sabato 12 dicembre 2009

I nostri figli, ...quelli "senza Santi in Paradiso"

Lettera aperta al Prof. Celli
di Enzo La Verghetta (Roma)
Sono rimasto sorpreso di non aver letto nessun commento sulla lettera di Celli rettore della Luiss riportata da Repubblica alcuni giorni fa. L’autore invitava il figlio ad emigrare per “ andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati”. E’ seguito su giornali e televisione un ampio dibattito a livello nazionale a cui hanno partecipato personaggi illustri e non, ma a Vasto dove la stragrande maggioranza dei giovani vive questa realtà mi sembra che la cosa sia passata inosservata. Lo so abbiamo altri problema come il Centro Storico.
Sperando di non annoiare il mio amico scrivendo più di tre righe, riporto una lettera aperta che ho inviato a Repubblica a commento dell’articolo di cui sopra :
Egregio Prof. Celli,
avrei preferito una lettera ai genitori che hanno contribuito a creare quello che lei critica e non ai figli che poi pagheranno le conseguenze, ma siamo sicuri che tutti i giovani pagheranno, anche quelli dei soliti noti ?
Sarebbe stato più utile e condivisibile un invito a chi annullando la meritocrazia porta avanti parenti o amici degli amici che possono dare una contropartita. Questo avviene, come documentato da articoli e trasmissioni televisive, nell’università, negli ospedali, negli enti pubblici e aziende pubbliche dove le cordate di potere spadroneggiano e dove si sperpera denaro pubblico in agevolazioni e/o stipendi non giustificati dalla professionalità e responsabilità di chi li percepisce, e si arriva anche a creati posti ad hoc per sistemare adeguatamente qualcuno.
Invece molto candidamente (???) lei ci viene a raccontare delle ingiustizie del sistema Italia a noi genitori senza santi in paradiso, i cui figli si sono fatti una schiena, non avendo salvagente nemmeno all’università , per conseguire una laurea! E oggi si trovano a combattere con la disoccupazione e nei casi più fortunati con il precariato.
I favoritismi, in Italia iniziano dalle elementari , dove chi può si sceglie anche le maestre idonee a seguire il proprio rampollo, per poi proseguire con un percorso adeguato senza ostacoli fino alla tesi di laurea. Perché poi il sostegno non dovrebbe proseguire nel trovare un impiego e nel fare carriera, specialmente in aziende che non hanno fini di lucro ma di sostegno per gli amici e i figli degli amici,a cui sono assegnati posti dirigenziali o consulenze.
Prof. Celli lei può scagliare la prima pietra? E’ senza peccato per non aver mai favorito qualcuno a discapito del merito? O questa è una confessione, dopo essere stato folgorato sulla strada di Damasco? In questo caso la penitenza che le possiamo dare è di obbligarla ad eliminare dal suo vocabolario la parola “Favoritismo” quando esercita le sue funzioni, e cercare nuovi proseliti in questa sua crociata. Ci possiamo sperare?
Purtroppo siamo in un paese dove tutti ci scandalizziamo per i soprusi e ruberie altrui ma nessuno cerca di porvi rimedio, trasmissioni televisive vedi “Report” e “Striscia la notizia” in ogni puntata pubblicizzano sperperi e malcostume, tutti restano allibiti ma chi dovrebbe intervenire purtroppo non ne sapeva niente e continua a rimanere all’oscuro.
Perché in altre nazioni basta inviare un curriculum per essere assunti, in caso negativo sei informato che non rientri nei loro piani, in Italia se non ha qualcuno che ti presenta il tuo curriculum viene sistematicamente cestinato e tutto finisce li, non hai diritto nemmeno a un cenno di riscontro.
In particolare nel Sud lo sponsor è nella maggioranza dei casi è un politico, che in base al tuo portafoglio di voti, ti inserisce nella sua lista per i posti a sua disposizione per il concorso in qualche ente pubblico,azienda collegata o sei parte della contropartita che l’azienda privata deve dare per avere delle agevolazioni. Non è anche questo pizzo? Anche per questo l’Italia ha il minor numero di aziende straniere che producono all’estero, non rientra nella loro cultura dare il pizzo alla politica o almeno non in maniera così rilevante.
Si fanno sempre più strada i dubbi sulla volontà dei politici di far crescere il Meridione, poiché maggiore è l’offerta di lavoro minore è il loro potere e Il detto “Non cade foglia che l’Onorevole non voglia” potrebbe mostrare delle incrinature che modificherebbe il rapporto fra potere e territorio.
Certo se il nostro paese continuerà ad essere amministrato da gente, a cominciare dai professori , i primi dopo la famiglia a venire a contatto con i giovani, che predicano bene ma razzolano male, i nostri figli, sempre quelli “ Senza Santi in Paradiso”, dovranno continuare a scegliere fra l’esilio e la rassegnazione.
Distinti saluti
Enzo La Verghetta (Roma)

5 commenti:

Francescopaolo D'Adamo ha detto...

veramente qualcosa l'ho scritta io ma non ho ricevuto alcun riscontro.

http://francescopaolodadamo.blogspot.com

NICOLA D'ADAMO ha detto...

Caro Paolo,
chi gestisce un mezzo di comunicazione deve fare delle alchimie per non annoiare i suoi lettori e per non servire sempre la stessa minestra.
Chi lancia comunicati deve fare lo stesso discorso degli uffici stampa: uno semina, qualcosa raccoglie sempre, però non è detto che ogni volta si riesca ad avere il pieno raccolto. Questo nel rispetto di chi scrive, ma anche di chi poi deve pubblicare.
PS il pezzo di cui sopra l'ho messo come gesto di cortesia verso l'amico Enzo (tra l'altro è scritto anche bene), invitandolo in futuro ad occuparsi di cose locali, perchè Noi Vastesi è nato per questo motivo. Non siamo interessati a pubblicare riflessioni di carattere generale, che invece devono trovare la giusta collocazione sui più importanti media nazionali.
Nicola D'Adamo

NICOLA D'ADAMO ha detto...

DA DAVIDE DELLE DONNE RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO QUESTO COMMENTO
Caro Enzo La Verghetta io sono Davide Delle Donne e grazie a Dio e grazie alla mia caparbieta' non ho mai voluto usufruire dei favori dei politici e dei sindacalisti per entrare in fabbriche "comode" e a stipendio garantito.Guarda e' bellissimo! Ma ti rendi conto che vuol dire la liberta' di parlare senza avere" l'obbligo" di ricompensare? Effettivamente quando il gioco si fa duro e' allora che i duri iniziano a giocare e non e' per tutti... Io sulla mia pelle ...so che cosa vuol dire !Mio figlio deve farcela senza chiedere niente a nessuno DEVE!
Cordiali Saluti.P.S.
Nicola puoi inserire oppure inviare al Signor La Verghetta.Grazie.

maria ha detto...

Veramente avevo scritto anche io piccoli commenti ed un post, a mio modo, sul mio blog, dove ho anche trattato di questo argomento....
il link è nel mio profilo,
Se è pubblicità non autorizzata.... Mi scuso...
:))))

Francescopaolo D'Adamo ha detto...

Nicò! La mia mica era una lamentela,ci mancherebbe, era una segnalazione. Ciao