RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
COME VA L’ITALIA
E’ notizia di ieri. Di recente è stato nominato ministro un certo Brancher Aldo (per Bossi: “l’amico Aldo”) in sostituzione dello smemorato (non si ricordava dei finanziamenti ricevuti) Scajola, ma non nel suo ministero delle Attività Produttive. Il nuovo ministro non ha ricevuto deleghe dal capo del Governo, in compenso però è stato convocato dai magistrati per essere ascoltato (non è la prima volta: è stato anche in galera nel recente passato ed è stato salvato dalla prescrizione e dalla depenalizzazione del falso in bilancio). Un comune cittadino sa che non può sottrarsi alla convocazione e deve andare in tribunale, non così per un ministro di questa Italia. Per lui è stato inventato da Berlusconi e votato dal Parlamento del PDL, il “legittimo impedimento”. Ma per Brancher c’è un problema: non c’è una riunione del Consiglio dei Ministri, Non deve incontrare colleghi esteri o delegazioni e comunque in agenda non ha alcun impegno pubblico e allora qual è il legittimo impedimento? L’avvocato del neo ministro avrà pensato un po’ e poi azzarda: il ministro è impegnato ad organizzare il ministero. Ma quale se non ha ricevuto alcuna delega? Mistero! Tanto basta a quel signore per sottrarsi alla giustizia ….legittimamente.
Ovviamente il popolo di centrodestra tace…..e non si capisce dove finisce l’ ingenuità e comincia la malafede.
Signori: questa è l’Italia di oggi!!! Vi sta bene?
NICOLANGELO D'ADAMO
6 commenti:
Nicolangelo non si dia pena per noi, pensi piuttosto alla sua parte d'Italia, a quella come la vorrebbe lei e che tanto non piace a noi.
Noi ce la caviamo lo stesso, stia tranquillo.
Certo ci sono alcune cose che non piacciono proprio tanto nemmeno a noi, ma ce ne sono molte ma molte di più dalla sua parte che proprio non riusciamo a mandar giù.
In fondo si sceglie il meno peggio (perdoni la grammatica).
Non mi preoccupa tanto questo ennesimo schiaffo alla democrazia, quanto l'intorpidimento morale degli Italiani e l'assenza della percezione di una alternativa di governo. Spero che in futuro il consenso non arrida ai furbi, a quelli disposti a tutti per il loro tornaconto personale, ma ad un modo di fare politica più' nobile.
Mi ero chiesto nell'articolo dove "finiva l'ingenuità e cominciava la malafede". La nota del non meglio identificato "CICCOSAN" dimostra che è finita l'ingenuità ed è iniziata la malafede. Non c'è peggior decisione che essere tifoso in politica e abbandonare lo spirito critico. Una offesa alla Democrazia è tale sia a destra che a sinistra. Non censurarla, perchè avvantaggerebbe l'avversario,è di uno squallore mortale.
Allora vediamo se riesco a riassumere.
C’è una “ben identificata” persona che ha un’opinione su un fatto; lo giudica, lo censura e alla fine pone una domanda che, da come la preparata e la espone, nella sua convinzione dovrebbe sollevare un coso di “no, non ci sta bene, hai ragione tu”.
Insomma una standing-ovation tipo stadio dopo un gol della squadra del cuore.
Se facessi parte di quella folla esultante, sarei “in buonafede”, avrei “spirito critico” e forse meriterei una piccola indagine per essere anch’io tra i “ben identificati”.
Invece, a sorpresa e deludendo l’oratore appostato sullo speakers' corner, ho detto no, non la penso così.
E allora non posso che essere in “malafede”, senza “spirito critico” e rimango, ahime, un “non meglio identificato”.
Ecco, se da una parte si ragiona così, sono lieto di trovarmi dall’altra.
PS: una volta si diceva: fai prima ordine in casa tua, poi guarda in quella degli altri.
Caro signore, lasciamo stare l'"ars oratoria" dei grandi sofisti. E' un esercizio complicato...
Il mio "pezzo" affermava un semplice concetto:
"un'offesa alla democrazia è tale sia a destra che a sinistra". E mi sembra un'affermazione lapalissiana.
Se per lei non è così, me ne farò una ragione.
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