LA PAROLA AI CITTADINI
Ho letto con molto interesse sui vari quotidiani e siti l'intervento che il nostro Arcivescovo Bruno Forte ha fatto nei giorni scorsi a Palazzo di Citta'. Ho letto anche l'intervento dell'arch.Francescopaolo D'Adamo per quanto riguarda noi giovani.Io saro' una di quelle che dal mese di ottobre dovro' lasciare la mia Vasto per recarmi al nord per cercare lavoro. Lo so sarà dura ma qui non si trova nulla neanche per fare la commessa ( mi sono fatta un giro nei giorni scorsi per gli alberghi della Marina sperando per il periodo estivo e neanche per questo periodo ho trovato).Come diceva l'architetto "Vasto ha sempre mandato via i suoi figli. Prima a cercare il “pane” che scarseggiava, ora a cercare quel qualcosa che una cittadina non può offrire". Vedo che nessuno fa niente per noi giovani. ...Mi dispiace lasciare Vasto però visto che nessuno da nulla..Anche altre amiche mie di scuola sono al nord: chi lavora a Bologna chi a Milano chi a Brescia..Diamo lavoro ai giovani sappiamo che con la laurea o il diploma fai lavori che si possono fare con la terza media...Mi rivolgo agli ammistratori non solo di Vasto....a tutti!
Create posto di lavoro non fate promesse in tempo elettorale e poi...dateci una mano a non lasciare piu Vasto e recarci al nord...grazie dell'ospitalita
Rita Stivaletta Vasto
3 commenti:
ricevo e pubblico
Carissima Rita,
capisco perfettamente il tuo rammarico, 42 anni fa anche io sono dovuto emigrare per cercare un lavoro, non avendo un portafoglio di voti da barattare per un posto di lavoro.
Da questo sito ho più volto sollecitato un intervento per i giovani, che non hanno come obiettivo un “posto di aggregazione”, slogan che va molto di moda, ma che chiedono un intervento reale per costruire il proprio futuro a Vasto. Da quanto ho iniziato ad inviare delle note mi batto per i giovani, chiedo che almeno ci si renda conto del fenomeno dell’emigrazione che ormai non è solo di braccia ma soprattutto di menti. Con questo trend a Vasto rimarranno solo i pensionati, non è un modo di dire, ma quello che constato parlando con i miei coetanei che ormai hanno tutti i figli in altre citta’.
Certo che quando vedo l’interesse che ha suscitato la mijella nel brodetto mentre per il problema giovanile nessuno interviene,mi arrabbio no mi inc…
L’unico consiglio è quello di fare fronte comune con altri giovani e richiedere ai nostri amministratori delle azioni concrete per rimuovere anche parzialmente questo problema, forse se vi classificano come possibili elettori qualcuno si adopererà per fare quello per cui hanno cercato voti: risolvere i problemi dei cittadini. L’avvicinarsi delle prossime elezioni potrebbe essere un incentivo anche se c’è il grosso rischio che “finita la festa gabbato lu sante”.
Almeno ci proviamo, a disposizione per quel minimo che possono le mie parole.
Un imbocca al lupo da emigrante a speriamo una mancata emigrante.
Enzo La Verghetta
Intervento condivisibile, da uno che dagli stessi anni è andato via da Vasto, non per mancanza di lavoro che all'epoca c'era ed in abbondanza, ma per seguire strade che non c'erano.
Dicevo condivisibile, ma fino a quella sciocchezza del confronto con gli interventi sulla mijella.
Anche il nostro La Verghetta cade sulla tentazione di fare graduatorie sugli interessi degli altri, attribuendo la prevalenza ai propri.
Strano che non abbia contato qui gli interventi sul giovane Alberto Baiocco contro quelli sulla nostra giovane concittadina suora che insegna all'università.
Il problemma del lavoro per i giovani è enorme, aggravato dalla scomparsa di tante occupazioni che comunque avrebbero alleggerito il problema.
Quanti sono i giovani che scelgono un mestiere artigianale, come sarto, falegname, idraulico, elettricista, calzolaio, barbiere? Quanti si dedicano all'agricoltura intensiva, all'ortofrutta, alla zootecnia, girando i mercati del circondario vastese? Quanti vanno a lavorare nei cantieri facendo i manovali, i piastrellisti, i pittori?
Sto ancora aspettando per vedere un lido dato in concessione ad una cooperativa di giovani; ovviamente che l'abbiano prima richiesto.
Giro per la periferia di Vasto e vedo diecine di casolari abbandonati e sepolti da sterpaglie, campi desolati col cartello in vendita. Uliveti estirpati per far posto a case, case, case e case.
Le campagne non le vende il Comune, se le vendono i vastesi, quelli che forse nemmeno l'hanno lavorata un giorno e le hanno ricevute in eredità; le case arrivano dopo ed è inevitabile.
La ricchezza fondamentale è la terra; la maggiore contribuente del PIL; l'unica attività che non ha bisogno di materie prime e a Vasto la stiamo soffocando.
Stiamo puntando solo sul terziario, sperando che qualcun'altro provveda al primario (non a caso l'agricoltura) e al secondario.
Gli amministratori non creano posti di lavoro, dico quelli veri, ma devono creare i presupposti affinchè si sviluppi l'iniziativa degli amministrati.
Mia personale opinione che il turismo, attorno al quale tanto ci si affanna, rappresenti il companatico e mai sarà il pane per Vasto.
da Enzo La Verghetta riceviamo e pubblichiamo
Cicciosan,
un esempio deve essere solo un esempio, e non una statistica su interventi su cose che si ritengono futili, mentre si trascurano cose importanti come il lavoro per le nuove generazioni.
Onestamente non ricordo a Vasto una grande offerta di lavoro, non dimentichiamo che la maggioranza delle assunzioni avvenivano dietro uno “scudo crociato” che contava i voti portati in dote.
Ormai è assodato che i giovani non vogliono fare i mestieri dei nostri padri, il mio era sarto, ma qualcosa dovranno pur fare.
Sono pienamente d’accordo che “gli amministratori devono creare i presupposti affinchè si sviluppi l'iniziativa degli amministrati” ma c’era una famosa frase”per insegnare il latino a Pierino devi prima conoscere Pierino e poi il latino”.
Cerchiamo di conoscere i nostri ragazzi: quanti nuovi diplomati, quanti nuovi laureati si immettono nel mercato del lavoro, vediamo quali sono le loro ambizioni, cerchiamo di far scendere qualcuno nella realtà giornaliera.
Parallelamente vediamo le reali possibilità lavorative: la vecchie regola di mercato : domanda e offerta purtroppo continua a regolare la nostra vita.
Il solito esempio, non più di uno, spieghiamo loro che i laureati in Scienze delle Comunicazioni, Filosofia ecc sono degli aspiranti disoccupati a vita se non si riciclano.
Enzo La Verghetta
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