è venuta a mancare proprio l aria di festa...ci tengo a precisare che questo è il nostro lavoro con relative licenze rilasciate dal comune di vasto,quindi ci dobbiamo sopravvivere anche noi, dato che le stesse tasse delle attività fisse le paghiamo senza agevolazioni alcuna,anzi si informi quanto ci costa a noi una festa..questa di san michele ci è costata precisamente:marca da bollo da 16,spese di istruttoria 20 (che si paga solo a vasto dato che giro per tutto l abruzzo),50 di immondizia (novità di quest anno),suolo pubblico 20!poi ci dobbiamo aggiungere le giornate perse in comune trattati come burattini fino all ultimo giorno..a queste spese ci aggiunga tutto il materiale deperibile che compriamo per poterlo rivendere,compreso di "porchetta",operai e mezzo autonegozio che il più piccolo costa 100.000 euro ed ora si faccia due conti!e nn le dico quanto ho incassato questi due giorni altrimenti si mette le mani nei capelli,e quanta roba è avanzata e quindi "buttata"!buona giornata...
Condivido on pieno quanto detto da ambulante
Per motivi di spazio, l’amico Nicola ha riportato solo una parte della mia nota, la protesta non la proposta. Sig. Francescopaolo, lei che un uomo di mondo, sa che anche nei più sperduti paesini dove hanno qualche monumento o pseudo tale oppure dove possono approfittare della festa del patrono, come potevamo fare noi, si ingegnano a mostrare e vendere in negozietti o bancarelle “prodotti locali” ai turisti. Questi prodotti vanno dalla ceramica agli oggetti sacri, dai vini ai liquori della nonna o del monastero, dagli insaccati ai legumi ecc. Un business basato dalla presunta tipicità. Tutti abbiamo abboccato comprando, certi, spesso erroneamente, di non trovare altrove questi prodotti, per poi accorgerci che a prezzi più bassi erano al supermercato sotto casa. Adesso lei dall’alto della sua vastesità mi vuol far credere che noi non abbiamo la possibilità di poter “ammollare” dei prodotti come tipici e irripetibili altrove? Se non ci si industria anche copiando chi sa valorizzare il poco avremo solo un bel panorama da Loggia Ambling che riempie il cuore e gli occhi per qualche minuto ma continueremo a vedere sempre più cartelli con i cartelli “Vendesi” o” Affitasi”. Don Peppino e zio Remo non ci sono più, le poste stanno riducendo il personale come la ex Siv e Denso. Dobbiamo inventarci il nostro futuro con proposte turistiche valide e complete che vanno oltre la spiaggia. Questo era il succo della mia nota. Spero che lo condivida.
Ma questo che ci azzecca con la festa patronale?
Caro ambulante, io sono a favore delle bancarelle (ci mancherebbe altro) sono contrario al disordine e alla ghettizzazione. Mi si deve spiegare (per esempio) a che serve il venditore di palloncini in piazza mentre i ragazzini sono lontani alle giostre al cimitero. Mi si deve spiegare perché si deve creare un'area "ristoro" isolata dal contesto della festa. Mi si dovrebbero spiegare tante cose che non si giustificano con "le tasse". Io sono a favore di tutto ciò che è fatto "bene" ma non sono come l'amico Stefano che "condivide" e basta.
Enzo La Verghetta, hai ragione. Per distrazione non ho nerettato e copiato l'ultimo perzzo dell'articol. Adesso l'ho messo. Scusami.
Continuate il dibattito
Enzo La Verghetta, hai ragione. Per distrazione non ho nerettato e copiato l'ultimo perzzo dell'articol. Adesso l'ho messo. Scusami.
Continuate il dibattito
Enzo La Verghetta, hai ragione. Per distrazione non ho nerettato e copiato l'ultimo perzzo dell'articol. Adesso l'ho messo. Scusami.
Continuate il dibattito
Francescopaolo, il problema è tutto nella tua risposta. Un paese economicamente in difficoltà non può pensare solo alla festa di “noialtri” ma deve saper cogliere ogni occasione per il bene comune, creare occasioni di lavoro. I mercatini la festa di S. Michele o di S. Rocco possono essere dei momenti di business anche per i vastesi, rimangono le nostre feste, ma possono anzi devono essere un’occasione per di produttori e commercianti con idee. Un breve inciso, fra le bancarelle di S. Rocco 2012 e2013 c’era solo uno stand vastese: Creta Rossa. Molti dovrebbero prendere esempio dallo spirito d’iniziativa di questo artista/artigiano. Francescopaolo ripeto fino all’ all’infinito: Dobbiamo inventarci il nostro futuro per sopravvivere noi e la nostra città che entrambi amiamo
quello che mi domando io,ma sicuramente come tutti,possibile che nn c è un opposizione o un comitato o chi che sia che cacci questa amministrazione che ha distrutto questa città?ho saputo da terzi (e quindi nn ne ho la certezza)che per questa festa "patronale" il comune abbia investito 170.000 euro,possibile?sempre da quello che sò i nomadi nn costano poi così tanto,specialmente se è infrasettimanale..vorranno costare 20.000?le luci,le bande ed i manifesti altri 20.000 a esegerare(premettendo che il comune guadagna anche con il suolo pubblico,istruttoria ecc che paghiamo noi ambulanti),ed il resto dei soldi dove vanno a finire?già lo sappiamo e li lasciamo fare come tanti deficenti..però io posso aspettare per essere risarcito dal comune per delle gomme e cerchi rotti nella bella strada nuova,larga e liscia di via san rocco,per adesso sono passati solo due anni ed il comune risponde all avvocato che nn ha soldi..poi nn ci dobbiamo meravigliare quando accadono avvenimenti come quelli dei giorni scorsi in comune,anche sè da voci che girano converrebbe(economicamente) anche farli!!!!
Ho ricevuto in ritardo le aspre critiche di Italia Nostra : le ho pubblicate in coda all'articolo. da leggere
Ho ricevuto in ritardo le aspre critiche di Italia Nostra : le ho pubblicate in coda all'articolo. da leggere
Ma per favore . . . Stai "silenzio"! E' meglio!
Io penso che le feste Patronali siano l'occasione per rincontrarsi, socializzare magari rallegrandosi reciprocammente sui risultati ottenuti durante l'anno nella propria attività. E quello che i Vastesi desiderano. A mio parere, avere giostre, tiro a segno, bancarelle , porchettari, Costantino, luminarie e cassa armonica nelle immediate vicinanze fa bene al cuore, come fa bene al cuore il profumo inconfondibile delle arachidi tostate. Bisogna ricentralizzare assolutamente la festa! Guai se un giorno dovessimo rimpiangere tutto questo. La Festa Patronale deve essere così: confusione, rumori, baldoria, capannelli di gente, musica, profumi ed anche tanto, ma tanto ringraziamento per come è trascorso l'anno.
Sarebbe bello...
Ma riusciranno a comprendere che, in questo caso, la macchina devono lasciarla distante o, per chi può, a casa?
Sono diversi anni che non vivo più la "festa di San Michele", ma ricordo comunque le auto, così come comunque le ho viste in questi giorni...
Sarebbe bello, come ho letto nel commento, trasformare la festa patronale in una tre giorni a mo' della unica notte bianca che la città riesce ad offrire...
Da un lato il sacro e dall'altro il profano...
Bravo Filippo!
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