domenica 27 settembre 2015

“C’è Dio nel cervello umano?” Lo ha spiegato il prof Brunetti nell’incontro a Fraine

Grande interesse e partecipazione emotiva sono i sentimenti suscitati dalla conferenza che il professor Guido Brunetti ha tenuto a Fraine nella splendida cornice del millenario Santuario di Santa Maria ‘Mater Domini’ sul tema ‘Un centro divino nel cervello umano’.
Dopo una bella presentazione del parroco, don Stephen Sangeethan, ha preso la parola Brunetti, il quale ha condotto un’appassionante disamina sulle basi neurobiologiche delle credenze in Dio, spiritualità, religione, sacro e dimensione del trascendente. E’ stato un intervento di ampio respiro culturale, ricco di suggestioni filosofiche, teologiche e neuro scientifiche su un argomento assolutamente inedito e affascinante, anche se di enorme complessità e difficoltà. Un tema per specialisti e scienziati appartenente alla cosiddetta letteratura scientifica ‘alta’, ancora circoscritta ai laboratori e lontana dalle aule universitarie.

Un evento dunque eccezionale. Portare un tale campo di ricerca tra la gente comune a taluni può sembrare un atto temerario, comunque coraggioso. Se dovessimo giudicare l’iniziativa dall’interesse generato nel pubblico, ebbene dovremmo dire che Brunetti ha centrato l’obiettivo. I presenti hanno seguito l’intervento dell’illustre professionista in religioso silenzio e con notevole coinvolgimento emozionale. Si è confermato un avvenimento di grande valore sociale e culturale. In realtà, a Guido Brunetti viene riconosciuto il grande dono di una scrittura e di una comunicazione chiara e attraente. “Il merito di Brunetti - ha scritto il neuro scienziato Vizioli- è quello si saper fare cultura e scienza, adottando non uno stile involuto e paleobaronale di tanti colleghi universitari, ma un linguaggio intelligibile, avvincente e sempre accessibile anche ai non specialisti”. “Se la comprensione- è il suo pensiero- non è possibile, è possibile la conoscenza. Che è uno dei più grandi valori dell’umanità, che ha creato l’ homo sapiens, ma purtroppo anche l’Homo maleficus e i nuovi cafoni dell’era digitale.Tutti dunque hanno diritto alla cultura per il predominio del neocervello (il bene) sul cervello del rettile (il male)”.

“ La conoscenza e la comprensione del cervello- ha dichiarato Brunetti- sono la più straordinaria e avvincente sfida per i neuro scienziati del XXI secolo. Le neuroscienze stanno attraversando una fase di rapida evoluzione destinata a modificare non solo i metodi di diagnosi e cura in medicina e psichiatria, ma le nostre millenarie concezioni, a partire dai sistemi filosofici e pedagogici.

“Nell’ambito di questo fecondo campo d’indagine- ha spiegato l’autore- sono stati compiuti notevoli progressi nella ricerca delle basi neurobiologiche del divino, del concetto di Dio, della spiritualità e della dimensione del sacro e del trascendente. Esperimenti condotti con i fantastici metodi di brain imaging hanno mostrato che l’idea di Dio si fonda sull’attività del cervello ed ha una dimensione universale. Ulteriori ricerche hanno indicato che la meditazione, le preghiere e le esperienze religiose attivano e modificano sistemi neurali e alcune aree cerebrali. Autorevoli neuro scienziati hanno così creduto di individuare un ‘Centro divino’, un ‘Centro di Dio’ nel cervello umano.

“Le modificazioni neurobiologiche indotte dalle esperienze religiose - ha rilevato Brunetti - sono molteplici e riguardano in particolare l’acquisizione di uno stato di benessere fisico e mentale, un senso di calma interiore, di armonia e di gioia. Cambiamenti poi si verificano nel battito cardiaco, nella respirazione e nella pressione del sangue. Vengono poi alleviati stati d’ansia, depressione e stress, e prodotte sostanze cosiddette del benessere e del piacere”.

Avviandosi al termine del suo discorso, il professor Brunetti ha sottolineato l’importanza della spiritualità e delle esperienze religiose nell’evoluzione della specie umana per “riempire di senso la nostra vita e per ridurre l’angoscia determinata dalle malattie e dalla consapevolezza della propria morte”.

Guido Brunetti, origini abruzzesi, vive a Roma. Ha tenuto lezioni nelle Università di Roma, Lecce e Salerno. Scrittore di fama, è stato definito un “umanista-scienziato” e “uno dei pochi autori capace di scrivere un libro sul cervello, la mente e la coscienza”. Lunedì 5 ottobre 2015 uscirà il suo nuovo libro “Le ali dell’anima” pubblicato dalle Edizioni Neuroscienze,net. Il volume illustra gli ultimi traguardi delle ricerche sul cervello, la mente e la coscienza. Di recente, gli straordinari progressi delle neuroscienze ci hanno fornito una enorme quantità di preziose informazioni.

Giuseppe Catania







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