Lu mule si sonne la notte ...
di Giuseppe F. Pollutri
“Lu mule si sonne tre vodde la notte d'accide lu padrone; e l'asine d'adduruparle. (Il mulo sogna tre volte la notte di uccidere il padrone; e l'asino di buttarlo giù dal dirupo)”.
E’ quanto leggo e copio da NoiVastesi di Sir Nicola Adam’s. Questa non la conoscevo, ma l’ho afferrata a volo per dire quel che in questi giorni mi frulla per la testa. Niente di originale, si sa, roba della mente nostra cui è invisa la sinistra, tanto quanto la destra è invisa a quegli altri. Ma qui non si tratta di legittima e reciproca in-visione degli altri, quanto di comportamenti e di fatti, e, come si sa, ognuno parli per sè, ...mentre io, che, qualche anno fa, ho fatto mia la lezione di essere fazioso, sfacciatamente se occorre, al solito voglio parlare degli altri.
E’ quanto leggo e copio da NoiVastesi di Sir Nicola Adam’s. Questa non la conoscevo, ma l’ho afferrata a volo per dire quel che in questi giorni mi frulla per la testa. Niente di originale, si sa, roba della mente nostra cui è invisa la sinistra, tanto quanto la destra è invisa a quegli altri. Ma qui non si tratta di legittima e reciproca in-visione degli altri, quanto di comportamenti e di fatti, e, come si sa, ognuno parli per sè, ...mentre io, che, qualche anno fa, ho fatto mia la lezione di essere fazioso, sfacciatamente se occorre, al solito voglio parlare degli altri.
Torniamo dunque al detto sopra enunciato e preciso subito che, per correttezza umana che non mi abbandona - pur nel detto traviamento intelletuale subìto da parte del citato compagno Vestebene Bertinotti - che non intendo per niente dire chi sia il mulo e chi l’asino. Diciamo che tra pd, idv e ora il bocchiniano Fini, se la possono giocare in casa. Fatti loro. Chi sia invece “il padrone”, che ciascuno e tutti insieme vogliono accidere o addurupare, è immediatamente chiaro o intuibile.
E’ di ieri notizia, con immagini, della Presentazione del Sacro scrigno delle firme raccolte per “invitare” Berlusconi a dimettersi. Bersani, già prefigurando che la cosa non farà un baffo al Cavaliere - come Costituzione democratica prevede e non - ha dichiarato da duro al sangiovese: “...noi resistermo un minuto più di lui”! Furbescemente, ha usato il plurale in considerazione della breve vita che può avere lui, singolarmente, da segretario pd. Ma la cosa che più mi ha sconcertato è vedere la vestale democrat, Rosy Bindi, addirittura innalzare gloriosamente tale faldone come per una laica ostensione della “sacra ostia”. Si sarà sentita anch’essa una celebrante o addirittura, per pari opportunità di genere, un novella Mosè discesa dal monte con le Tavole? Capisco che nel gioco di ruolo, che prende i politici di professione, si diventa preda della parte in commedia, ma una riflessione su ciò che realmente sia l’azione politica per il Paese e a cosa sia interessata normalmente la gente, dovrebbero farla anche costoro!
Comunque, come spesso gli animali con la loro naturalità ci insegnano, un conto è pensarlo nel sonno di liberarsi del “padrone” (o del rivale), altro è mettersi in piazza a dirlo, se non altro per evitare pernacchi e sberleffi del pasquinante popolo della gente. Di buono c’è, corollario del detto citato, che – almeno nel mondo degli uomini – non ci sono più asini e padroni, o che, comunque, è difficile sapere e dire chi – in democrazia - sia talvolta l’uno o magari aspiri a diventarlo l’altro.
Giuseppe F. Pollutri

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