Riceviamo e pubblichiamoPensiamo anche a chi resta
Leggo con piacere che ci sono dei ragazzi vastesi che si stanno mettendo in mostra e che giustamente hanno avuto dei riconoscimenti dalla nostra cittadinanza durante la Festa del Ritorno. E’ una iniziativa lodevole come quella di premiare il prossimo anno coloro che si sono distinti ed hanno lasciato un segno tangibile nel mondo. Ma poi mi domando oltre al lustro cosa possono dare di tangibile a Vasto? Purtroppo i loro frutti saranno raccolti in altri orti dove hanno trovato l’habitat per crescere. A Vasto cosa resterà se non l’orgoglio di dire sono “uastarule”? Sono ormai mesi, che invano chiedo di fare qualcosa per i giovani vastesi e non costringerli ad emigrare. I primi di luglio la stampa locale ha dato molto risalto alla lettera di Rita Stivaletta , che raccontava che suo malgrado lei come altre ragazze vastesi devono emigrare per la pagnotta. Ma di concreto qualcuno ha fatto qualcosa per analizzare il problema e iniziare a cercare una soluzione? Ripeto ancora una volta che con questo trend a Vasto rimarranno solo i pensionati, non è un modo di dire, ma quello che constato parlando con i miei coetanei che ormai hanno tutti i figli hanno staccato il biglietto di sola andata. Cerchiamo di far rimanere i giovani a Vasto per dare un futuro a questa nostra comunità. Leghiamoli anche culturalmente ed emotivamente a questa città,. cercando di fa r nascere questa motivazione. Tempo fa ho anche lanciato una proposta per le istituzioni e/o le associazioni : un concorso per gli studenti del liceo classico di Vasto, che sanno di greco e di latino e sono informaticamente avanzati, per uno spot o qualcosa di similare sulla “Vasto di un tempo” . Possono spaziare dall’epoca Romana a quella dei D’Avalos. Proposta estendibile anche agli altri istituti su argomenti più inerenti ai loro studi. Ma la mia proposta non ha avuto nessun commento. Ritorno alla carica anche con il Prof. Palucci, presidente della Società di Mutuo Soccorso, di cui leggo le varie iniziative su “Vasto Domani” per invitarlo a fare qualcosa per la vastesità dei giovani , che poi sono anche i figli dei suoi associati. Questa volta, voglio anche provocare i VAbBO, professori, impiegati, ingegneri, avvocati e liberi professionisti, per invitarli, anche se forse non rientra negli obiettivi dell’associazione, ad aprire una discussione su questo tema e dare il loro contributo di idee anche a quelli che restano, forse non per loro scelta ma per necessità. Spero che almeno loro raccolgano questo invito, dove potranno esprimere tangibilmente la loro “ virtute e conoscenza”. Enzo La Verghetta
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