sabato 31 gennaio 2026

Vasto 1945-1985: Nicola Notaro, la rapida crescita della Città grazie ad una attenta "Programmazione" (5^ puntata di 5)

da Il Vastese  giugno 2004
VASTO, QUALE FUTURO?
di Nicola Notaro

Continuando con la storia ci avviciniamo sempre più ai risultati conseguiti e che, oggi, ognuno di noi può toccare con mano la giustezza della programmazione impostata negli anni 50.     La realizzazione delle opere programmate ed eseguite dal Consorzio di Bonifica in Sinistro Trigno e del Sinello e del Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione, in pochi anni ha cambiato totalmente volto alla nostra zona. 

Con la creazione dei poli industriali si sono messi a disposizione della popolazione del Vastese e quella Molisana circa 13.000 posti di lavoro.

L'occupazione, in prima istanza, è stata assegnata - ricercando specializzazione - che in zona non si riusciva a reperire - a persone che si sono spostate, da fabbriche del nord, alla zona del Vastese. 

Altro elemento positivo la eliminazione, pressoché totale, della storica emigrazione dei nostri operai verso l'estero di ogni parte del mondo. Anzi, viceversa, con la creazione dei posti di lavoro, si è verificato il fenomeno di rientro di molta manodopera che, in passato, era stata costretta ad emigrare.

Con tale fenomeno però i Comuni Costieri (Vasto, San Salvo, Cupello. ecc.) hanno visto aumentare la loro popolazione a dismisura. Infatti Vasto dai suoi 16/18.000 abitanti degli anni 50 è arrivata ai 37/38.000 abitanti negli anni 70/80. Ciò ha reso necessario - per consentire ad ognuno di vivere a misura d'uomo - di dover in poco tempo - adeguare i servizi comunali ed intercomunali occorrenti. Infatti la disponibilità idrica per Vasto, come abbiamo già detto in precedenza, era di lt. 30/40 al secondo e gestito dal Consorzio per l'Acquedotto del Sinello poi portata - a seguito della ricerca e regolarizzazione delle sorgenti del Verde - ad una portata di 150/200 lt./sec.

Disponibilità elettrica: fu creata, all'epoca in Italia l'Enel per gestire l'intero programma elettrico nazionale. Infatti la gestione dell'energia passò negli anni 50/60 dalle mani del privato alle mani dello Stato. Fu proprio - grazie a tale trasformazione - che i Comuni e quindi anche Vasto ha potuto -attraverso l'erogazione specifica di contributi - da parte della Cassa per il Mezzogiorno - dotare l'intera città (comprese le espansioni) e l'intero agro sia di energia per la semplice illuminazione, sia di forza motrice per le operazioni di natura casalinga, di carattere artigianale, commerciali, piccole industrie, ecc.

 Municipio: in presenza di tale sviluppo era logico che anche la organizzazione Comunale si doveva dare un assetto diverso per rispondere alle nuove esigenze che si erano venute a creare. Infatti bisognava cambiare casa e crearne una nuova capace di ospitare tutti i servizi di cui la città nuova aveva bisogno. In prima istanza si pensò e si realizzò un nuovo Palazzo Municipale a Piazza Barbacani. Ma andando avanti nel tempo, rendendosi conto,, soprattutto negli anni 70 che il Municipio doveva assolvere, non solo al compito di rilasciare certificati ma diventare il promotore ed il coordinatore di tutte le attività cittadine - mediante l'ascolto e i suggerimenti che provenivano dai cittadini, dalle associazioni, dagli Enti, dalle Autorità Ecclesiastiche, dai circoli, ecc. si programmò di istituire una sede distaccata a Vasto Marina; si localizzò il Comando Vigili Urbani nei locali siti in zona San Michele. 
1974: il sindaco Notaro mentre accoglie in Comune
Pietro Di Donato scrittore italo americano, di origini vastesi

Per assolvere con compiutezza ai nuovi compiti, l'organizzazione Comunale ha dovuto cambiare negli anni 70/80 l'intera impostazione del passato. Nel Bilancio dell'anno 1973 - per la prime volta, si portò il disavanzo a circa 2,5 miliardi chiedendo allo Stato una contribuzione annuale dignitosa. Infatti all'epoca le città come Roma, Milano, Palermo, Napoli, Messina, Bologna, ecc. prendevano dallo Stato un mutuo a disavanzo Bilancio in media non al di sotto di 1.000.000 di lire pro-capite. Vasto nello stesso periodo prendeva una contribuzionee di circa 15.000 lire per ogni abitante. L'adeguamento chiesto era di lire 125.000 pro-capite. Non certamente uguale a quanto prendevano le città sopracitate però cominciava ad essere un contributo dignitoso. Non 2,5 miliardi di lire fu dato ma 1,8 miliardi; quanto per essere al momento soddisfatti e così continuare per gli anni successivi. 

Infatti negli anni che seguirono - finché è rimasta in essere la Legge Finanziaria, allora vigente, il Comune di Vasto ha percepito per ogni anno finanziario dai 2 ai 3 miliardi di lire. Con tali presupposti e certezze era necessario provvedere ad una diversa organizzazione del personale. 

E ciò anche perché le esigenze createsi nelle famiglie erano molto diverse dal passato. Infatti vi erano famiglie ove lavoravano tutti e due i coniugi, i quali avevano bisogno di asilo nido, per i neonati di pochi mesi.  Vi erano altri che lavorando alle Industrie ritornavano a casa dopo le ore 18 e quindi si aveva necessità di usufruire di scuole materne, comunali capaci di poter trattenere i bimbi fino al rientro in casa di un genitore. E così potremmo andare avanti anche altri settori. 

Per fare ciò bisognava cambiare la pianta organica del personale. Basti pensare che fino agli anni 70 al Comune di Vasto, tolto il Segretario Comunale, non vi era nessun dirigente con laurea. Solo Capi Uffici dotati di Licenza Superiore. Con la nuova pianta organica si istituirono nuovi servizi ove i Capi Servizi incaricati dovevano essere dei laureati. Fino agli anni 70 la pianta organica comunale era costituito da 94 unità - in ragione di un addetto per ogni 195 persone. Nelle altre Città citate nel discorso sul bilancio gli impiegati impegnati erano un addetto per ogni 50/70 abitanti. 

Facendo leva su questa ricerca, il Comune, chiese ed ottenne dallo Stato, l'approvazione di una nuova pianta organica del personale per un totale di 432 unità lavorative, il che significava procurare posti per 338 giovani di Vasto, e dare servizi adeguati ai tempi. Con tale organico il Comune si organizzò per eseguire tutti i compiti di istituto previsti dalla Legge, ossia: segreteria, ragioneria, uffici tributi, anagrafe, uffici lavori pubblici, uffici urbanistici, ufficio acquedotto, uffici rifiuti, ufficio impianti elettrici, polizia municipale, biblioteca, museo. Oltre tali servizi, il Municipio gestiva in proprio la raccolta e gestione dei rifiuti urbani, asili nido, scuole materne comunali, manutenzione, eseguite in proprio, di opere murarie, acquedottistiche, elettriche, falegnameria, ecc.  Con tale tipo di gestione si realizzò soprattutto un Comune vicino alla popolazione ed ai suoi desiderata.

Non ultimo fu la organizzazione e la distribuzione mediante una Ditta privata, della rete metanifera. Nel tempo ogni casa fu dotata del gas metano che - ha totalmente sostituito -la bombola a gas di cui ogni famiglia si serviva.

Nel prossimo numero completeremo il discorso sul come l'Amministrazione Comunale si è organizzata per venire incontro alle esigenze dei cittadini, impegnandosi in molte attività che non rientravano e non rientrano nei compiti d'Istituto dell'Ente.

Nicola Notaro

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