Ma questi a Perth che cosa sono andati a fare? O, per dirla tutta, che legami abbiamo con Perth? A ritrovare i vastesi che negli anni cinquanta, spinti dal bisogno (altro che ...l'emigrazione dei Giovani Talenti!) lì sono dovuti andare? Va bene, ma quali legami, quali vicendevoli scambi, abbiamo con Perth, città e municipalità australiana? Sfugge al sottoscritto, o proprio non c'è altro che questi convenevoli reciproci, che queste "gite" municipali? E se c'è, cosa? Sorry... (vogliamo ripensare al che senso, scopo, utilità, beneficio, opportunità, ecc., abbia un gemellaggio?).
Carissimo Marino lei sa che negli anni cinquanta in italia buona parte delle famiglie viveva con le rimesse degli emigranti ( compreso quelli di Perth ).... Chi vive all'estero ha un legame molto forte con il paese che ha dovuto lasciare e un gemellaggio serve a farli sentire ancora un pò vastesi. Questo scambio di visite non le ritengo affatto inutili e un modo di mantenere i legami tra le comunità emigranti di origine vastese e i vastesi stessi. E' una opportunità che personalmente ritengo utile.
E' giusto e indubbio quanto lei dice, ma mi permetta di ritenerlo per la Città (o per le due città) cosa assai parziale e limitativa. Da un gemellaggio una Comunità dovrebbe riceverne ben altro che scambi di affetto o di cortesia. I legami, la reciproca conoscenza, il ritrovarsi e riconoscersi, tra coloro che sono partiti e quelli rimasti, poteva essere la base di partenza, ma per qualcosa d'altro di più efficace e di più concreto: scambi culturali, opportunità di lavoro e di studio per i nostri giovani, ed altro... Non crede?
Girando per le strade d'Italia s'incontrano molti cartelli di città gemellate con altre estere; alla fine sono iniziative che cercano elementi comuni più nei sentimeni che nelle attività materiali. Tra Vasto e Perth le differenze sono enormi: una capitale continentale da 1,5 milioni di abitanti e noi una cittadina di modeste dimensioni. L'Australia ha tutto ed è impensabile immaginare di mandarci prodotti tipici o farne uno sbocco commerciale; sarebbe più plausibile il contrario. Rimangono le iniziative culturali e tutte quelle buone azioni che rinsaldano i rapporti tra comunità che condividono origini e tradizioni. Sono sicuro che se un giovane vastese volesse sul serio trapiantarsi in Australia troverebbe un valido supporto dalla nostra comunità. Ma ce ne sono?
In attesa di idee migliori, io intanto proporrei di scambiarci i Sindaci; gli lasciamo Luciano e ci riportiamo la bella signora Lisa. Voi che ne dite?
POSSO DIRE LA MIA SUI GEMELLAGGI? Ripubblico quanto detto all'indomani della visita del sindaco di Perth a Vasto lo scorso agosto. Il gemellaggio per andare avanti deve posizionarsi su un’altra lunghezza d’onda. Deve passare alla “Fase 2” e coinvolgere la seconda e terza generazione di italo-australiani e soprattutto coinvolgere gli “australiani”, non solo i nostri emigrati. Inoltre il Comune deve creare il "Comitato per il Gemellaggi".
Lettera Aperta Al Sindaco di Vasto Luciano La penna Al Presidente del Consiglio Giuseppe Forte Ai presidenti delle Associazioni Emigranti
Oggetto: Gemellaggio con Perth - Fase 2, coinvolgimento degli australiani, non solo dei nostri emigrati
Nelle discussioni avute in questi giorni di celebrazione del 20° del gemellaggio con Perth, ho notato che si fa una grande confusione tra il concetto di “Gemellaggio” e quello di “Iniziative per le comunità di Vastesi all’estero”. Tanto per chiarire. Le associazioni pro emigranti hanno l’obiettivo di mantener viva l’identità della comunità italiana all’estero e mantenere i rapporti con la madrepatria. Il gemellaggio ha altri obiettivi e principalmente tende a favorire il dialogo tra popoli. Per esempio “nell'Unione Europea - è scritto nel sito UE www.twinning.org - un buon gemellaggio deve aiutare a rafforzare la cittadinanza europea attiva, creando legami tra i cittadini, promuovendo l'unità europea e aiutando a creare un'identità europea. Consentendo alle persone di condividere la vita quotidiana di altre persone, di discutere le questioni importanti del giorno e di scoprire nuove culture e le lingue dei loro partner, il gemellaggio aiuta i cittadini a capire che fanno parte di un'unica comunità di valori”. In quest’ottica, l’unica attività di “vero scambio” con Perth sono stati gli scambi studenteschi, in cui scolaresche di Vasto sono andate a Perth, scolaresche di Perth sono venute a Vasto. Per il resto sono state iniziative – tutte lodevoli - dirette a nostri connazionali a Perth. Il gemellaggio però, per andare avanti deve posizionarsi su un’altra lunghezza d’onda. Deve passare alla “Fase 2” e coinvolgere la seconda e terza generazione di italo-australiani e soprattutto coinvolgere gli “australiani”, non solo i nostri emigrati. Questo è il tema che - noi qui da Vasto e gli emigrati vastesi da Perth - dovremo a breve affrontare. Però chiariamo subito un concetto: il gemellaggio si fa fra due Comuni, quindi è l’ente Comune che tiene i rapporti di gemellaggio, organizza programmi e pianifica iniziative. Anche se normalmente si avvale di un “Comitato per i Gemellaggi” di cui fanno parte politici, funzionari, rappresentanti di associazioni e cittadini. Chiarito questo concetto organizzativo, credo si possa ripartire con il piede giusto, magari scindendo le due attività (Gemellaggio gestito dal Comitato e rapporti con i Vastesi all’estero gestiti dalle associazioni emigranti). Però bisogna sedersi attorno ad un tavolo e parlarne. Spero che dopo le ferie si possa avviare un discorso fattivo in tal senso. Chi si vuole documentare sui gemellaggi può visitare il sito UE www.twinning.org . Nicola D’Adamo Consigliere Comunale Uniti per Vasto
Meno male, Nicola. Plaudo a Nicola. Questo è parlare chiaro, guardando e vedendo le cose per quelle che sono. Senza che alcuno se ne debba avere a male. Dai.
6 commenti:
Ma questi a Perth che cosa sono andati a fare? O, per dirla tutta, che legami abbiamo con Perth? A ritrovare i vastesi che negli anni cinquanta, spinti dal bisogno (altro che ...l'emigrazione dei Giovani Talenti!) lì sono dovuti andare? Va bene, ma quali legami, quali vicendevoli scambi, abbiamo con Perth, città e municipalità australiana? Sfugge al sottoscritto, o proprio non c'è altro che questi convenevoli reciproci, che queste "gite" municipali? E se c'è, cosa?
Sorry... (vogliamo ripensare al che senso, scopo, utilità, beneficio, opportunità, ecc., abbia un gemellaggio?).
Carissimo Marino lei sa che negli anni cinquanta in italia buona parte delle famiglie viveva con le rimesse degli emigranti ( compreso quelli di Perth )....
Chi vive all'estero ha un legame molto forte con il paese che ha dovuto lasciare e un gemellaggio serve a farli sentire ancora un pò vastesi.
Questo scambio di visite non le ritengo affatto inutili e un modo di mantenere i legami tra le comunità emigranti di origine vastese e i vastesi stessi.
E' una opportunità che personalmente ritengo utile.
Un cordiale saluto
Roberto
E' giusto e indubbio quanto lei dice, ma mi permetta di ritenerlo per la Città (o per le due città) cosa assai parziale e limitativa. Da un gemellaggio una Comunità dovrebbe riceverne ben altro che scambi di affetto o di cortesia. I legami, la reciproca conoscenza, il ritrovarsi e riconoscersi, tra coloro che sono partiti e quelli rimasti, poteva essere la base di partenza, ma per qualcosa d'altro di più efficace e di più concreto: scambi culturali, opportunità di lavoro e di studio per i nostri giovani, ed altro... Non crede?
Girando per le strade d'Italia s'incontrano molti cartelli di città gemellate con altre estere; alla fine sono iniziative che cercano elementi comuni più nei sentimeni che nelle attività materiali.
Tra Vasto e Perth le differenze sono enormi: una capitale continentale da 1,5 milioni di abitanti e noi una cittadina di modeste dimensioni. L'Australia ha tutto ed è impensabile immaginare di mandarci prodotti tipici o farne uno sbocco commerciale; sarebbe più plausibile il contrario. Rimangono le iniziative culturali e tutte quelle buone azioni che rinsaldano i rapporti tra comunità che condividono origini e tradizioni. Sono sicuro che se un giovane vastese volesse sul serio trapiantarsi in Australia troverebbe un valido supporto dalla nostra comunità. Ma ce ne sono?
In attesa di idee migliori, io intanto proporrei di scambiarci i Sindaci; gli lasciamo Luciano e ci riportiamo la bella signora Lisa. Voi che ne dite?
POSSO DIRE LA MIA SUI GEMELLAGGI?
Ripubblico quanto detto all'indomani della visita del sindaco di Perth a Vasto lo scorso agosto.
Il gemellaggio per andare avanti deve posizionarsi su un’altra lunghezza d’onda. Deve passare alla “Fase 2” e coinvolgere la seconda e terza generazione di italo-australiani e soprattutto coinvolgere gli “australiani”, non solo i nostri emigrati. Inoltre il Comune deve creare il "Comitato per il Gemellaggi".
Lettera Aperta
Al Sindaco di Vasto Luciano La penna
Al Presidente del Consiglio Giuseppe Forte
Ai presidenti delle Associazioni Emigranti
Oggetto: Gemellaggio con Perth - Fase 2, coinvolgimento degli australiani, non solo dei nostri emigrati
Nelle discussioni avute in questi giorni di celebrazione del 20° del gemellaggio con Perth, ho notato che si fa una grande confusione tra il concetto di “Gemellaggio” e quello di “Iniziative per le comunità di Vastesi all’estero”.
Tanto per chiarire. Le associazioni pro emigranti hanno l’obiettivo di mantener viva l’identità della comunità italiana all’estero e mantenere i rapporti con la madrepatria.
Il gemellaggio ha altri obiettivi e principalmente tende a favorire il dialogo tra popoli. Per esempio “nell'Unione Europea - è scritto nel sito UE www.twinning.org - un buon gemellaggio deve aiutare a rafforzare la cittadinanza europea attiva, creando legami tra i cittadini, promuovendo l'unità europea e aiutando a creare un'identità europea. Consentendo alle persone di condividere la vita quotidiana di altre persone, di discutere le questioni importanti del giorno e di scoprire nuove culture e le lingue dei loro partner, il gemellaggio aiuta i cittadini a capire che fanno parte di un'unica comunità di valori”.
In quest’ottica, l’unica attività di “vero scambio” con Perth sono stati gli scambi studenteschi, in cui scolaresche di Vasto sono andate a Perth, scolaresche di Perth sono venute a Vasto. Per il resto sono state iniziative – tutte lodevoli - dirette a nostri connazionali a Perth.
Il gemellaggio però, per andare avanti deve posizionarsi su un’altra lunghezza d’onda. Deve passare alla “Fase 2” e coinvolgere la seconda e terza generazione di italo-australiani e soprattutto coinvolgere gli “australiani”, non solo i nostri emigrati.
Questo è il tema che - noi qui da Vasto e gli emigrati vastesi da Perth - dovremo a breve affrontare.
Però chiariamo subito un concetto: il gemellaggio si fa fra due Comuni, quindi è l’ente Comune che tiene i rapporti di gemellaggio, organizza programmi e pianifica iniziative. Anche se normalmente si avvale di un “Comitato per i Gemellaggi” di cui fanno parte politici, funzionari, rappresentanti di associazioni e cittadini.
Chiarito questo concetto organizzativo, credo si possa ripartire con il piede giusto, magari scindendo le due attività (Gemellaggio gestito dal Comitato e rapporti con i Vastesi all’estero gestiti dalle associazioni emigranti). Però bisogna sedersi attorno ad un tavolo e parlarne.
Spero che dopo le ferie si possa avviare un discorso fattivo in tal senso. Chi si vuole documentare sui gemellaggi può visitare il sito UE www.twinning.org .
Nicola D’Adamo
Consigliere Comunale Uniti per Vasto
Meno male, Nicola. Plaudo a Nicola. Questo è parlare chiaro, guardando e vedendo le cose per quelle che sono. Senza che alcuno se ne debba avere a male. Dai.
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