In apertura Di Tullio ha subito ringraziato chi, prima e come lui oggi, dedica il proprio tempo alla valorizzazione della cultura a Vasto. Ed è partito con il suo racconto iniziando dal Cinquecento.
Pezzo forte della serata non poteva non essere che il Lupacchino dal Vasto, su cui Di Tullio ha lavorato per decenni curando l’ampio progetto del Coro Polifonico Histonium per la riscoperta del noto autore vastese, pubblicando preziosi volumi, coinvolgendo altri cori italiani per l’incisione delle Messe, organizzando convegni e incontri in tantissime occasioni. Di Tullio ha tenuto a precisare che l’esperienza acquisita con il progetto sul Lupacchino potrebbe rappresentare una sorta di “format” per la riscoperta degli altri autori vastesi, che ne sono parecchi tra cui alcuni conosciuti, ma poco valorizzati, altri addirittura totalmente sconosciuti.
Ma dove sono gli spartiti delle opere di questi autori ?
A tal proposito il ricercatore vastese ha spiegato che da ricerche negli archivi delle chiese di Vasto, sue e di altri, ta cui la Pro Loco, è emerso una notevole quantità di interessanti materiali che, con il riscontro anche di fonti esterne, ha dato la possibilità di ricomporre il complesso mosaico della musica a Vasto negli ultimi cinque secoli.Tutto ciò però rappresenta solo l’inizio di una seria ricerca, in sostanza solo l’attività propedeutica di un più ampio progetto.
Ed i nomi sono tanti.
Nel Cinquecento c’è anche Oratio Crisci (Cresci), Organista e compositore(2^ metà del secolo), presente nell’edizione del Secondo libro de madrigali di Ippolito Sabino da Lanciano, suo maestro, che conteneva 21 brani di Sabino e 4 dello stesso Crisci. “Dalla dedica si apprende che nell’anno di pubblicazione viveva a Vasto”, ha detto Di Tullio. “Più tardi forse si trasferì a Mantova, dove occupò il posto di organista nel duomo. Di lui sono noti altri brani, tutti inclusi in raccolte contenenti soprattutto composizioni di Sabino”. Nello stesso secolo abbiamo anche un spicca anche il personaggio come di Alfonso D’Avalos, marchese del Vasto che si occupò di madrigali, scrivendo i testi de Il bianco e dolce cigno e Anchor che col partire, e poi Giovan Battista Petrilli dal Vasto.
Nel Seicento troviamo Pietro Cefalo, musico e cantore, e Tommaso, organaro.(epoche diverse, non sono fratelli)
Pietro Cefalo partecipò come musico al giubileo del 1625 a Roma. “Dimorò per qualche tempo alla corte della Regina d’Inghilterra, eccellente musico, da dove tornò ricco. Morì nel 1673”. A proposito di organi delle chiese, Di Tullio, dopo aver elencato quelli costruiti da Tommaso Cefalo e presenti da noi e in Abruzzo, ha illustrato tutti gli altri antichi organi presenti nella nostra città.
Nel Settecento a Vasto erano attivi parecchi musicisti. Antonio Smargiassi arciprete della Collegiata di S. Giuseppenel 1836, firma due brani presenti in un manoscritto musicale contenente diversi brani ad usi liturgico per la festa dei Santi Pietro e Paolo, volume proveniente verosimilmente dalla chiesa di San Pietro. della chiesa di San Giuseppe. Francesco Escudero, arrivò da Isernia, sacerdote aggregato in S. Maria Maggiore, maestro organista nel 1789.Mattia Pienabarca canonico nel 1724, è citato come organista nei libri di amministrazione della confraternitadel S.S. Sacramento.
Il più noto è GiuseppeTiberi (1732 - 1812), uomo di grande cultura, che oltre a suonare si dilettava anche a scrivere, come ad esempio la Pastorale per Cembalo(1788), ilTrio Notturno (1796) scritto per le nozze reali di Francesco Borbone e Maria Clementina Arciduchessa d’Austria (Biblioteca del Conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Milano), e Sei Sinfonie, pubblicate a Venezia nel 1784 per l’editore Innocente & Scattiglia.
Per l’Ottocento spiccano i nomi di Didimo Mayo e Dermino Mayo, ma anche quello Giacomo Cordella operante a Napoli e altri come Giovanni Forlini, Marchetti, Pacini, Vincenzo Fioravanti, N. Gabrielli, Mascitti, Nicolini.
Il Fondo Mayo si trova presso la chiesa di S anta Maria Maggiore e dà la possibilità di ricostruire l’attività di questi autori. Didimo Mayo, autore di tanto materiale musicale, è anche tra i fondatori della storica Banda di Casalanguida. Mentre Dermino Mayo è autore, tra l’altro, di “Stava ahi Madre”,che si canta a Vasto durante la processione dell’Addolorata, il Sabato Santo. Inoltre nel Fondo Chiesa Sant’Antonio da Padova ex San Pietro in un lavoro di censimento in corso a cura della Pro Loco si stanno scoprendo altri autori: ci sono le opere di don Gennaro Barone, Giulio Sarmineto, Pietro De Cecco, Giovanni Forlini, Domenico Giordano, il già citato Dermino Mayo, Lanna Felice Maria, Francesco Masciangelo, Ricci, Casimiri Ritucci Chinni, Errico Sansone, Ferdinando Taglioni.Giulio Sarmiento.
Il M° Luigi Di Tullio ha ripercorso velocemente anche la storia della musica del Novecento, citando solo i nomi dei principali protagonisti, non avendo tempo per una trattazione più ampia. Potrebbe essere il tema di un prossimo incontro.
In conclusione il musicologo vastese ha di nuovo sottolineato che la scoperta di una partitura è solo l’inizio della ricerca, perché deve essere seguita dalla trascrizione in notazione moderna trovando poi il modo di farla riascoltare. organizzando concerti, incidendo cd o pubblicando video e partiture. Comunque il lavoro di salvataggio di questa preziosa documentazione è iniziato e piano piano si porterà avanti.
Tanti applausi per Di Tullio e per Mercurio Saraceni che, come presidente della Pro Loco, sta portando avanti un ampio progetto di digitalizzazione degli archivi delle chiese e dei privati prima che gli antichi documenti siano ulteriormente compromessi.
Nicola D'Adamo




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