mercoledì 4 agosto 2010

Il mondo di Facebook e la voglia di far conoscere "momenti profondamente privati della persona"

Da Nicolò Fabrizio riceviamo e pubblichiamo:

QUALCHE LUCCIOLA NELLA GENERAZIONE DI FACEBOOK?

La generazione del 2000 è la generazione di Facebook, su questo non ci sono dubbi. Gli utenti attivi sul celebre social network(ideato da Mark Zuckerberg e lanciato sul web nel Febbraio del 2004) , secondo una stima del New York Times effettuata a Gennaio 2010, sono circa 500 milioni in tutto il mondo, una massa comprendente ogni fascia di età, dai più piccoli ai più grandi. Ciò che sta emergendo sempre più frequentemente è un utilizzo di Facebook( soprattutto da parte dei giovani) caratterizzato da un voler rendere pubblici stati d’animo, esperienze riguardanti momenti profondamente privati della vita della persona. Un desiderio incontrollabile di sbandierare ai quattro venti ciò che si fa e ciò che si prova, con il risultato che anche chi non è interessato a saperlo è risucchiato in questo vortice di “pubblicizzazione” del privato. Per carità essere espansivi è una qualità, ma questo voler per forza “concedere” se stessi al mondo del web è, a mio avviso, più una moda che un bisogno. La grandezza di certe esperienze e di certe emozioni( sia positive che negative) consiste proprio nel fatto che siamo noi a viverle, condividerle con il prossimo, senza distinzioni tra intimi e non, comporta una perdita della loro singolarità. La tutela della sfera privata è dunque uno strumento di difesa nei confronti della persona, che è troppo preziosa perchè venga “pubblicizzata” come una vera e propria merce. Questa degenerazione forse non era stata prevista da Zuckerberg, resta il fatto che una sostanziale rivisitazione del sistema e un utilizzo maggiormente coscienzioso del popolo on the net sembra auspicabile. Sperando che torni presto il tempo delle lucciole…

Nicolò Fabrizio

2 commenti:

maria ha detto...

Beh, la pensavo uguale fino ad aprile... quando ho aperto, ho creato un accaunt su facebook..
Non generalizzerei però così tanto... Alcuni puntano esclusivamente al numero di amici senza conoscerli nemmeno, ne di nome e ne di fatto...
Altri hanno e conoscono molte persone...
Altri si limitano ad un numero tranquillo di amici, questi contatti definiti appunto amici, variano tra parenti e conoscenti vari... magari gli stessi dei blog o siti ai quali fanno visita di tanto in tanto... ed è la stesa cosa del raccontare emozioni sui propri blog, quelli che non si definiscono a testate giornalistiche o d'informazione, ma semplicemente d'intrattenimento.
Immagino non sia tu quel Niccolò Fabrizio...

maria ha detto...

E siii immagino che sia tu!
Bel ragazzo :)
Lo dico da mamma... :) anagraficamente, potrei avere un figlio della tua età. :)
Scusa la "c" in più nel tuo nome...Nicolò, non Niccolò