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| Un esempio: "Piazza di Vasto" (1853) di Nicola Palizzi, donato al Museo di Vasto ma irreperibile |
Al British Museum hanno rubato 2.000 oggetti. Com’è la situazione a Vasto?
Nelle settimane scorse il British Museum di Londra ha lanciato una pagina web per recuperare circa 2mila oggetti antichi sottratti dalla sua enorme collezione negli ultimi anni.
La notizia ha fatto il giro del mondo, ma in realtà non è una grande novità. Da sempre nei musei scompaiono oggetti per furti da parte di visitatori, dipendenti, collaboratori o ladri. Poi in Italia in molti musei piccoli non si ha l’abitudine di fare periodicamente l’inventario per verificare se tutte le opere e i reperti presi in carico dal museo esistono e sono o in esposizione oppure a magazzino.
Qual è la situazione nella nostra città?
Nulla sappiamo degli anni recenti, ma in passato qualche
problema c’è stato.
“Tutto il materiale nel
giugno del 1974 è stato trasportato nei nuovi locali a Palazzo D'Avalos dove la
maggior parte dei reperti romani è stata sistemata ad opera della
soprintendenza di Chieti. Nel 1972
furono rubati cinque pezzi di gioielli romani in oro. Grave perdita di cui
la cittadinanza ebbe notizia nel settembre del ‘74 e soltanto qualche tempo
dopo tale data si ebbe cura di denunziare l'evento”(pag.89).
Nella nota 70 l’autore elenca
altri oggetti spariti di cui esistevano foto pubblicate sul precedente volume
del padre “Histonium e il Vasto attraverso i secoli” del 1929.
Proviamo a fare un elenco
omettendo per motivi di sintesi tutti i dettagli citati nel volume:
·
busto
in marmo di Francesco Romani già nel cimitero napoletano;
·
Busto in gesso di Re Umberto I;
·
lettera autografa sottovetro e cornice di Giuseppe
Garibaldi al conte Ricci;
·
Reliquiario di argento e metallo argentato terminante
in tempietto pubblico portato nel 1926 dal convento di Sant’Onofrio;
·
corniole n. 31 e cornice in stile barocco alta 4 m;
·
tutti i disegni a lapis, a penna ed acquerello di GB
de Litiis;
·
circa 3.000 monete di epoche diverse di cui si
conservano le bacheche vuote;
·
Bandiera in seta del Battaglione vastese della Guardia
Nazionale;
·
calchi regalati da re Vittorio Emanuele III relativi a
due quattrini di Teramo.
“E’ augurabile - concludeva
Vittorio d’Anelli - che sia pure in ritardo si facciano accertamenti
provvedendo eventualmente alla denuncia in opportuna sede della scomparsa degli
oggetti sopra elencati”.
Negli ultimi anni
l’attenzione della città si è fissata su un bellissimo quadro di Nicola Palizzi dal titolo “Piazza di Vasto” irreperibile da
anni. L’opera scomparsa, molto cara ai vastesi – di cui esiste solo una
foto in bianco e nero (colorata su pc da Filippo Marino) - mostra la fontana e
la cattedrale a metà ‘800. Dell’opera
nessuna traccia ma esistono documenti parlano della sua donazione al Comune di
Vasto da parte del barone Castelli di Carunchio
nel 1957. Da anni si dice che nei depositi di Palazzo d’Avalos non si
trova. ma un double check può essere fatto. Non si sa mai. Bel colpo di fortuna
se spunta fuori.
Nicola D’Adamo

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