giovedì 27 gennaio 2022

GIORNO DELLA MEMORIA 2022: CORONA AL CIPPO DELL'EX CAMPO DI INTERNAMENTO DI VASTO MARINA

LA VICE SINDACO AVV. LICIA FIORAVANTE
COMUNICATO STAMPA

DEPOSTA CORONA D'ALLORO AL CIPPO DI ISTONIO MARINA PER CELEBRARE LA GIORNATA DELLA MEMORIA

In occasione del Giorno della Memoria per commemorare le vittime dell'Olocausto questa mattina il Vicesindaco di Vasto, Licia Fioravante ha deposto insieme a Domenico Cavacini presidente della sezione Anpi Vasto una corona d'alloro, in Viale Dalmazia, presso il cippo dell’ex campo di internamento di Istonio Marina.

A SEGUIRE UNA RIFLESSIONE DELLA PROF. IZZI BENEDETI PRESIDENTE DELLA SOCIETA' VASTESE DI STORIA PATRIA

Alla cerimonia erano presenti il Presidente del Consiglio comunale, Marco Marchesani, gli assessori Paola Cianci, Nicola Della Gatta, Carlo Della Penna e i consiglieri Giorgio Bellafronte, Giuseppe Forte, Luigi Marcello e Maria Molino, diversi rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche e d’arma.

“Una data che rievoca, come ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - ha detto nel suo intervento il Vicesindaco Licia Fioravante - un orrore indicibile dello sbocco inesorabile di una ideologia folle e criminale e di un sistema di governo a questo ispirato, con l’obiettivo unico della distruzione, distruzione del diverso. Per evitare quanto accaduto non sia invano - ha concluso Fioravante - è compito di questa società accogliere, integrare e amorevolmente convivere con il diverso. L’uomo nella sua vita ha bisogno dello sguardo altrui. Il diverso è necessario alla completezza dell’umanità stessa. La nostra identità procede di pari passo con quella della diversità.”.

“L’indifferenza è più grave della violenza” è uno dei tanti messaggi che Liliana Segre, senatrice a vita e nostra concittadina, - ha dichiarato l’assessore con delega alla cultura, Nicola Della Gatta - rivolge, ormai da decenni, in particolare ai più giovani. Lei si dice preoccupata del rinvigorirsi di forme di odio razziale, di fascismi e di una cultura del qualunquismo, per la quale i valori condivisi, la memoria di altri esseri umani passati su questa terra prima di noi, diventano intralci sulla strada del successo e del futuro. Nulla di più sbagliato: l’unica strada per costruire la speranza di un avvenire possibile è non smettere, mai, di sentirci parte dell’unica grande famiglia umana, consapevole della propria storia, delle proprie conquiste e delle proprie cadute, ma soprattutto vigile nel non ripiombare in quell’oscurità che peserà per sempre come un macigno… e perché non si dica “di nuovo”. Ciò che vogliamo fare, oggi e sempre, è ricordare per non dire “di nuovo”.

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 UNA RIFLESSIONE DELLA PROF. IZZI BENEDETTI PRESIDENTE DELLA SOCIETA' VASTESE DI STORIA PATRIA
Il Giorno della memoria vede i soci della Società Vastese di Storia Patria sensibili al tema. Volontà di non dimenticare come le inutili crudeltà, l’odio razziale, la tentazione di degradare i nostri simili, siano sempre acquattati all’interno di questa nostra umanità dove il dottor Jekyll e mister Hydn si agitano, e la banalità del male per dirla con Hannah Arendt è un dato di fatto, risorgente non appena l’essere umano si trova a far fronte a emergenze, assunzioni di responsabilità, alla richiesta del superamento di schieramenti egoistici. Tra i più incisivi versi che inducono a riflettere, quelli straordinari di Bertolt Brecht scritti a conclusione dell’opera teatrale La resistibile ascesa di Arturo Ui:

“E voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava, una volta, per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto: il grembo da cui nacque è ancora fecondo”.

Molto commoventi i versi di Salvatore Quasimodo

Alle fronde dei salici

(dalla raccolta Giorno dopo giorno)

E come potevamo noi cantare/ con il piede straniero sopra il cuore,/fra i morti abbandonati nelle piazze/sull’erba dura di ghiaccio, al lamento/d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero/della madre che andava incontro al figlio/crocifisso sul palo del telegrafo?/Alle fronde dei salici, per voto,/anche le nostre cetre erano appese,/ oscillavano lievi al triste vento.


Qui di seguito il contributo dei soci che hanno voluto esprimere attraverso il personale pensiero o quello di intellettuali, scrittori, poeti, la propria adesione.



1 commento:

Maria Antonietta Longo ha detto...


-"Sopravvissuto nel lager,ma ho sempre in mente quell'orrore e i bambini" cosi si esprimeva mio zio Ottorino Longo, ,autore di questa poesia di cui mi accingo a pubblicarne uno stralcio .

I bambini dei lager
......Volevamo rimanere nel mondo,
da voi difesi nell'amore e anche nel dolore.
Strappati, invece, alle aiuole liete
dei nostri giochi, odorosi ancora
del nostro infantile sudore,gelidi
turbinammo nella procella
dell'odio inumano,
cui opporre non valse
l'atterrita dolcezza delle nostre pupille;
né ci protesse il doloroso ansito di quanti,
a noi cari, ci erano nel martirio accanto;
rosso per noi si apri a divorarci il fuoco
e fummo di ossa calcinate un mucchio.
Di noi, per voi, sperammo memoria e storia;
non più guerre sangue sterminio duolo,
perchè morimmo se vi uccidete e ci uccidete ancora?
Ottorino Longo

Ottorino Longo, magistrato fratello di mio padre Florio Longo ,il quale fu anni or sono Presidente del Tribunale di Vasto, fu deportato nel Campo di Concentramento di Withzendorf per essersi rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò

Postato da Maria AntoniettaLongo per la "SoCietà vastese di Storia Patria"