PRIMA PARTE
Conclusi i festeggiamenti del 50°, riceviamo e pubblichiamo una nota di Fernando D’Annunzio in cui viene ricordato il contesto in cui è nato il sodalizio più longevo della città
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| Una delle prime foto del Coro (1973/'74) |
di FERNANDO D'ANNUNZIO
Il Coro Polifonico Histonium ha celebrato i suoi 50 anni di attività ininterrotta. Vorrei ricordare la sua genesi perché posso partire dal suo “concepimento”. Io c’ero…
DON STELLERINO. Per essere il più completo e preciso possibile devo ricollegarmi al 1970. Già da qualche anno frequentavo la Parrocchia di “San Pietro in S. Antonio”, avendo
seguito don Stellerino D’Anniballe che prima di essere chiamato a sostituire don Romeo Rucci, fu parroco della provvisoria parrocchia con sede nella chiesetta di Santa Lucia, dove abitavo ed ero molto partecipe alle attività che si svolgevano in quella comunità.
Nella Parrocchia di San Pietro in S. Antonio partecipavo a varie iniziative e attività, tra cui l’organizzazione di campeggi e la redazione e stampa, allora col “ciclostile”, del giornalino
parrocchiale, “Camminiamo Insieme”, che, con buona diffusione, trattava varie rubriche.
IL GRUPPO GIOVANILE DI SAN PIETRO. Nel 1970 creammo un Gruppo Parrocchiale Giovanileal quale assegnammo un nome, o meglio, una sigla, “G.P.G. A7019” (Gruppo Parrocchiale Giovanile formato da Amici e nato nel 1970, che si riuniva alle ore19). Il Gruppo era formato da ragazzi e ragazze di età dai 15 ai 19 anni circa, io ero un “fuori quota”, avevo 23 anni;esso nasce con l’intento di animare le liturgie, promuovere opere caritatevoli e collaborare con il parroco alle varie iniziative, comprese quelle ricreative e culturali: gite, campeggi, rappresentazioni, ecc. Per nostro diletto, organizzavamo tra noi cenette e festicciole. In seno al gruppo, regnava una forte amicizia e vi nacquero anche simpatie e legami da cui sono nati più di un matrimonio.
IL CORO PARROCCHIALE. Il sabato si provavano i canti per l’animazione della Messa domenicale, ci dava una mano l’allora giovane sacerdote, don Michelino Fiore che cominciò ad avviarci alla polifonia. Erano gli anni in cui le chitarre irruppero nelle chiese, gli stessi anni dei bravi cantautori e delle belle canzoni che ancora oggi resistono al tempo. Le prove si svolgevano in un locale sopra la chiesetta della Madonna delle Grazie, e ai canti liturgici seguivano spesso canti folkloristici e popolari e canzoni di musica leggera, compresi gli ultimissimi successi. Alla chitarra avevamo l’amico Nicola Marchesani, e poi MarziaSantovito che stava imparando a strimpellare, e il fratello di Marzia, Michele, che cominciò ad introdurre il flauto traverso… intanto si cresceva in numero e qualità. Provo ad elencare i nomi dei componenti del gruppo, almeno di quello canoro: Marzia Santovito, Antonietta Valentini, Grazia Malatesta, Piera Di Pietro, Memena Fabrizio, Amalia Fabrizio, Grazia Salvatorelli, Elia Rotellini, Mirella D’Aurizio, Miriam Melle, Teresa Fiore, Lucia Roselli, Rosetta Bevilacqua, Chiara Ronzitti, Maria Melis, Mirella Della Penna, il sottoscritto Fernando D’Annunzio, Enzo D’Adamo, Lino Scopa, Nicola De Crecchio, Michele Santovito, Nicolino Marchesani, Mauro Sabbatinellie sicuramente qualcun altro che non ricordo e me ne scuso.
LA PARTENZA PER TORINO. A marzo 1971 fui assunto in Fiat e partii per Torino. Non dimenticherò mai il momento in cui, salito sul treno, mi affacciai al finestrino e tutto li Gruppo che mi aveva accompagnato in stazione intonò “Che sarà”, successo di Sanremo proprio in quell’anno. La dimostrazione di affetto, la commozione e l’eco di quella musica e di quelle parole così appropriate mi accompagnarono per tutto il viaggio e rivivo quel momento ogni volta che risento quella canzone. Durante i 13 mesi trascorsi a Torino, rientravo a Vasto ogni 15 giorni, il sabato provavo i canti per la domenica, e la domenica sera ripartivo.
Mi direte: “cosa c’entra tutto questo con la nascita del Coro Polifonico Histonium”?...
C’entra e come!...
IL RIENTRO: LA NASCITA DELL’ARAGONA PRIVATE CLUB. Dopo la parentesi torinese, nell’aprile 1972 tornai a Vasto per prendere servizio presso il nuovo stabilimento Magneti Marelli che stava iniziando a produrre nella zona industriale di San Salvo. Insieme a me arrivarono in zona diversi dipendenti della nuova realtà industriale, provenienti da regioni del nord e da varie zone del nostro circondario. Provvisoriamente questi nuovi “immigrati” presero alloggio presso affittacamere o famiglie del posto e alcuni alloggiarono presso la “Domus Pacis”, nel complesso parrocchiale di San Giuseppe. Per venire incontro alle esigenze di aggregazione di questi dipendenti un po’ ”spaesati”, ad un gruppo di colleghi di cui facevo parte, venne l’idea di fondare un Club e, dopo aver sondato la situazione, decidemmo di prendere in affitto il “Castello Aragona”, in quegli anni inutilizzato. Fondammo quello che poteva considerarsi un dopolavoro, dandoci un regolare statuto e lo chiamammo “Aragona Private Club”; votammo un direttivo nel quale entrai anch’io come consigliere addetto alle attività culturali e ricreative. Cominciammo a contare un buon numero di soci, dipendenti e non della Magneti Marelli, avevamo un bar all’interno con un gestore ed ogni sera ci si intratteneva con varie attività. Di tanto in tanto si organizzavano gite, feste e serate a tema, dove di solito si esibivano anche solisti e musicisti dilettanti e qualche complessino improvvisato.
IL FELICE INCONTRO. Fu in occasione di una di quelle serate, se non ricordo male, nel settembre 1973, che invitai al Club gli amici del coro parrocchiale di cui continuavo a far parte. Presentai gli ospiti ai numerosi soci presenti, e ci esibimmo in alcuni canti di vario genere, dando sfoggio della nostra bravura. Fu gran successo!... Sull’onda di questo avvenimento, qualche giorno dopo, in occasione della riunione del Direttivo del Club, scaturì l’idea di costituire, in seno allo stesso Club, un coro. Da responsabile delle attività culturali e ricreative fui incaricato di concretizzare l’idea. Un primo nucleo c’era ed era costituito appunto da un buon numero dei componenti il Coro Parrocchiale di San Pietro (i nomi sono elencati sopra ndr), ai quali si aggiunsero altri amici (personalmente non me la sento di elencare tutti i nomi poiché farei un torto a molti), sicuramente c’erano: Annamaria D’Adamo, Nicola D’Adamo, Tonino Marchesani, Mario Rosa, Tonino D’Alessandro… Tra i soci del Club ce n’erano alcuni, come Carlo Padoan, Mario Prisciandaro, Paolo Regis, e chiedo scusa se non ricordo altri, che avevano già avuto esperienze corali. Altri poi hanno chiesto di aderire all’iniziativa. Grazie a questo gruppo iniziale il Coro prese il via.
NASCE IL CORO ARAGONA. Scegliemmo di coltivare la polifonia, dividendoci nelle voci principali: Soprani, Contralti, Tenori e Bassi. Per individuare poi in quali settori collocare gli ultimi aggregati, incaricammo la giovanissima figlia di un socio del Club, Fiorella Rosa, studente di pianoforte, che provò l’estensione vocale di ognuno.
Scegliemmo il nome, “Coro dell’Aragona Private Club”. La materia prima c’era ma non avevamo il maestro. Alcuni soci del Club che alloggiavano alla “Domus Pacis”, chiesero a Don Giovanni Pellicciotti di darci una mano. Il parroco della Cattedrale si rese disponibile ma solo in modo provvisorio, chiedendoci nel frattempo di trovare un maestro stabile, poiché con i suoi molteplici impegni non avrebbe potuto assumersi l’incarico. Iniziammo così ad intraprendere questo cammino che per alcuni costituiva il primo approccio con il canto corale polifonico. Ci demmo un primo traguardo, la preparazione di alcuni canti sacri natalizi da eseguire durante le festività tra il 1973 e il 1974. L’impegno fu mantenuto e il 4 gennaio 1974, il nuovissimo coro esordì con 4 brani, durante un concerto d’organo tenutosi nella concattedrale di San Giuseppe. Il consenso di pubblico e i lusinghieri applausi furono l’incoraggiamento a continuare. A fine concerto, alcuni presenti tra il pubblico si sono presentati manifestando il desiderio di far parte del Coro (uno lo ricordo benissimo, Nino D’Annunzio).
L’ARRIVO DEL M° EMIDIO CIONCI. Intanto don Giovanni ribadì la sua decisione di rinunciare a seguirci ulteriormente; fu lui stesso a fare il nome del M° Emidio Cionci, insegnante di musica e suo collega presso la Scuola Media Paolucci. Incontrammo Cionci, gli chiedemmo se aveva piacere di dirigerci e lui accettò. Per qualche tempo facemmo le prove presso il Club Aragona. Ma nel giro di pochi mesi il Club entrò in crisi. Cominciò ad essere meno frequentato per via dell’aumento del canone di affitto che fece lievitare e non di poco la quota associativa; inoltre alcuni soci si dimisero perché nel frattempo si erano stabiliti in pianta stabile, con famiglia, chi a Vasto e chi a San Salvo e cominciò in loro a scemare l’interesse a frequentare il Club. Piano piano rimanemmo in pochi a doverci sobbarcare le spese per tenere in vita il sodalizio. In una riunione del Direttivo mi fu fatta la proposta, allo scopo di racimolare altre quote associative, di far tesserare tutti i componenti del coro; a tale proposta mi opposi, prima di tutto perché la maggior parte dei coristi erano studenti e venivano in quella sede solo per le prove e non sarebbe stato giusto tassarli, e poi perché sentivo già odore di chiusura. Una volta riferita quella situazione in seno al coro, decidemmo di lasciare l’Aragona Private Club, trovando la salvezza nella generosità del maestro Cionci che per le prove si offri di ospitarci in casa sua. Di lì ad alcuni mesi il Club dell’Aragona, come avevo previsto, si sciolse definitivamente.
CORO POLIFONICO HISTONIUM. Fu il M° Cionci a suggerire il nuovo nome soprattutto perché gli piaceva sottolineare la caratteristica di coro “polifonico”. Sotto la sua direzione Cionci e grazie ad alcune sue elaborazioni di canti popolari e folkloristici a cappella (forse nessun maestro e nessun coro aveva osato farlo prima), facemmo un bel salto di qualità, provando sempre più soddisfazione nel coltivare questa nuova passione. Grazie alla sua ampia disponibilità per lungo tempo fummo a lui ospitati per le prove, in attesa di una eventuale nuova sede. Il 26 febbraio 1976 il Coro si diede un regolare statuto assumendo ufficialmente il nome di “Coro Polifonico Histonium”, facendo un ulteriore e decisivo passo verso il futuro che lo attendeva.
Questa è la “genesi” del C.P.H., la parte meno documentata e meno conosciuta specialmente dai giovani che via via si sono aggregati. Lascio ad altri la continuazione della storia che da questo punto è tutta sui documenti man mano raccolti e archiviati. Senza alcuna premeditazione e senza immaginare cosa sarebbe nato e per quanto tempo sarebbe durato, mi attribuisco il semplice atto di aver gettato un seme o di aver fatto scoccare una scintilla.
Ma non basta gettare un seme o accendere un fuoco, poi occorre coltivare giorno per giorno le “piantine” e alimentare il fuoco per evitare che esso si spenga. Il merito della lunga vita di questo sodalizio è da attribuire a tutti coloro che durante questi anni hanno avuto la costanza, la pazienza, la competenza, lo spirito di sacrificio, la volontà e tutto quello che serve a coltivare e portare avanti l’impegnativo lavoro che fa durare e crescere questo bellissimo “strumento” che è il Coro Polifonico Histonium “Bernardino Lupacchino dal Vasto”. Questo merito va attribuito a tutti: Direttori, Direttivi, Presidenti, Collaboratori e, senza nessuno escludere, a tutti i coristi che in tutti questi anni, con dedizione, studio, sacrificio e bravura, hanno contribuito fortemente a raggiungere i bei traguardi, vanto di questo bel sodalizio.
Fernando D’Annunzio
ALTRO POST
LA NASCITA E IL CONSOLIDAMENTO DEL CORO HISTONIUM 1973-1976 ecco il link https://noivastesi.blogspot.com/2024/01/la-nascita-e-il-consolidamento-del-coro.html

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