venerdì 3 febbraio 2012

Esce in edizione Italiana a cura di Antonio Bini "WIGFORCE STORY” un libro inglese che racconta la nascita della Brigata Maiella

ANTONIO BINI
 Apprendiamo con piacere che Antonio Bini, "vastese doc della Marina", apprezzato dirigente di pubblica amministrazione, scrittore e giornalista, ha curato l’edizione italiana di "To reason why” di Denis Forman, per la casa editrice Menabò–D’Abruzzo.
Il libro WIGFORCE STORY, questo è il titolo italiano, racconta le fasi più cruente della guerra in casa nostra, all’inizio del 1944, la nascita della Brigata Majella e la morte dell’eroico maggiore Lionel Wigram nella battaglia di Pizzoferrato.
La presentazione del volume è prevista oggi 3 febbraio a Pizzoferrato, domani a Casoli e domenica ad Ortona. Ma per le avverse condizioni atmosferiche tali appuntamenti potrebbero slittare in altre date. Comunque questi gli orari: PIZZOFERRATO venerdì 3 febbraio 2012 ore 16,30 Locale Sala ex Parco; CASOLI sabato 4 febbraio 2012 ore 18,00 Cinema Teatro Comunale; ORTONA domenica 5 febbraio 2012 ore 11,00 Museo della Battaglia di Ortona; ore 12,00 deposizione della corona di fiori sulla tomba del maggiore Lionel Wigram presso Cimitero Canadese Ortona.

Chi era il Maggiore Lionel Wigram
Lionel Wigram (Sheffield, 1907Pizzoferrato, 3 febbraio 1944) è stato un militare inglese.
Avvocato londinese e imprenditore di successo, con alle spalle una solida formazione scolastica (King Edward VII School di Sheffield e Oxford University). Nel 1941 insegnò tattiche per fanteria nella scuola di guerra della 47ª Divisione della Territoriale da lui fondata, e successivamente venne nominato istruttore capo alla Scuola di guerra di Bernard Castle.
Nominato Maggiore dei Royal Fusiliers (City of London Regiment), durante l'avanzata delle truppe angloamericane in Abruzzo solidarizzò con Ettore Troilo, accettando la proposta da lui formulata - per la prima volta nel corso della campagna d'Italia - di formare un raggruppamento partigiano operante a fianco dell'8ª Armata britannica, il Corpo Volontari della Maiella, trovando in tale unione una applicazione concreta delle innovative tecniche di guerra teorizzate dallo stesso Wigram.
La forza armata congiunta delle truppe italiane e britanniche fu denominata "Wigforce".
Colpito a morte durante un cruento attacco condotto dalla Wigforce a Pizzoferrato, un paese che verrà definito la "piccola Stalingrado", il suo corpo oggi riposa nel Cimitero di guerra anglo-canadese del fiume Moro (Ortona).
(Da Wikipedia)

Il libro Wigforce Story
A raccontare la storia del Maggiore Wigram nel libro Wigforce Story è un autentico “protagonista”: Sir Denis Forman, allora responsabile del presidio inglese di Casoli,
Forman - che ritornato alla vita civile fu un pioniere della televisione inglese – racconta  la storia di Wigram e della prime fasi della guerra a sud della linea Gustav, in modo avvincente, alla stregua di un romanzo, cogliendo oltre agli aspetti bellici, anche le vicende umane di quei giorni drammatici. Una lettura emozionante e piacevole al tempo stesso. Si direbbe quasi la sceneggiatura di un film, a fronte di storie purtroppo reali, che andrebbero meglio conosciute e che Sir Denis continua a divulgare per mettere in chiaro la storia della Wigforce e per difendere la reputazione dell’eroico amico. Tre le edizioni inglesi del libro.
L'edizione italiana si deve all'opera di Antonio Bini che ha attivato contatti con l'autore inglese dopo aver scritto – tre anni fa - l'articolo “Grazie Maggiore Wigram” per la rivista D'Abruzzo, ricostruendo la storia dell'eroico maggiore inglese. Sir Denis Forman ha poi aderito alla richiesta di autorizzazione alla pubblicazione in Italia. Il libro è stato tradotto da Nino Di Carlo che, ragazzo della Casoli occupata dagli inglesi, conserva ancora l'indelebile ricordo di quell’intenso periodo di guerra. Al complesso lavoro editoriale ha collaborato, da Londra, la designer Bimbi Bellhouse.
Antonio Bini spiega che la concessione dei diritti editoriali per l’Italia – rappresenta un gesto di amicizia nei confronti degli abruzzesi e che il titolo è stato suggerito dallo stesso Forman per ricordare l’amico Lionel Wigram e al tempo stesso il valoroso apporto dei partigiani.
L'edizione è infatti impreziosita da una prefazione di Sir Denis datata 4 ottobre 2011, e destinata al pubblico italiano, dalla quale emergono la profonda considerazione e rispetto per gli uomini della Maiella definiti “l’essenza dei combattenti per la libertà del mondo” e ancora: “Quando, dopo la guerra, sentivo la gente parlare sprezzantemente dell'esercito italiano, pensavo che se fosse stato reclutato tra uomini della qualità dei nostri combattenti della Wigforce, esso sarebbe stato il corpo di uomini più formidabile nel mondo”.
Il maggiore Forman - nato in Scozia nel 1917 - lasciò Casoli per Cassino dove durante gli scontri del marzo '44 perse una gamba. Ancora oggi, ricorda nella prefazione, che: “nulla è così nitido quanto i ricordi della guerriglia sulle colline pedemontane e nei villaggi all’ombra dell’imponente Maiella”.

I riferimenti a Vasto
Antonio Bini che ha curato l’edizione italiana di WIGFORCE STORY ha integrato il testo inglese con una ricca appendice con foto e immagini, tra cui un ponte saltato a Vasto e piazza Rossetti con alcuni cartelli inglesi (v. foto). Per quanto riguarda Vasto, è interessante sia la descrizione degli scontri tra inglesi e tedeschi tra San Salvo e Vasto  -avvenuta in una zona collinare etichettata Colle Vineyard che fu conquistata da una compagnia comandata da Wigram-    che le descrizioni di gioia della popolazione vastese liberata.

Nicola D’Adamo

PER CHI VUOLE APPROFONDIRE LA STORIA C'E' ANCHE QUESTO VIDEO CON LA VOCE DI UN SUPERSTITE DI PIZZOFERRATO


1 commento:

Ciccosan ha detto...

Nicola, non so se risulti anche a te, ma da ragazzo c'era l'abitudine, o quasi regola, che scendendo o salendo in piazza Rossetti, si dovesse tenere il monumento a sinistra. Addirittura si scherzava dicendo che chi passava dalla parte sbagliata aveva qualche problema con la ragazza. Ora vedendo la vecchia foto con quelle tabelle di avvisi vari proprio dietro al monumento, mi viene da pensare che quella regola derivi da queste tabelle.