di Nicola Notaro
Continuando con la storia ci avviciniamo sempre più ai risultati conseguiti e che, oggi, ognuno di noi può toccare con mano la giustezza della programmazione impostata negli anni 50. La realizzazione delle opere programmate ed eseguite dal Consorzio di Bonifica in Sinistro Trigno e del Sinello e del Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione, in pochi anni ha cambiato totalmente volto alla nostra zona.
L'occupazione, in prima istanza, è stata assegnata - ricercando specializzazione - che in zona non si riusciva a reperire - a persone che si sono spostate, da fabbriche del nord, alla zona del Vastese.
Altro elemento positivo la eliminazione, pressoché totale, della storica
emigrazione dei nostri operai verso l'estero di ogni parte del mondo. Anzi,
viceversa, con la creazione dei posti di lavoro, si è verificato il fenomeno di
rientro di molta manodopera che, in passato, era stata costretta ad emigrare.
Con tale fenomeno però i Comuni Costieri (Vasto, San
Salvo, Cupello. ecc.) hanno visto aumentare la loro popolazione a dismisura. Infatti
Vasto dai suoi 16/18.000 abitanti degli anni 50 è arrivata ai 37/38.000
abitanti negli anni 70/80. Ciò ha reso necessario - per consentire ad ognuno di
vivere a misura d'uomo - di dover in poco tempo - adeguare i servizi comunali
ed intercomunali occorrenti. Infatti la disponibilità idrica per Vasto, come
abbiamo già detto in precedenza, era di lt. 30/40 al secondo e gestito dal
Consorzio per l'Acquedotto del Sinello poi portata - a seguito della ricerca e
regolarizzazione delle sorgenti del Verde - ad una portata di 150/200 lt./sec.
Disponibilità elettrica: fu creata, all'epoca in
Italia l'Enel per gestire l'intero programma elettrico nazionale. Infatti la
gestione dell'energia passò negli anni 50/60 dalle mani del privato alle mani
dello Stato. Fu proprio - grazie a tale trasformazione - che i Comuni e quindi
anche Vasto ha potuto -attraverso l'erogazione specifica di contributi - da
parte della Cassa per il Mezzogiorno - dotare l'intera città (comprese le
espansioni) e l'intero agro sia di energia per la semplice illuminazione, sia
di forza motrice per le operazioni di natura casalinga, di carattere
artigianale, commerciali, piccole industrie, ecc.
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| 1974: il sindaco Notaro mentre accoglie in Comune Pietro Di Donato scrittore italo americano, di origini vastesi |
Per assolvere con compiutezza ai nuovi compiti, l'organizzazione Comunale ha dovuto cambiare negli anni 70/80 l'intera impostazione del passato. Nel Bilancio dell'anno 1973 - per la prime volta, si portò il disavanzo a circa 2,5 miliardi chiedendo allo Stato una contribuzione annuale dignitosa. Infatti all'epoca le città come Roma, Milano, Palermo, Napoli, Messina, Bologna, ecc. prendevano dallo Stato un mutuo a disavanzo Bilancio in media non al di sotto di 1.000.000 di lire pro-capite. Vasto nello stesso periodo prendeva una contribuzionee di circa 15.000 lire per ogni abitante. L'adeguamento chiesto era di lire 125.000 pro-capite. Non certamente uguale a quanto prendevano le città sopracitate però cominciava ad essere un contributo dignitoso. Non 2,5 miliardi di lire fu dato ma 1,8 miliardi; quanto per essere al momento soddisfatti e così continuare per gli anni successivi.
Infatti negli anni che seguirono - finché è rimasta in essere la Legge Finanziaria, allora vigente, il Comune di Vasto ha percepito per ogni anno finanziario dai 2 ai 3 miliardi di lire. Con tali presupposti e certezze era necessario provvedere ad una diversa organizzazione del personale.
E ciò anche perché le esigenze createsi nelle famiglie erano molto diverse dal passato. Infatti vi erano famiglie ove lavoravano tutti e due i coniugi, i quali avevano bisogno di asilo nido, per i neonati di pochi mesi. Vi erano altri che lavorando alle Industrie ritornavano a casa dopo le ore 18 e quindi si aveva necessità di usufruire di scuole materne, comunali capaci di poter trattenere i bimbi fino al rientro in casa di un genitore. E così potremmo andare avanti anche altri settori.
Per fare ciò bisognava cambiare la pianta organica del personale. Basti pensare che fino agli anni 70 al Comune di Vasto, tolto il Segretario Comunale, non vi era nessun dirigente con laurea. Solo Capi Uffici dotati di Licenza Superiore. Con la nuova pianta organica si istituirono nuovi servizi ove i Capi Servizi incaricati dovevano essere dei laureati. Fino agli anni 70 la pianta organica comunale era costituito da 94 unità - in ragione di un addetto per ogni 195 persone. Nelle altre Città citate nel discorso sul bilancio gli impiegati impegnati erano un addetto per ogni 50/70 abitanti.
Facendo leva su questa ricerca, il Comune, chiese ed
ottenne dallo Stato, l'approvazione di una nuova pianta organica del personale
per un totale di 432 unità lavorative, il che significava procurare posti per
338 giovani di Vasto, e dare servizi adeguati ai tempi. Con tale organico il Comune
si organizzò per eseguire tutti i compiti di istituto previsti dalla Legge,
ossia: segreteria, ragioneria, uffici tributi, anagrafe, uffici lavori
pubblici, uffici urbanistici, ufficio acquedotto, uffici rifiuti, ufficio
impianti elettrici, polizia municipale, biblioteca, museo. Oltre tali servizi,
il Municipio gestiva in proprio la raccolta e gestione dei rifiuti urbani,
asili nido, scuole materne comunali, manutenzione, eseguite in proprio, di
opere murarie, acquedottistiche, elettriche, falegnameria, ecc. Con tale tipo di gestione si realizzò
soprattutto un Comune vicino alla popolazione ed ai suoi desiderata.
Non ultimo fu la organizzazione e la distribuzione mediante una Ditta privata, della rete metanifera. Nel tempo ogni casa fu dotata del gas metano che - ha totalmente sostituito -la bombola a gas di cui ogni famiglia si serviva.
Nel prossimo numero completeremo il discorso sul come l'Amministrazione Comunale si è organizzata per venire incontro alle esigenze dei cittadini, impegnandosi in molte attività che non rientravano e non rientrano nei compiti d'Istituto dell'Ente.
Nicola Notaro


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