martedì 30 settembre 2025

Vasto, un pomeriggio tra cultura e stelle con l’ACM


riceviamo e pubblichiamo 

Un evento all’insegna della conoscenza, della scienza e della bellezza. È così che si può riassumere il pomeriggio culturale organizzato dall’ACM Vasto, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale e del Comune della Città del Vasto, che ha visto la Pinacoteca di Palazzo d’Avalos gremita fino all’inverosimile.

Dopo i saluti istituzionali dell’Assessore alla Cultura e Turismo Nicola Della Gatta, del Consigliere Regionale Francesco Prospero e del Presidente dell’ACMCarlo Viggiano, presentati con eleganza e professionalità da Gaetano Ricci (direttivo ACM), la parola è passata ai protagonisti delle tre relazioni che hanno catturato l’attenzione del pubblico.

Patrizia Caraveo: lo spazio tra opportunità e rischi

L’Astrofica si è laureata in Fisica all'Università degli Studi di Milano nel 1977. Dopo un periodo all'estero, è diventata ricercatrice all'Istituto di Fisica Cosmica del CNR di Milano, poi confluito nell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Dal 2002 è dirigente di ricerca e direttore dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano (IASF). Ha collaborato a diverse missioni spaziali internazionali dedicate all'astrofisica delle alte energie a cominciare dalla missione europea Cos-B. È responsabile per la partecipazione INAF al progetto Cherenkov Telescope Array.

Laprof.ssa Patrizia Caraveo ha guidato i presenti in una riflessione lucida e appassionata sul tema della Space Economy.

«La corsa allo spazio – ha sottolineato – non è più appannaggio esclusivo delle agenzie governative: l’irruzione degli imprenditori privati ha rivoluzionato l’orbita terrestre».

La studiosa ha messo in luce le potenzialità delle nuove costellazioni satellitari e delle tecnologie spaziali, senza tralasciare i rischi legati al sovraffollamento orbitale e alla mancanza di regole condivise a livello internazionale. Un intervento che ha spinto il pubblico a riflettere sulla necessità di una nuova etica della sostenibilità, anche pensando ai futuri insediamenti su Luna e Marte.

 La spazzatura spaziale ha proseguito la scienziata Caraveo non rappresenta solo un rischio fisico per i satelliti attivi nell'orbita terrestre, che possono venire danneggiati dall'impatto, ma anche lo strato di ozono, che potrebbe venire ridotto dalle sostanze chimiche prodotte durante la combustione dei pezzi di satelliti che bruciano rientrando nell'atmosfera.

In un'ottica più ampia, spiega la Caraveo, uno spazio pieno di detriti non potrebbe di fatto essere visitato né utilizzato per scopi di sicurezza nazionale, osservazione terrestre, telecomunicazioni, esplorazione scientifica o sviluppo economico.

L’intervento si conclude con la dichiarazione che diversi studi prevedono che nei prossimi anni il rischio di collisioni tra rifiuti spaziali e satelliti aumenterà considerevolmente: il più recente, del 2018, stima che nei prossimi 20 anni − in una costellazione di 1.000 satelliti a un altitudine di 1.200 km − il rischio che un satellite a banda larga di 200 kg e un frammento grande tra 1 e 10 cm si scontrino aumenterà di otto volte, passando dall'11% al 90%.

Alberto Baccari: Keplero e la rivoluzione dell’astronomia

Ingegnere e imprenditore, da oltre dieci anni lavora nel campo dell’intelligenza artificiale applicata al marketing e all’innovazione. Fondatore di Laya, piattaforma di AI per la lead generation, collabora con startup, venture capital e grandi gruppi industriali. Accanto alla tecnologia, coltiva una profonda passione per la storia dell’astronomia, che lo porta a raccontare figure come Copernico, Galileo e Keplero con chiarezza e rigore divulgativo.

l’ing. Alberto Baccari ha condotto i presenti in un avvincente viaggio nella storia dell’astronomia. Con linguaggio chiaro e coinvolgente, ha raccontato la figura di Giovanni Keplero e la portata rivoluzionaria delle sue tre leggi sul moto dei pianeti.

Ha ricordato come, insieme a Copernico e Galileo, Keplero abbia contribuito a spostare la prospettiva dell’uomo, aprendo la strada a una nuova visione dell’universo. Dall’osservazione dell’orbita ellittica di Marte, lo scienziato trasse infatti la chiave per comprendere che tutte le orbite planetarie hanno forma ellittica: un’intuizione che ha cambiato per sempre il modo di concepire il cosmo.

Marco Bellelli: la poesia della luce tra scienza e fotografia

Radiologo di professione, fotografo d’anima, il dott. Marco Bellelli è uomo che osserva due mondi: quello interno del corpo, con le sue immagini di cura, e quello esterno del cielo con l’obiettivo, in cerca di luce. Da Chieti, con radici nell’Abruzzo, Bellelli ha coltivato la passione per la fotografia, tramandata dal padre, fino al momento in cui un singolo scatto ha parlato al mondo.

Il dott. Marco Bellelli, ha emozionato la platea con le sue immagini straordinarie. Tra queste, lo scatto “La Luna piena nella rete”, selezionato dalla NASA come Astronomy Picture of the Day.

Un’immagine che immortala la Luna purpurea imprigionata nella rete di un trabocco della Costa dei Trabocchi, simbolo perfetto di un incontro poetico tra scienza, natura e tradizione.

Bellelli ha descritto la fotografia come «una sorta di alchimia sensitiva», capace di creare un contatto profondo tra fotografo e soggetto, fino a trasmettere emozioni tangibili. Il suo intervento ha lasciato trasparire la fatica e la dedizione necessarie per attendere l’attimo perfetto: un inno alla pazienza creativa e alla capacità di trasformare l’attesa in poesia visiva.

Tra premi, stelle e riconoscimenti

Quando le parole sembravano ormai sospese nell’aria, sono arrivate le opere, le targhe, le statuette della Bagnante, le pregiate pirografie di Alberto Conte, un’opera di Antonello Giancaterino: omaggi concreti a chi ha donato idee e bellezza.

Poi, sotto il cielo di Vasto, nei Giardini d’Avalos, telescopi puntati verso l’infinito: pagine tremolanti di luce, stelle che tremano appena, il bagliore distante delle galassie. Il respiro del pubblico si è fatto più lento, rispettoso, assorto. È lì che la scienza ha incontrato la meraviglia, e l’arte ha incontrato la notte.

Un ricordo che arde

Quando abbiamo lasciato Palazzo d’Avalos, probabilmente portavamo con noi qualcosa che non ha forma: un desiderio, un fremito, una promessa. Quel che resta di un pomeriggio come questo non è solo la conoscenza acquisita, ma la sensazione che il cielo non sia un limite: è un invito.

In un mondo che corre veloce, dove spesso la bellezza si perde tra le pieghe dell’utile, ACM Vasto ha costruito un’oasi: un momento in cui il sapere, la contemplazione, la tradizione e il futuro si sono dati la mano. Un pomeriggio tra cultura e stelle che resterà scolpito nei ricordi come una costellazione privata.

Un appuntamento da ricordare

L’evento ha confermato ancora una volta il ruolo dell’ACM Vasto come punto di riferimento prezioso, discreto e scevro da protagonismi, per la divulgazione culturale e scientifica nel territorio.

Un pomeriggio che ha saputo intrecciare rigore scientifico, passione umanistica e bellezza naturale, lasciando a tutti i partecipanti il ricordo di un incontro in cui cultura e stelle si sono illuminate a vicenda.

foto di Carlo Ciancio








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