Proseguendo nel discorso aperto nel numero precedente di questo giornale, per meglio comprendere lo sviluppo di Vasto e continuare la fotografia storica, degli anni 40/50, in questo numero parliamo dei diversi servizi.
Disponibilità idrica. La città veniva fornita dal Consorzio dell'Acquedotto del Sinello con un potenziale di 30/40 lt/sec.
Elettricità. La gestione dell'energia elettrica veniva effettuata da una società privata (UNES), solo al centro abitato. L'intero agro era completamente all'oscuro.
Nettezza urbana. Era gestita dal Comune con l'impiego di 7-8 operai. Negli anni 49/50 veniva appaltata ad una ditta napoletana che operava con più assiduità sul centro storico, trascurando le zone periferiche della città.
Sanità. Veniva gestita da medici liberi professionisti e da 3 farmacie ubicate, tutte al centro storico. Per le necessità assistenziali vi era un Ospedale vicino alla chiesa di S. Antonio nel fabbricato attualmente occupato dall'Istituto Statale d'Arte. I posti letto disponibili erano 40/50 nei reparti: medicina, chirurgia, radiologia, laboratorio analisi.

Trasporti. Era assicurato il collegamento Vasto-Vasto Marina mediante carrozze e cavalli. Normalmente le corse disponibili avvenivano in coincidenza con gli arrivi e le partenze dei treni nella stazione ferroviaria. Sempre negli anni 48/50 la ditta Palazzo istituì il primo collegamento Vasto-Marina di Vasto con l'impiego di un pullman.
Collegamenti. Con il nord e sud veniva assicurato sulle arterie: Strada Statale 16 Bologna-Lecce. Giunta alla contrada Incoronata, percorreva l'attuale via Veneto per giungere a San Michele, S. Antonio Abate e proseguiva sulla attuale S.P. per San Salvo. Altro collegamento per il nord e sud assicurato dalle FF.SS. verso Pescara-Bologna-Milano e Foggia-Bari-Lecce. L'arteria che collegava Vasto con i centri del comprensorio era la SS n. 86 che, partendo da Vasto Marina, proseguiva per Cupello-Furci-Torrebruna-Castiglione M.M. tale arteria consentiva anche il collegamento per Napoli. Il collegamento con il versante del Trigno avveniva con una strada successivamente classificata provinciale e raggiungeva Lentella – Fresagrandinaria –Dogliola –Tufillo -Palmoli. Quasi tutte le strade interne di Vasto non erano pavimentate. Il collegamento con le contrade avveniva mediante carri ed altri mezzi degli agricoltori.
Risorse sociali. L'Istituto Sant'Onofrio offriva ospitalità ad anziani meno abbienti e senza conforti familiari con una disponibilità di 30/40 posti letto. L'Istituto Genova Rulli offriva ospitalità a ragazze senza genitori con una disponibilità di 40/50 letti.
La Chiesa. Vasto, con Chieti, costituiva la Diocesi Chieti-Vasto con unico arcivescovo residente a Chieti. Le parrocchie all'epoca erano 4: S. Maria, San Giuseppe, San Pietro, Stella Maris (Vasto Marina).
Istruzione. Scuole elementari (negli edifici di Corso Nuova Italia); scuola media; scuola di avviamento professionale; scuola marittima; istituto tecnico commerciale e poi anche per geometri. I fratelli Gabrielisti presenti a Vasto (edificio della Curia vescovile) gestivano la Scuola Media e successivamente anche il Ginnasio Liceo scientifico e classico (parificati).
Turismo. Vasto era dotato di due alberghi: Albergo Nuova Italia in via Bebia e Albergo Nettuno a Vasto Marina. I ristoranti presenti al centro con piatti tipici erano: "Da Francesco" a piazza Barbacani e "Zi' Al bina" in via Marchesani.
I caffè. Caffè Martone e Caffè Martella (al corso Italia), Caffè Buongarzone (a piazza L.V. Pudente). La frequenza turistica era molto scarsa e quanti giungevano da Roma e Foggia erano visitatori occasionali.
Lavoro. La manodopera disponibile era impiegata nell'artigianato, nella pesca, nell'agricoltura e piccolo commercio. Quanti non trovavano occupazione preferivano emigrare all'estero.
Sport. Esisteva una sola area a disposizione dei giovani: quella del campo sportivo Aragona, non recintata, senza gradinate. Vi era un piccolo spogliatoio verso via Tobruk.
Ordine pubblico. Era assicurato dall'Arma dei Carabinieri con la stazione situata a Porta Nuova, da pochi (5-8) vigili urbani e dalla Stazione della Guardia di Finanza.
Tutto quanto riferito agli anni 40-50.
Da qui i politici e gli amministratori avviavano gli indirizzi e la “programmazione” della Città del Vasto che esamineremo nel prossimo numero.
Nicola Notaro

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