venerdì 11 marzo 2011

Urbanistica: utilizzare il tracciato ferroviario alla vecchia stazione come sede della SS16

L'Arch. FP D'Adamo torna sull'idea di utilizzare il tracciato ferroviario a Vasto Marina come sede della SS16: "Guardate la foto. Il segno rosso indica la possibile soluzione a due problemi.. Si può fare una strada sul tracciato ferroviario. Lo dico io? No lo dice il PIANO REGOLATORE GENERALE di VASTO".
http://francescopaolodadamo.blogspot.com/2011/03/urbanistica.html

3 commenti:

Alessandro ha detto...
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Ciccosan ha detto...

La principale ragione dei problemi di trasporto in Italia è l’eccesso di traffico su gomma rispetto al basso utilizzo del ferroviario.
Un treno passeggeri porta fino1500 persone; ti passa davanti in un minuto scarso e poi aspetti che ne passi un altro mezz’ora o un’ora dopo.
Se quelle persone fossero su auto ci vorrebbero 700 vetture e molto più tempo; quindi inquinamento proporzionale.
La massicciata di un binario misura un 5 metri; una strada a doppio senso di marcia, tra carreggiata, cunette e massicciata, almeno 15 metri.
Ora dovrei considerare buona l’idea di eliminare la ferrovia e sostituirla con una strada a scorrimento veloce? Che inquina e deturpa enne volte di più?
Ma non s’era detto che la ferrovia rappresentava una ferita al territorio costiero? Che era un pericolo per quelle persone che dalla SS16 volevano scendere a mare, con ombrellone e bambini? Che inquinava per rumore e polveri sottili? Che ostacolava ogni serio progetto di sviluppo turistico della costa?
E dopo aver speso una cifra per intubarla questa ferrovia, e quindi superare quei problemi che rappresentava, ora la vorremmo sostituire con una strada asfaltata, solo perché per un paio scarsi di mesi all’anno abbiamo problemi di code agli incroci della marina?
Provvisoria è una strada bianca, una strada con base in magrone, una strada di cantiere, una stradella che serve per un anno o giù di lì, e non una strada asfaltata con una carreggiata di 10 metri e canalette di drenaggio, luci e segnaletica; perché se non la fai a norma non ti ci fanno circolare nemmeno i risciò.
Devo ancora vederla una ciclabile larga 10 metri, pagata 1 M€ a chilometro, come minimo, e che se non voglio che diventi una serra di erbe infestanti o una via dell’amore e della canna, devo pure manutenerla e sorvegliarla tutto l’anno.
Eppoi ce li vedo proprio i vastesi, con carrozzino e bimbi in braccio, passeggiare tra Vignola e Trave nei mesi ottobre-marzo, quando possono tranquillamente farsi un giro sul lungomare Cordella e prendersi pure un caffè nei bar vicini.

Certe volte trovo che è meglio starsene fermi; si fanno meno danni.

(Stesso commento a stesso pezzo)

Alessandro ha detto...

Bravo! Sono pienamente d'accordo. Mi hai tolto le parole di bocca.