Da Nicola Del Prete e Davide D’Alessandro riceviamo e pubblichiamo
Sputore e Grippo multano con eccessiva fermezza. I cittadini vastesi non ne possono più
I TARTASSATI
Vincenzo Sputore ha nostalgia del fischietto. Quando faceva l’arbitro, meglio di come fa l’assessore, ammoniva ed espelleva per il rispetto delle regole. Oggi sostiene Grippo, il nuovo Comandante, al quale manca, ormai, di multare soltanto la propria automobile, perché non c’è cittadino vastese che non si sia ritrovato, negli ultimi mesi, con il verbale sul vetro. E Sputore è tutto contento: dai cartellini gialli e rossi ai verbali il passo è breve. Il Comune, ha dichiarato, sta con Grippo. Sì, ma si è messo pericolosamente contro i cittadini vastesi, che non sono né maleducati né irrispettosi del codice della strada. Sputore sa bene che il problema dei parcheggi non è stato mai totalmente risolto. Sputore sa bene che la tolleranza dev’essere il primo principio di chi vuole far rispettare la legge. Sputore sa bene che un auto in sosta momentanea, anche fuori dalle strisce, non è sinonimo di Bronx. E Vasto non è mai stato il Bronx, neanche prima dell’arrivo di Grippo. Lo sa bene anche Lapenna, che non è propriamente un automobilista esemplare. Spesso, come documentato da alcune foto, lascia
Ma c’è un’ipocrisia sostanziale, frutto di un populismo mai morto, che pervade l’Amministrazione Lapenna. Si parla di rispetto delle regole, di città a misura di bambino, di cementificazione selvaggia da abbattere, eppure i comportamenti e i provvedimenti non vanno nella direzione tanto sbandierata. Tartassare i cittadini e rimpinguare le casse del Comune. È questo l’ultimo sport dell’Amministrazione Lapenna. Ma è uno sport che ha il respiro corto, anche perché le tasche dei cittadini non sono mai state così vuote come in questo periodo storico. Allora, soprattutto in assenza di contesti tipici del Bronx, invochiamo, a nome dei tanti cittadini disperati, che ci scrivono e ci telefonano con i verbali in mano, un po’ di tolleranza. Il pugno di ferro non si addice a una città come Vasto. Grippo non è vastese e non lo sa. Ma Sputore, che è vastese, dovrebbe saperlo. Oppure essere diventato, con Forte, un esponente del Partito democratico Radicale, lo induce a una eccessiva fermezza? Riponga il cartellino rosso nel taschino e stia più tranquillo. Il giallo, con i vastesi, è più che sufficiente.
Nicola Del Prete
Davide D’Alessandro
2 commenti:
Questo articolo mi sembra una strumentalizzazione a fini politici. Quando in una città si fanno rispettare le regole bisogna solo esserne soddisfatti. Nell'articolo si equivoca e si vuol far passare per tolleranza il lassismo o peggio il "lo fanno tutti quindi è lecito". A Vasto non ci sono pochi parcheggi, bensì troppe macchine in circolazione. Basta con la demagogia, un buon politico dovrebbe dire alla gente: "Quando potete non prendete l'auto!". Sappiamo benissimo che molti cittadini prendono l'auto per precorrere un solo chilometro. Dà forza al mio parere il fatto che Vasto non è una metropoli e da molti quartieri periferici il centro si raggiunge a piedi in 10 minuti. La politica secondo me deve saper ascoltare, ma anche educare il cittadino.
Su altro sito vastese ho letto della presentazione dei risultati raggiunti ottenuti dalla Polizia Municipali in quest'ultimo periodo e con il nuovo comando. Elencare il numero e il tipo delle sanzioni come fossero trofei di caccia effettivamente fa un po' senso, però è una oggettiva pesatura dell'attività svolta. Nel periodo estivo trascorso a Vasto il leit-motiv di tutti era la sicurezza la tranquillità, e non può esserci alcuna sicurezza se non si assicura almeno la legalità attraverso il rispetto delle regole di convivenza. Le multe fanno male, ma corrispondono al ceffone che il buon padre affibbiava al figlio indisciplinato.
Vasto non è il bronx ma non ci vuole molto a diventarlo e non è con the e pasticcini che si convincono i recalcitranti a stare alle regole. Sono d'accordo e lo dico da sempre: Vasto è una città che puoi attraversare da San Michele a Piazza Verdi in 15-20 minuti e sul percorso trovi tutto quello che ti serve. Da decenni continuo a chiedermi che bisogno ci sia di percorrere in auto via Cavour, o corso Italia, o via 24 Maggio o 4 Novembre; insomma ci siamo capiti. Non c'è nessun magazzino di legnami o materiale edile da quelle parti e allora che cavolo ci vanno a fare con le auto. Sono d'accordo con Alessandro: la politica non deve assecondare i capricci ma dare risposte ai bisogni. E se per farlo è necessario prendere decisioni forti che si prendano; e in questo anche le opposizioni dovrebbero collaborare e non contribuire ad aizzarsi uno contro l'altro.
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