Può sembrare banale ricordarlo, ma in realtà rappresenta un avvenimento di particolare rilievo in quanto, mons. Valentini è stato l’ultimo Vescovo a fare il suo ingresso solenne per la presa di possesso della Diocesi.
Senza stare a ripercorrere tutte le tappe storiche della Diocesi, ricordiamo che nel 1982 Giovanni Paolo II decretò la separazione della Diocesi di Vasto dall’Arcidiocesi di Chieti, stabilendo che il Vescovo di Vasto poteva anche non identificarsi con quello di Chieti. Quale primo Vescovo della ricostituita autonoma Diocesi di Vasto fu eletto mons. Vincenzo Fagiolo. Il secondo, ma anche ultimo Vescovo, fu appunto mons. Valentini, in quanto con decreto del 30 settembre 1986, la Diocesi di Vasto venne unita in un’unica Arcidiocesi Metropolitana con quella di Chieti.
Ancora oggi sono in molti a chiedere il ritorno all’autonomia, ma alla Santa Sede e alla Curia Vescovile di questo argomento non vogliono neanche sentir parlare.
Mons. Valentini nacque a Chieti il 27 giugno del 1921. Dopo i primi anni di ministero trascorsi a Chieti, venne nominato segretario di mons. Benedetto Falcucci, vescovo di Pescara. Nel 1977 fu tra i principali organizzatori del Congresso Eucaristico di Pescara, che vide anche la partecipazione del pontefice Paolo VI. Nello stesso anno fu ordinato vescovo di Trivento e il 31 dicembre 1984 passò alla diocesi di Chieti-Vasto, fino al settembre del 1993, quando si dimise per motivi di salute. Morì il 18 marzo 2001.
Tra le sue opere più importanti ricordiamo la creazione delle zone pastorali, ovvero i raggruppamenti di più parrocchie, e l’istituzione resa obbligatoria dei consigli pastorali e amministrativi. A tal proposito così scriveva ai suoi fedeli nel 1990: “La Parrocchia non può isolarsi. L’isolamento è il suo danno spirituale e pastorale. Tanto meno una parrocchia può pensare di rinnovarsi se si chiude alla comunicazione umana, all’incontro religioso, alla cooperazione e alla coordinazione pastorale con le altre comunità sorelle che condividono la sua medesima presenza missionaria nello stesso territorio, ovviamente inteso in senso profondamente umanistico. È qui la vera motivazione dell’apertura della Parrocchia alla Zona pastorale: non si tratta anzitutto di efficienza operativa, ma del bisogno di un respiro più ampio; si tratta di entrare a contatto con le linfe vitali di spiritualità, di ricchezze di santità, di sapienza pastorale espresse già nel passato dal territorio”.
Lino Spadaccini
NDR
RICORDI. All’inaugurazione della chiesa di San Paolo nel popoloso quartiere della “167” (come allora veniva chiamato) l’arcivescovo mons. Antonio Valentini, facendo finta di scherzare, disse una grande verità: “Le chiese sono costruite con le idee dei ricchi e con i soldi dei poveri!”
…L’appello fu raccolto e la chiesa fu completata.
NDA
Foto sopra : archivio FP Vitelli


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