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| 1958 |
Anche a Vasto, come in molte altre città del mondo cristiano, la solennità del Corpus Domini si celebra con grande espressione di fede e devozione. E’ una delle più popolari "feste" religiose, con la solenne processione che si snoda lungo le strade delle città.
L'usanza di portare, in forma visibile, nell'ostensorio, sotto il baldacchino, l'Ostia consacrata, ha una antica data - risale infatti al secolo XIV – ed lunga tradizione di grande partecipazione popolare, culminante con il rito della benedizione del Santissimo Sacramento.
Ma la celebrazione del Corpus Domini affiorò nel secolo XII, giacché si voleva consacrare una festa speciale, dedicata all'Eucaristia. E questo perchè, la messa in Coena Domini del giovedì Santo, comprendendo la consacrazione degli Olii Santi, e il fatto che
i fedeli erano ancora intenti a meditare sulla Passione e Morte del Redentore, ponevano scarsa attenzione al giorno della istituzione del Sacramento.
A proporre per prima, l'Ufficio del Corpus Domini fu Santa Giuliana di Cornellion (Liegi), una monaca che aveva avuto delle visioni.
Infatti, secondo la tradizione, la luna piena le appariva sempre al momento della preghiera per cui la monaca immaginava di scorgervi un simbolo liturgico, che ancora mancava, della Solennità del Sacramento. Per questo la Monaca compose anche un ufficio.
Nel 1263 Pietro da Praga, mentre stava celebrando la Messa nel Monastero di Santa Cristina a Bolsena, vide che dall'Ostia Consacrata stillava sangue in abbondanza tanto che bagnò il corporale, le tovaglie liturgiche ed il pavimento. Il corporale venne portato da Papa Urbano IV, che era a Orvieto, il quale incaricò S.Tommaso d'Aquino di comporre l'Ufficio. Ma la morte del Papa interruppe ogni iniziativa e solo nel 1311, nel Concilio di Vienna, la solennità venne estesa a tutta la chiesa latina.
A Vasto, il Corpus Domini è una solennità seguita attentamente dalla popolazione con austera partecipazione di fedele slancio. Una festa che viene celebrata in tutte le città, dell'Abruzzo in particolare.
Nel Molise, in particolare e Campobasso, si celebra con una caratteristica processione, che ha origini nel medioevo e che si chiama la "Processione dei Misteri, costituita da numerose macchine che rappresentano, appunto, i "misteri" con personaggi sospesi in intelaiature metalliche, che vengono sorretti da "portatori". Il numero dei "misteri" di Campobasso è di 12, fra cui spiccano quelli di San Michele che scaccia il maligno, S.Isidoro che fa scaturire l'acqua da una roccia, S. Antonio Abate che resiste alle tentazioni. La banda musicale accompagna ogni gruppo segnando il passo cadenzato.
A Genzano (Roma) si prepara l'infiorata per comporre i quadri con petali variopinti, per simboleggiare la trasformazione del Sangue di Cristo Salvatore dell'umanità. A Cetona (Siena) si fa la "fiorata" e a Spello si compone un tappeto di fiori. La tradizione dell’infiorata è giunta anche in alcuni paesi dell’Alto Vastese.
Nell'Abbazia di Frontevrault (Francia), in un rituale, una rosa è posta ai piedi di una lancia lungo la quale vengono fatte scivolare delle gocce di sangue che fa sbocciare un fiore. La lancia simboleggia la croce, quindi il Crocifisso, il cui sacrificio rigenera 1'umanità, mentre la rosa è la fioritura spirituale che rigenera il cosmo e gli uomini così vengono fecondati dalle divine benedizioni.
GIUSEPPE CATANIA


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