mercoledì 20 maggio 2026

“Bellezza e fragilità”: Punta Aderci in pieno splendore nelle immagini di Nando De Cristofaro (20 foto)

Un nuovo dono ai lettori di “NoiVastesi” da parte dell’amico Nando De Cristofaro, grande appassionato di fotografia, che con stupende immagini (e testo) racconta la sua ultima visita a Punta Aderci, in questo periodo in pieno splendore.

“Bellezza e fragilità”: appunto di viaggio nella natura
di Ferdinando De Cristofaro

Incantato dall' incedere della primavera nella precedente visita a Punta Penna, nella magnifica giornata di domenica scorsa, mi sono spinto più a nord ed esattamente a Punta Aderci.
La luce scintillante e l'aria tersa, già sulla strada che conduce al promontorio, facevano risaltare come non mai i colori del verde grano sull'azzurro del mare. Le ginestre che punteggiavano la falesia erano di un giallo intenso, irresistibile richiamo per una variegata schiera di insetti tra cui tantissime farfalle.

Ma era sul promontorio che la natura manifestava un vero e proprio tripudio di colori: il giallo dell'avena selvatica si mischiava al rosso vivo dell'erba sulla, al verde tenue dell'orzo ed al viola dei cardi insieme ad una infinita varietà di altre piante selvatiche.

Ciò che mi ha stupito, oltre alla loro foltezza, era l'altezza che avevano raggiunto. Non era facile farsi strada, costeggiando il parapetto in legno, per raggiungere la spiaggetta sottostante: la stradina in discesa si intravvedeva a malapena.

Ma è proprio dalla sommità che uno scenario grandioso si apriva agli occhi: la Majella vicinissima e a seguire Gran Sasso, Vettore, Monti Gemelli, Sibillini fino al Conero che appariva in fondo come una piccola gobba grigia protesa nel mare.

In basso, alla mia destra, il bellissimo omonimo trabocco che connota tutta la punta e si rende unico nel novero di tutti gli altri che costellano l'intera costa tra Vasto e Ortona.

Ma anche gli uccelli volevano manifestare la loro presenza: oltre a qualche gabbiano e molte rondini, veleggiava un gheppio, vero signore della scogliera. Che spettacolo vederlo volare e poi andare in stallo con le sue penne caudali allargate. Nidifica sulla falesia fronte mare con il duplice beneficio di avere contemporaneamente un'ottima visibilità ed un nido inattaccabile dove proteggere i piccoli.

Però un'amara sorpresa mi attendeva una volta raggiunta la spiaggia: un considerevole porzione di falesia, quella vicina al trabocco, è crollata. Probabilmente la fragile base in arenaria ne ha decretato il destino. Una situazione analoga, anche se in misura meno drammatica, la constatavo anche sull'altro lato della spiaggia con la falesia interessata da piccoli smottamenti di terra e distacchi di scogliera.

Però la bellezza del luogo mi ha subito rinfrancato, ricordandomi che è nell'ordine delle cose che nella natura le trasformazioni siano continue: é proprio da esse che trae forza.

Me ne sono andato conscio che tutti noi abbiamo un patrimonio naturale di grandissimo valore e che lo dobbiamo tutelare con un uso rispettoso e consapevole.
FERDINANDO DE CRISTOFARO


PUNTA ADERCI
FOTO DI FERDINANDO DE CRISTOFARO 

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