Reinventiamo il turismo e
l’artigianato.
di Enzo La Verghetta
L’obiettivo
primario di tutte le istituzioni, in
particolare in questo momento, deve essere
la creazione e la conservazione dei posti di lavoro. Certo, poi sulla strategia
ognuno può partire da idee diverse e con anche differenti priorità, vedi la
salvaguardia dell’ambiente. Rinunciarci sarebbe però come optare per un
uovo oggi a scapito di una gallina che domani fornirebbe altre uova. Il
turismo è un’industria a tutti gli effetti, e come altri settori è stagionale,
lo è anche l’agricoltura. La viticoltura, produce reddito in un tempo
molto limitato ma consente ai produttori di vivere per tutto l’anno. L’offerta
turistica come la vite deve essere curata tutto l’anno per dare i suoi frutti
per 3/4 mesi. Qui ci sarebbe tanto da dire ma soprattutto tanto da fare,
particolarmente a Vasto. In Italia e nel mondo non mancano esempi di comunità
che hanno la loro forza economica nel turismo. Per quanto concerne la precarietà
degli addetti, in molti centri delle Dolomiti, un esempio di offerta turistica
da seguire, molti maestri di sci l’estate fanno i falegnami, i muratori, gli
agricoltori ecc. Anche loro hanno la concorrenza, vedi l’Austria, ma cercano di
rispondere con efficacia ed efficienza, e mi sembra con buoni risultati.
La
frase di Monti: “il posto fisso è monotono” che ha provocato tante critiche, è
la fotografia di un’economia che in continuo cambiamento e che richiede estrema
flessibilità ma soprattutto tanta iniziativa dei singoli. Le industrie che
creano nuovi posti di lavoro non possono arrivare solo dall’esterno o
dall’alto, ma devono soprattutto nascere dall’evoluzione di un artigianato
interpretato con le nuove tecnologie di produzione e di mercato, che
cresce e crea più posti di lavoro attraverso prodotti vincenti che si adeguano
giorno per giorno alla domanda. Non ci si può più basare sulle sovvenzioni
pubbliche, certo in una fase di nascita o espansione ci vuole un “aiutino”, ma
la forza per vincere la concorrenza le aziende devono averla al loro interno.
Le amministrazioni comunale regionale e nazionale devono fare da collante
e facilitatore delle iniziative dei singoli ma non possono sostituirsi a loro
con capitale e idee. Inoltre oggi l’apparato burocratico è una palla al piede
più che una risorsa per molte realtà economiche, e su questo i cittadini
dovrebbero intervenire per chiedere meno convegni, che sono spesso la fiera
dell’ovvio e delle belle parole, e più interventi organici ed efficaci nelle infrastrutture
e nella velocizzazione degli iter burocratici.
Enzo
La Verghetta
4 commenti:
Caro Enzo, ho creduto a lungo, anch'io, che la "vocazione turistica" dovesse essere prioritaria a Vasto, visto cosa ci è stato regalato dalla natura! Ora mi sono arreso, ho smesso di illudermi: non c'era, non c'è e non ci sarà mai a Vasto una "cultura del turismo", una "cultura dell'accoglienza"in grado di far sviluppare un'industria del turismo", come la chiami tu, foriera di nuova occupazione giovanile. Ogni anno le stesse deficienze, pubbliche e private, che arrecano disdoro (Fosso Marino) e pessima stampa ad una "industria" che vive da sempre di buona stampa e ....sul "passa parola". Prezzi altissimi e professionalità zero, ristorazione scadente (ma hai un'idea dei menù che presentano ai turisti nei nostri alberghi?), poche o insignificanti iniziative attrattive (quelle poche godono di esclusivi finanziamenti pubblici), pochissimi luoghi di aggragazione giovanile. traffico caotico, mancanza di parcheggi(soprattutto a Vasto Marina), manca persino un parcheggio per i camper (e sappiamo che quota di mercato ha il turismo camperistico), mentre nella vicina S. Salvo ce ne sono ben tre! Da trent'anni parliamo di porticciolo turistico (che si voleva sciaguratamente realizzare, pensa un pò, fuori Vasto, alla foce del torrente Lebba) ma non è mai stato cantierato il progetto, nè a questo punto è realizzabile stante la presenza delle darsene di Fossacesia e San Salvo ed il porticciolo, abbastanza grande, di Montenero. Dopo mezzanotte i vastesi vogliono il silenzio per dormire e i locali pubblici chiudono...(alle 0.30 anche a Ferragosto!) Caro Enzo, debbo continuare? Al contrario, mi terrei strette le poche industriole presenti sul territorio e creerei nuove infrastrutture per farne nascere altre: creiamo posti di lavoro...veri! I giovani non ci perdoneranno tanta ignavia!
Professore, ma di quali giovani parla?
Di quelli che si preferiscono mettere in politica che altro non sono, nella maggior parte di loro, che la copia delle vecchie figure generazionali; di quelli che li si tengono sempre sul classico "piatto d'argento", o di quei giovani che metterebbero volentieri la mano d'opera se qualcuno desse loro una opportunità?
Visto che "il mondo" ha bisogno di modelli, quali modelli di giovani sono stati proposti a Vasto e nel territorio vastese?
Qualcuno ha mai esaltato i giovani volenterosi ma senza un appoggio economico proprio alle spalle?
Ma se molti continuano a preferire i giovani di "razza" ai giovani "meticci", non credo che, nel futuro, dovrete cercare il perdono per l'ignavia ma per aver discriminato molti a favore di pochi.
E qui, centra poco il berlusconesimo, questa situazione era in uso già da prima.
I giovani scappano non solo perchè manca il lavoro, ma soprattutto perchè non hanno opportunità di sfogo e di opinione se non sempre e solo attraverso i modelli da "voi" proposti... e non sempre questi modelli hanno ben chiaro cosa voglia dire stare senza lavoro per mesi e mesi e sentirsi persi ed inascoltati.
I giovani mancano di fiducia in loro stessi perchè stressati da modelli irrealizzabili per molti di loro, fiducia che alcuni, per fortuna, riescono a trovare altrove, pur senza nome importante e senza spalle coperte.
Signora Maria, evidentemente aveva bisogno di sfogarsi e l'ha fatto con me...non me ne dolgo!
Sappia però che l'argomento in discussione era ben altro| Se un giorno vorrà parlare di giovani, Le racconto cosa ho fatto io per loro e Lei mi racconterà cosa ha fatto in proposito,
Accetto la sua critica e la ringrazio per la sua delicatezza nella risposta: altri sarebbero andati oltre e come successo altrove avrebbero usato inviti ad andare in altri luoghi più o meno frequentati, cosa che lei ha fatto in maniera gentile nel finale.
Abbiamo due ruoli diversi, due situazioni e due vissuti diversi... c'è solo da vedere se ciò che ha fatto lei era predisposto o meno nel suo ruolo o se davvero è andato oltre le sue mansioni... e poi, dopo si potrà vedere e verificare cosa ho fatto io che non ho ruoli predisposti in società.
Mi sono sentita troppe volte dire e rispondere così, da chi ha ruoli ben più alti del mio, (non sto contestando il suo ruolo) ed è per questo che continuo, non di lei e nei suoi confronti poichè oltre il "di vista" non la conosco, ma in generale per ciò che vedo e continuo a vedere, continuo a pensarla esattamente come ho scritto sopra.
Sull'argomento, sul tema del post, mi sono espressa altrove ed anche sulla bacheca del Sig, D'adamo su face book, ma è evidente che non ho opportunità di dimostrare credenziali o fatti concreti realizzati o realizzabili, quindi, ogni mio possibile o incomprensibile o chissà che di intervento, è da considerarsi nullo!
Lo sapevo fin dall'inizio.
La ringrazio ancora per la sua gentilezza.
E mi creda, non era e non è mia intenzione toglierle o sminuire il suo valore ed i suoi valori.
Cordiali saluti.
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