dall'ing. Laudazi riceviamo e pubblichiamo
ANNULLARE O RIPENSARE IL PARCO CHE NON ESISTE .
Anche il recente convegno promosso dalla CCIAA e dal GAL Costa dei trabocchi a Francavilla a Mare , nei giorni scorsi, ha confermato che la versione proposta dall’Ispra, per quanto riguarda la procedura istitutiva del Parco della Costa Teatina e dei Trabocchi , mai conclusa negli ultimi 20 anni , risulta chiaramente e tecnicamente inesistente, in un territorio fortemente abitato , urbanizzato e già fortemente protetto dal punto di vista paesaggistico ed ambientale .
Il perimetro coinvolto , che comprende 19 Comuni - di cui molti senza mare – e che interessa oltre 11.000 ettari di terreni privati con migliaia di abitanti, con la presenza di 8 porti , con coltivazioni agricole specialistiche e con insediato l’intero tessuto produttivo industriale e mercantile della Provincia di Chieti, rappresenta una abominevole previsione che avrebbe da tempo dovuto essere annullata in sede parlamentare, e che, invece, è tuttora in avanzato corso di realizzazione senza che nessuno abbia accertato la permanente attualità del disposto legislativo riesumato, rispetto all’attuale fabbisogno economico , sociale ed ambientale e all’interesse pubblico prevalente del territorio .
La maggior parte dei Comuni e le altre Istituzioni interessate alla procedura amministrativa , si sono espressi in maniera chiara ed evidente: contrari alla istituzione del Parco come proposto o favorevoli a condizione di sostanziali modifiche di perimetrazione e di normativa che renderebbero il Parco di fatto non istituibile.
Sono state raccolte precise lamentele espresse dagli agricoltori della Cia Abruzzo, dalla Coldiretti, dalla Confagricoltura , da Confindustria e dalle altre categorie produttive e da molti attori politici ed istituzionali , che hanno bene affermato che in una Provincia ed in una Regione , dove si vuole valorizzare la ZES, esaltare la Via Verde , potenziare i Porti e le vie di comunicazione sui corridoi intermodali , diventare la cerniera tra il Tirreno e l’Adriatico non è possibile procedere nella introduzione di ulteriori pesanti vincoli che rischiano di produrre paralisi, spopolamento , sottosviluppo e disoccupazione.
Tutti hanno consigliato accoratamente di evitare la minacciosa istituzione, di un “ Parchetto ”
inesistente e di ricondividere dall’inizio, tutte le procedure in corso, annullando le sveltine e
le forzature che si è inteso irragionevolmente riesumare .
Non può essere approvato lo spoglio, di vaste aree di proprietà privata e non demaniale, che perderebbero - senza indennizzo alcuno - tutto il proprio valore reale, patrimonializzato con anni di sacrifici dai nostri agricoltori - , con una perdita stimata secca , estorta dalle tasche dei cittadini inermi della Provincia di Chieti .
Non si sono intravviste, quindi, impostazioni politiche o partitiche che possano reggere, di fronte alle lamentazioni limpide e preoccupate della gente; questo è stato ribadito anche di fronte alle affermazioni gioiose delle Associazioni ambientaliste che , nel brodo di giuggiole della possibile istituzione, si sono preoccupate soprattutto di invocare per la relativa gestione , la nomina di un CDA provvisorio , ricco di elevate professionalità ( le loro!! ).
Siamo ancora in tempo per tamponare una situazione che diventerebbe irreversibile , non condivisibile e con rischio di possibili contrapposizioni sociali per la eventuale emanazione di un Decreto di istituzione non voluto e dobbiamo raccogliere gli accorati inviti a riconsiderare profondamente la proposta, estemporanea ed inattuale, attivandoci tutti insieme per fare annullare il disposto legislativo di un Parco che come è stato pensato non può essere fatto o ,
quantomeno, per renderlo commensurabile con il futuro della nostra terra .
Il Nuovo Faro
Dott. ing. Edmondo Laudazi
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