Con la grande mostra organizzata nel 1961 nei locali della casa natale del poeta Gabriele Rossetti, in occasione dei 100 anni dell’Unità d’Italia, si erano poste le basi per l’allestimento, in modo permanente, di un Museo del Risorgimento.
Sono passati cinquant’anni, ma dei propositi iniziali non è stato fatto nulla. La ricorrenza di quest’anno, poteva essere la grande occasione per riproporre e finalmente realizzare il Museo, ma a causa dei tanti (soliti) problemi, della mancanza di iniziativa e soprattutto volontà da parte dell’Amministrazione Comunale, ciò non è stato possibile.
Punto di partenza per l’apertura di un museo interamente dedicato al Risorgimento ed alla memoria dei tanti vastesi che hanno contribuito alla causa dell’unità nazionale, alcuni di loro anche con la morte, sono i tanti cimeli già in possesso del Comune: parlo di manifesti, manoscritti, oggetti ed armi.
A tal proposito, nell’Archivio Storico di Casa Rossetti, sono conservati alcuni documenti in merito ad una donazione di armi fatta dal nostro concittadino Francesco Romani. In una lettera datata 1 ottobre 1941, indirizzata al Podestà Francescopaolo Giovine, il Romani scriveva: “Tra i ricordi che testimoniano il contributo dato da mio nonno Michelangelo Romani e dal di lui fratello Raffaele alla causa della unità e libertà della Patria della Patria durante il Risorgimento, conservo due pistole, un fucile con baionetta ed una sciabola. Avendo trasferito, come sapete, la mia residenza in Chieti, e desiderando che i detti modesti oggetti non lascino la nostra Città, ne faccio dono a Voi perché vengano custoditi nel civico Museo”.
Lo stesso giorno, il Podestà rispondeva: “…Gl’interessanti cimeli, di grande valore storico, saranno destinati al civico museo, e costituiranno sempre per voi e per la vostra famiglia motivo di legittimo orgoglio, per il contributo dato, in epoca ormai lontana ma viva e presente al cuore degli Italiani, alla causa della Patria”.
Il materiale già esistente, potrebbe essere accresciuto dai tanti cimeli posseduti dagli Eredi della famiglia Ciccarone, come mobili, abiti, armi e tantissimi documenti di notevole interesse e valore storico, come ad esempio il carteggio tra Silvio Ciccarone e Silvio Spaventa.
Siamo sicuri che se l’Amministrazione Comunale farà una proposta seria e concreta, dando le più ampie garanzie sull’utilizzo che si farà di tutto il materiale, la famiglia Ciccarone sarà felice di metterlo a disposizione della collettività e degli studiosi.
Lino Spadaccini



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