Un ciclista che non vedeva l'ora che venisse aperta la nuova pista ciclabile di Vasto Marina mi ha detto ieri con toni abbastanza bruschi: "Voi non avete capito niente! quella è una pista ciclabile, non una passeggiata panoramica!"
E il suo disappunto non erano i risciò, ma i pedoni che numerosi in questi primi giorni vanno a passeggiare sulla pista, occupandola interamente. Aggiungendomi anche che questi, assieme ai bagnanti che vanno e vengono dal mare, creano seri problemi alla circolazione dei cicloamatori e prima o poi potrebbe succedere qualche incidente.

A questo si aggiunga anche il pericolo - da noi già segnalato - del primo tratto della pista su viale Duca degli Abruzzi. Qui i pericoli sono due : i bagnanti (migliaia) per riprendere l'auto devono attraversare la pista e possono non vedere qualche ciclista che sfreccia; secondo, trovandosi la staccionata, devono camminare in mezzo al traffico per accedere alla propria auto sul viale.
Chiarire questi aspetti e intervenire subito è d'obbligo.
nda
2 commenti:
Si capisce già che questa pista diventerà il tormentone dell'estate. Esaurito quello del parcheggio multipiano (che ho recentemente utilizzato e che trovo funzionale, comodo, economico e ... invisibile), ora arrivano i ciclisti.
Insomma alla fine poche diecine di ciclisti passeggiatori dovrebbero condizionare la vita di qualche migliaio di bagnanti a piedi.
Aver realizzato una pista ciclabile, per qualcuno significa aver precostituito dei diritti, appunto dei ciclisti.
Finirà, in questo teatrino del cazzeggio estivo, che un pedone che attraversasse il passo sbagliato, dovrà tornare indietro sulla strada e arrivare al passo successivo perchè gli sarà vietato percorrere la pista ciclabile.
Peggio ancora se occupasse la pista con passeggino e figliolo a bordo; si rischia un verbale per divieto di transito.
Qualcuno arriverà a chiedere al Comune di realizzare delle rotonde in corrispondenza dei passi, con cartelli di diritto di precedenza al ciclista.
Come è possibile che qualsiasi cosa si faccia a Vasto diventa motivo di polemica e scontro politico.
Addirittura si chiedono telecamere di sorveglianza come ad Alcatraz contro i vandalismi; ma toglieteli quei lampioni e facciamola finita!
Direttore ognuno reagisce a modo suo, ma io quel signore che pretende il monopolio d'uso di quella pista, solo perchè è seduto su una graziella, l'avrei mandato a quel paese.
Anzi, come dicono da queste parti, l'avrei mandato a scopare il mare.
Perfetto. Ecco una nuova categoria protetta. Comunque hanno - loro - una pista. Ma un marcia-piede no, vero? Naturalmente parlo del e per l'Area detta SIC, dove a quanto pare la pista si è introdotta e passa per dare agio al sopradetta categoria protetta (da chi, perchè, boh?) di andare e venire a proprio agio (senza disturbo di altri, ci mancherebbe) da Vasto a San Salvo e viceversa. Quello che vedono è solo canne, giunghi e sterpi, abbandono e rifiuti vari... Ma chissene! Non interessa i pubblici Amministratori, figurati se può interessare i ciclo-naturisti. Pistaaa!
A ...scopare il mare ci manderei - assieme ai nuovi ecocivicipadroni del territorio - i nostri quanti dovrebbero provvedere ad "amministrare" uomini e cose, e non tanto secondo "le leggi" fatte e disfatte spesso male e a proprio piacimento, quanto nel buon diritto dell'uomo nel suo essere parte non secondaria e non opzionale della ... Natura, persino al buon senso comune.
Problemi fondamentali, altro che chiacchiere (...quelle che ad esempio si fanno, comodi e 'spaparacchiati', dopo aver parcheggiato agevolmente nei pressi, al multipiastrellato e ogni anno più invadente su spiaggia Acapulco).
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