Oggi in molte città italiane, piccole o grandi, dove
la tradizione è più radicata o dove l’evento viene organizzato per il semplice
divertimento e intrattenimento dei bambini, c’è fermento per le sfilate dei
carri allegorici. Anche a San Salvo, Casalbordino ed in qualche altro paese
dell’entroterra vastese sono previste sfilate e spettacoli di piazza.
Vasto non è tra queste città. L’Amministrazione
Lapenna in questi sette anni di attività amministrativa è riuscita a far
dimenticare ai vastesi (e soprattutto ai bambini) la sfilata di carnevale.
L’unica e ultima risale al 2008, da
all'interno 25 foto delle belle sfilate dei decenni scorsi
allora le scuse sono sempre le stesse: le
casse comunali che piangono e i soliti problemi di ordine pubblico. Il
carnevale viene organizzato in tutta Italia, non si capisce perché i problemi
debbano esserci sempre e solo a Vasto.
Ed allora, vi proponiamo una sfilata virtuale
attraverso le immagini dei carri delle ultime edizioni.
Per ogni sfilata che si rispetti, non può mancare la
politica. Nel carro proposto dagli amici del Quartiere Sant’Onofrio un bel po’
di anni fa, dal titolo “L’alimentazione dei politici”, si notano tre tipologie
di politici, quello che dice “Io ho già mangiato”, l’altro “Qui mangia chi dico
io”, ed infine “È tanto che non mangio”. Volete sapere il loro menù preferito?
Ecco fatto: 1° bustarelle ripiene, 2° Appalti farciti, 3° condoni al forno. Il
commento è eloquente: “l’amaro è per i
cittadini”.
Un carro molto significativo, che andrebbe bene anche
al giorno d’oggi, è quello proposto dal Gruppo San Lorenzo con “Lu Uaste ere
belle e terra d’ore”. Adagiato su una sdraio, sotto l’ombrellone, c’è lo
scheletro di un vastese, ridotto in queste condizioni dal petrolio e …dalle
biomasse.
Al posto di Agnelli, oggi forse sfilerebbe un carro su
Marchionne; al posto del pacchetto di sigarette “Malmuori”, oggi forse si
parlerebbe delle sigarette elettroniche, mentre piuttosto dei missili “Exali-Bush”,
oggi si parlerebbe di Obama alle prese con il problema del possesso delle armi.
Oltre agli argomenti di attualità, ciò che non può mai
mancare in ogni sfilata che si rispetti, soprattutto per la gioia dei bambini,
sono gli spunti presi dalle favole: da Cenerentola a Biancaneve, da Pinocchio
alla Sirenetta, da Alice nel paese delle meraviglie ad Aladdin, dai castelli
delle fiabe alle tazzine de “la Bella e la Bestia”.
Non possiamo e non dobbiamo dimenticare il Carnevale, perché come affermava
Goethe questa è “Una festa che il popolo
offre a se stesso”, e noi vastesi abbiamo l’obbligo di riappropriarcene.
Lino Spadaccini






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