Talk show da vietare ai
minori di…..
Un titolo provocatorio per riflettere su cosa ci stanno raccontando i nostri
politici in televisione durante la campagna elettorale, questo prescindendo sia
dai simboli rappresentati sia dagli imbonitori.Sono settimane che ci cantano, come direbbe un mio amico: “sempre le stesse canzunette”, cambiano i
cantastorie, qualche gorgheggio in più o in meno ma tutto si esaurisce in accuse verso le controparti. Un continuo rivangare errori e comportamenti discutibili su cui la magistratura sempre più si sofferma. Purtroppo i nostri giovani, sentendo questi scontri all’ultimo fango, si pongono questa domanda: ma la generazione dei mie genitori in quale discarica ci ha portato? Quei politici, sempre più divi, se li pongono miei problemi come la scuola e poi la ricerca di un lavoro? Tutti parlano di sviluppo di nuovi posti di lavoro da creare, ma cosa dovremmo produrre noi neo assunti? Prodotti a basso profilo per entrare in concorrenza con i cinesi e altri paesi emergenti oppure prodotti ad alto valore aggiunto vedi i tecnologici o ad alto livello qualitativo? Nel primo caso il salario dovrà adeguarsi a quello cinese e non sarà certo quello dei nostri genitori e quindi retrocederemo come stile di vita. Per i prodotti ad alto valore aggiunto abbiamo il background scientifico per produrli? Dopo anni di quasi inesistenti investimenti sulla ricerca? Di concreto di cosa stiamo parlando? C’è un piano industriale? Oppure è tutto da inventare?
Con queste premesse non vi sembra necessario vietare ai giovani di vedere questi programmi televisivi? Attenti, le reazioni potrebbero essere violente. Fortunatamente (?), già autonomamente, i giovani hanno scelto di cambiare canale o hanno spento il televisore, e si sono andati a fare una birretta per dimenticare.
Gli stessi politici dichiarano, gonfiando il petto, di incontrare le persone in strada e nei mercati e parlare con loro e ascoltare le loro necessità. Ma mi domando, in pratica cosa dicono? Forse continuano ad addossare tutte le colpe alle controparti politiche, e poi per completare la sceneggiata prendono appunti sulle richieste presentate dai cittadini su fogli che cestineranno girato l’angolo come molti di noi fanno con i loro santini.
Allora perché, noi datati, stiamo davanti ai televisori e facciamo audience? Domanda legittima. La mia personale risposta è: certo non per i contenuti ma per imparare come sfuggire alle domande. Apprendere come mandare in affanno la controparte interrompendola ripetutamente con cavilli, come, con dei risolini più o meno accennati, per smontare agli occhi dei presenti/ascoltatori le tesi dell’avversario. L’apice ”mandare tutto in caciara” (detto tipico romano), accusando la controparte di altri errori o comportamenti discutibili, per tendere al pareggio e passare ad altre storie di scandali e cattiva gestione. Sicuramente un certo schieramento politico, non si è solo ispirato al suo leader, ma ha fatto dei corsi ad hoc. E’ una tecnica da imparare che ci potrà sempre essere utile, è anche un minimo risarcimento per i soldi che ci vengono sottratti dalla politica attraverso le tasse.
Enzo

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