giovedì 19 aprile 2012

IMU, una protesta: la casa degli emigrati non è un bene di lusso! Non è da considerare come "seconda casa"


La “legge” non guarda in faccia a nessuno. Da noi  - come altrove - le seconde case dei concittadini che vivono in Italia o all’estero vengono tassate alla stessa stregua delle “seconde case” dei benestanti professionisti di altre città che hanno deciso di fare un investimento su Vasto perché economicamente conveniente. Pubblichiamo la riflessione di un ...“emigrato”.

"...Emigrante ti conciamo per le feste"
di Enzo La Verghetta
I nostri cari amministratori comunali hanno gravato le seconde case di uno 0,9 per mille. Fanno finta di
non sapere che molte di queste seconde case, in particolare quelle del centro storico e dintorni sono case di chi avendo rinunciato ad avvalersi di un “padrino politico benevolo” ha preferito guadagnarsi la pagnotta lontano da dove sarebbe voluto restare. Sono case che al massimo vengono utilizzate nel periodo di ferie e che molti posseggono non per un ritorno economico, ma solo per rispetto per chi con tanti sacrifici li ha comprati o costruiti. Certo anche questo è uno strumento contro il turismo di “ritorno” che viene volutamente penalizzato e allontanato, con un’evidente miopia economica. E’ un invito per questa generazione a togliere i ponti con Vasto vendendo queste case non economicamente redditizie. Sicuramente quello che noi testardamente abbiamo preservato verrà abbandonato dai nostri discendenti non legati affettivamente a questi luoghi dai tanti ricordi che ci filtrano con occhio benevolo quello che accade. La nuova generazione non attratta dall’offerta turistica vastese rinuncerà all’antieconomico investimento della “casa dei nonni”, specialmente se saranno considerati dall’amministrazione comunale “mucche da mungere”. L’annuale “Festa dell’emigrante” diventa una presa in giro e si è trasformata in “emigrante ti conciamo per le feste’”. Oggi incasserete qualche euro in più, ma domani?
Enzo La Verghetta

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