| Vasto ai tempi di Patricello |
Un vastese gabbamondo “Patricello”
di Remo Petrocelli
La storia vastese è ricca di personaggi famosi, che grazie alle loro abilità intellettuali hanno raggiunto grande notorietà. Tra i tanti, citiamo Rossetti, Mattioli e Palizzi.
Non da meno si sono fatti largo e carriera altri personaggi, che hanno impiegato le loro abilità intellettuali non proprio in modo lecito, come nel caso che qui vogliamo raccontare. Vale a dire persone che vantando doti personali, approfittavano dello stato di necessità altrui offrendo la soluzione ai loro problemi. E trovavano anche terreno fertile grazie alla credulità popolare e alla scarsa istruzione!
Una doverosa premessa questa per raccontare la storia di un certo Zio Paolo detto Patricello - forse sconosciuto ai più - che, da metà ‘800 al 1926, esercitava con grande successo “l’arte del fattucchiere” a Vasto.Egli dimorava in contrada San Nicola, dove schiere di clienti si affollavano da Vasto e dai paesi limitrofi per aver risolti i loro problemi.
Le cose andavano molto bene finché un giorno un maresciallo dei Carabinieri, raccogliendo le confidenze di un suo sottoposto, sofferente sia per pene d’amore che per essere stato derubato di 100 lire per una pozione magica dimostratasi inefficace, decide di svolgere indagini.
Si scopre così con molta fatica, causa clienti timorosi di ritorsioni magiche, che l’attività era molto fiorente, che il mago somministrava polverine nere da spargere sui vestiti di poveri malcapitati, al fine di volgere il fato a favore dei suoi clienti.
Il maresciallo fece analizzare la polvere magica e scoprì trattarsi di semplice zolfo, innescando una serie di denunce. Il Patricello, ricco, di carattere combattivo e arrogante, rispondeva in tutti i tribunali.
Finché purtroppo in tarda età, mezzo sordo, di ritorno col treno da una causa in un paese vicino, fu cattivo indovino di se stesso, venne investito dal treno.
Ampi dettagli della sua storia sui tre articoli che pubblichiamo tratti da “Il Vastese d’Oltre Oceano” e da “La Tribuna”.
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