di GIUSEPPE CATANIA
La chiesetta dell'Annunziata (nel gergo vastese Annunziatella) di Porta Nuova di Vasto ha una antichissima origine. Se ne ha notizia sin dal 400 dopo Cristo, ma riferimenti più precisi si hanno dai primi anni del 1500, quando esisteva, in quel luogo, un ospedale che, insieme alla chiesetta, venne donato dall'Università del Vasto ai padri domenicani.
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| Tela raffigurante l'Annunziata (autore ignoto del 1600), di grande valore |
Costoro erano attivi in città, come risulta dal "Libro della Venerabile Confraternita della SS. Annunziata", a cominciare dal 1566 (Atto autenticato dal Notar Giovan Battista Sorge). Vi è inserita una memoria sulla contrada e chiesa dell'Annunziata (in Luigi Marchesani, Storia di Vasto LIV). Essi provvidero a ristrutturare la chiesa dotandola di un chiostro ove era anche un altare di patronato d'Avalos. L'ospedale era retto dalle rendite ricavate dalla Congrega, come risulta da un documento redatto dal Notaio Colonna del 22 gennaio 1795.
Fu nel 1520 che Rodrigo d'Avalos ed il popolo vastese convinsero il padre domenicano Giovan Battista da Chieti a trasferirsi a Vasto, donandogli la chiesa e l'ospedale, le suppellettili e tutti i beni posseduti dalla chiesa dell'Annunziata. Tale
donazione venne confermata con uno strumento del 22 ottobre 1523, firmato da Alfonso d'Avalos, con altre rendite per la realizzazione del cenobio. Qui il padre domenicano trasformò l'ospedale in chiostro munito di sei celle, facendo cavare un pozzo davanti la porta della chiesa. Così il padre Giovan Battista, quattro sacerdoti e sei novizi vi presero dimora.
donazione venne confermata con uno strumento del 22 ottobre 1523, firmato da Alfonso d'Avalos, con altre rendite per la realizzazione del cenobio. Qui il padre domenicano trasformò l'ospedale in chiostro munito di sei celle, facendo cavare un pozzo davanti la porta della chiesa. Così il padre Giovan Battista, quattro sacerdoti e sei novizi vi presero dimora.
La primitiva estensione della chiesa era delimitata dalle due strade parallele,via Anelli e Via San Francesco d'Assisi, ma venne più volte ristrutturata e modificata a spesa della Confraternita e venne ufficialmente consacrata al culto il 6 agosto 1543. Era dotata di una cella campanaria con due bronzi. La chiesa venne ripetutamente ristrutturata e la Confraternita provvide a costruire la tribuna, come risulta da una lapide custodita nella chiesa di San Pietro: AGP. Templum hoc SSmae Annuntiatae dicatum sumptimus eiiusdem Archiconfraternitatis erectum e Turcarum incendio anno 1566 refectum, et post Ordinis Praedicatorum extinctionem ab aedem Archiconfratemitate vindicatum. 1809.
La chiesa, dalla cui torretta erano state collocate tre campane, venne consacrata il 16 agosto 1543, con la denominazione "Annunziata Grande" per distinguerla dalla Cappella dell'Annunziata piccola (poi S. Gaetano) sita in via Santa Maria Maggiore. Come testimoniato da uno strumento del Notaio Robio del 31 marzo 1551, nella chiesa venivano sepolti i defunti.
La chiesa venne devastata dall'incursione dei pirati turchi nel 1566 e depredata dalle campane dei vari oggetti preziosi, tra cui una grande croce. Vennero bruciati l'archivio e l'organo. La Confraternita, a sue spese, riparò la chiesa, fornì le campane (ndr, una venne fatta fondere nel 1786 dai padri domenicani, come ricorda Luigi Marchesani - Storia di Vasto pag. 260) per indicare i quarti nell'orologio pubblico.
Nel 1576 il Marchese D'Avalos, che era Priore della Confraternita dell'Annunziata, fece eliminare alcuni altari e quello già dedicato alla Madonna del Carmine,venne intitolato a San Tommaso, mentre ne venne costruito uno nuovo dedicato a Gesù. Cristo, e provvide a far costruire una nuova chiesa di modeste proporzioni nel 1588. Lo ricorda una lapide posta nell'arcata della Chiesa: SACERDOTIS NUNCIATAE VIRGINIS SACRATISSIMAE S.ELEMOSINES ET ET IMPENSIS A.FRANCISCI DE MARINIS VENETI DICTAE SOCIETATIS PRIORIS ANGELI ANTONIJ AMITELLI,FRANCISCI GYPTII HISTONIENSIUM COADJHITORUM INDUSTRIA ERECTUM ET DICATUM ANNO MDLXXXVIII
Nel 1577 i padri domenicani tenevano ancora la scuola e la predicazione e la Congrega provvide a ricostruire la nuova chiesa.. Nel 1610 nel convento si svolsero importanti seminari e convegni ecclesiastici con dediche rivolte all'Università del Vasto e al Marchese d'Avalos, sino a quando, nel 1618, era provinciale dell'ordine domenicano Padre Angelo Varallo di Vasto.
Nel 1755 la chiesetta dell'Annunziata era con un unico altare, dotato del quadro dell'Annunziata, delle statue della Vergine e dell'Arcangelo, di un piegalo organo e due campane. A seguito delle legge 7 agosto 1809 il convento venne soppresso e Giuseppantonio Rulli acquistò il chiostro e il contiguo giardino recintato, trasformando poi il complesso in casa di abitazione, quando già il Collegio della Madre di Dio di Napoli aveva proceduto a cedere la proprietà della chiesa al Decurionato dell'Università del Vasto.
In precedenza dopo alterne vicende, quando nel 1757 la Congrega si sciolse, la Cappella, così ridotta, del1'Annunziata era lunga palmi 47 e larga 23, come risulta dagli Stati delle Chiese,Cappelle e Oratori di V. formati dal Canonico Florinto de' Baroni Muzii a' 6 mag.1839 per richiesta dell'Università di Chieti.
Ha un unico altare e comprende le statue della Vergine e dell'Angelo. La tela dell'Annunziata di autore ignoto del 1600, di inestimabile valore artistico di arredo sacro. E’ stato restaurato nel 2002 con un finanziamento della Fondazione della Cessa di Risparmio della Provincia di Chieti (con la spesa di 10 milioni delle vecchie lire) da Luigi Moretto e Lorena Pezzotta di Molinella (BO) sotto la direzione della Soprintendenza Regionale dei Beni Artistici La tela è stata benedetta con una cerimonia svoltasi nella chiesa di San Pietro in S.Antonio, durante una celebrazione Eucaristica officiata dall'allora cappellano della chiesa dell'Annunziata Don Michele Ronzitti, il 13 aprile 2002.
La chiesa si è arricchita di altre pregiate opere d'arte, tra cui il dipinto "San Giuseppe Lavoratore" dell'artista vastese Cesare Giuliani, durante una cerimonia nella Parrocchia di San Pietro in S.Antonio, presieduta dall'Arcivescovo metropolita dell'Aquila, Mons.Giuseppe Molinari, mentre il critico d'arte Prof. Floriano De Santi ha illustrato l'opera.
GIUSEPPE CATANIA
Nelle foto la Statua dell’Anziata , dell'Angelo Gabriele (scuola veneziana XVIII sec.). Il Dipinto di San Giuseppe Lavoratore (del pittore Cesare Giuliani).




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