lunedì 29 marzo 2010

Dolci Pasquali vastesi:...in difesa di la Pupe e lu Cavalle

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Sono restato molto turbato nel leggere su un manifesto pubblicitario la seguente dicitura:
“ A PASQUA BASTA CON LE SOLITE PUPE MA ORO PURO CIOCCOLATO VERO”
Desidero informare questo pasticciere che ha dimenticato di scrivere anche i cuori,i cavalli e per
completare l’agnello. A questo pasticciere inoltre vorrei dire che questa frase pubblicitaria è per me e
per tanti molto offensiva poiché le pupe, i cavalli, i cuori e l’agnello rappresentano un’epoca della nostra fanciullezza ed il lavoro delle nostre madri che, a seconda della persona, preparavano il giusto dolce Pasquale. Ma volevo informarlo, inoltre, che questi dolci rappresentano per noi Vastesi una ricca tradizione tramandata da madre a figlia e tutt’ora il mio rammarico è proprio quello che sono sempre meno le donne che ancora hanno voglia di riproporli ma sempre più spinte ad acquistarli in fornai specializzati o guarda caso da un suo collega chiamato “ Lu Furnarille” che ne fa ancora un campo di battaglia poiché molto richiesti. Il caso vuole che questi dolci siano anch’essi fatti di cioccolata ma non di oro puro. Fino a pochi anni fa c’erano due laboriose donnette Giuseppina e Giulia ancora in vita, che tutto l’anno si dedicavano a fare questi dolci e tanti ma tanti altri che oggi non sono più presenti poiché il progresso ce li ha portati via aimè con grande dispiacere. Ebbene queste due donnette facevano un agnello pasquale, che veniva regalato dal fidanzato alla futura sposa, fatto di pasta reale con sopra la glassa di zucchero bianco che rappresentava la lana dell’agnello, con due occhietti rossi e un fiocchetto rosso intorno al collo a cui era appesa una campanella dorata.
Mi creda caro pasticciere tutto lavoro e qualità di prodotto da “Premio Nobel Della Pasticceria”. Come ogni anno mia moglie, donna ancora legata alle nostre tradizioni di cui io vado orgoglioso e fiero, ha realizzato N° 14 Cuori, N° 8 Cavalli, e N° 4 Pupe. Tale tradizione pasquale mia moglie l’ha direttamente acquisita da sua madre. Così anche quest’anno regalerà ai “suoi” questi succulenti dolci.
Detto ciò, senza nessuna polemica desidero informarla che per il solo scopo di non far morire queste antiche ricette e tradizioni, la mia signora, qualora lei lo ritenesse necessario, sarebbe disposta ad una collaborazione.

Oreste Mariani
FOTO DAL SITO DELLA PASTICCERIA LU FURNARILLE, CORSO PLEBISCITO A VASTO

3 commenti:

maria ha detto...

Concordo.
Ne ho pieno ricordo anche io dei cavalli e le pupe, che non piacevano molto quelli di cioccolata ma adoravo queli di pasta bianca, ricordo, l'artefice era mia nonna ed io la aiutavo nei decori, faceva un cavallo per mio fratello ed una pupa per me e mia sorella, un anno ricordo le dissi che volevo una borsetta ed ebbi questa borsetta che portavo con me ed ogni tanto ne mangiavo un pezzetto... Ricordo mi divertivo con le decorazioni e ricordo l'agnello, l'unico che mi piaceva mangiare per intero con fiocchi di zucchero o forse piccole meringhe bianche... Che dolci ricordiiiiiii.
Ma non li compro, nessuno mi da più quel sapore che provavo all'ora... E purtroppo ancora non ci provo a farli da me... Sarebbe quasi ora!!!!

maria ha detto...

Volevo, dovevo scrivere allora chiedo scusa!

Unknown ha detto...

Forza Loredana, raccogli la sfida, e' un'opportunita' che devi cogliere al volo.
Ti auguro un successone.
ENRICO
PS Quella pubblicita' e' davvero stupida.