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| Mario Olivieri, consigliere regionale di Abruzzo Civico |
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
I consiglieri regionali di Abruzzo Civico, Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo, hanno presentato una risoluzione urgente al Presidente della Giunta Regionale, Luciano D’Alfonso, affinché si attivi presso il Commissario Governativo, Giuseppe De Dominicis, per sospendere e rivedere la procedura di istituzione del Parco della Costa Teatina al fine di rettificare il perimetro presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
I consiglieri regionali nella risoluzione rilevano che “la
procedura avviata, lo scorso maggio, dal commissario ad acta per la delimitazione dei confini del parco, contiene gravi ed inaccettabili discrepanze rispetto alle leggi che disciplinano la gestione da parte delle regioni e degli enti locali delle aree naturali protette (n. 394/1991 e n. 426/98 e n. 112/98). Dalla documentazione infatti emergere la mancata individuazione dei confini sulla base degli elementi conoscitivi e tecnico-scientifici necessari al corretto avvio della procedura presso i servizi tecnici nazionali, le amministrazioni dello Stato e delle Regioni (secondo le procedure di cui all’art 34 della legge quadro n. 394 del 1991) e il baypassamento della dichiarata volontà di inserimento all’interno del Parco di diverse amministrazioni comunali come Francavilla e Lanciano.
Emerge, inoltre, che la documentazione tecnica allegata, reperita presso il Settore Urbanistica e Pianificazione territoriale senza l’approvazione del Consiglio Provinciale, presenta gravi asimmetrie tra il tracciato cartografico e il reale stato dei luoghi inseriti nella perimetrazione, interamente sradicati dalle infrastrutture esistenti, dalle urbanizzazioni e dalla rete dei servizi territoriali (porti, zone industriali, ospedali, etc).
Si chiede, dunque, una tempestiva azione del Presidente D’Alfonso volta a recuperare la condivisione con la Regione Abruzzo, la Conferenza Unificata e le amministrazioni comunali interessate alla perimetrazione provvisoria del Parco della Costa Teatina, provvedendo alla rettifica del perimetro presentato e della normativa tecnica transitoria in ragione degli errori e delle lacune emerse e di quelle che si evidenzieranno in sede di approfondimento”.
testo
RISOLUZIONE URGENTE
Del
Consiglio Regionale d’Abruzzo
Arch.
Giuseppe Di Pangrazio
Consiglio
Regionale
SEDE
RISOLUZIONE URGENTE
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO CHE
-
Nell’ambito della procedura per la istituzione del Parco Nazionale della Costa teatina
, disciplinato dalle leggi n. 394/1991 e n. 426/98 e dal D.Lgs. n. 112/98, il
Commissario ad acta, designato con DPCM del 04 agosto 2014 – dott. Giuseppe De
Dominicis –, ha provveduto nello scorso
mese di maggio, alla definizione della delimitazione provvisoria dei relativi
confini, trasmettendo la proposta finale
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la emanazione del Decreto istitutivo
della zona protetta da parte del Presidente della Repubblica;
-
non risulta
siano stati acquisiti la preliminare
intesa con la Regione Abruzzo ed il parere della Conferenza unificata,
atti questi non derogabili in ragione
dei poteri “straordinari” affidati dal
governo nazionale al richiamato Commissario che, al contrario, avrebbe
dovuto procedere alla individuazione dei
confini sulla base degli elementi conoscitivi e tecnico-scientifici
disponibili, in particolare, presso i servizi tecnici nazionali e le
amministrazioni dello Stato nonché delle Regioni, secondo le procedure di cui
all’art 34 della legge quadro n. 394 del 1991;
-
persino la riunione informativa promossa presso
la Regione Abruzzo il 18 maggio c.a. dal Presidente della Regione – dott.
Luciano D’Alfonso – e a cui hanno partecipato alcuni dei Sindaci dei Comuni
ricompresi all’interno del perimetro, oltre al medesimo Commissario, non ha
avuto il seguito che era stato convenuto da tutti i partecipanti, di riconvocazione per il migliore necessario esame degli
elaborati illustrati e delle eventuali osservazioni in merito e per la
valutazione della fattibilità di alcune proposte alternative , già esposte in
quella sede;
-
inopinatamente, il Commissario ha inteso
stoppare la insufficiente fase consultativa e di condivisione promossa e chiudere la procedura sulla base
di una documentazione prodotta con l’ausilio
di una ritenuta “task force specialistica”, nominata con decreto n. 7 del
Presidente della Provincia di Chieti, solo in data 10.03.2015, che ha
frettolosamente riciclato parte della documentazione tecnica obsoleta
disponibile presso il Settore
Urbanistica e Pianificazione territoriale della medesima Provincia, per altro
senza l’indirizzo e la opportuna
approvazione del relativo Consiglio Provinciale;
CONSIDERATO
CHE
-
a seguito di un esame della cartografia consegnata dal Commissario
sono emerse evidenti discrasie temporali tra la situazione rappresentata ed il reale stato dei luoghi, nonché gravi
carenze in ordine alla effettiva situazione insediativa esistente, indicata in
maniera distorta o lacunosa;
-
in particolare, la scelta di utilizzare, in scala inadeguata, una
cartografia Igm ultratrentennale sulla quale non risulta indicata la effettiva
antropizzazione e sulla quale non sono
state riportate le infrastrutture esistenti,
le urbanizzazioni e la rete dei servizi territoriali (porti, zone
industriali, ospedali, etc) ha evidenziato una realtà volutamente distorta
sotto il profilo ambientale con il
risultato di inserire nella perimetrazione aree prive degli indispensabili
valori che l’intervento statale si propone di tutelare ;
-
la volontà deviata viene attestata dal fatto che gli stessi
estensori del perimetro avevano a disposizione cartografie regionali più aggiornate e che avrebbero potuto, almeno
comparativamente, essere allegate per garantire uniformità decisionale,
trasparenza e migliore chiarezza alla citata proposta di perimetrazione
provvisoria del Parco;
-
il Commissario non ha inteso acquisire nemmeno l’assenso delle
amministrazioni statali (Capitanerie, Dogane, Demanio, etc) sui luoghi oggetto di vincolo, sebbene nelle sparute
conferenze di servizio tenutesi i rispettivi rappresentanti abbiano
sottolineato la delicatezza dell’adempimento che si andava realizzando e
l’ovvio riflesso sugli interessi tutelati;
-
nessuno studio complessivo e scientifico di biodiversità è stato allegato
per dimostrare la compiutezza delle scelte effettuate, senza il conforto delle
amministrazioni comunali interessate, a cui compete – in via esclusiva - garantire l’uso corretto del territorio e la
compatibilità delle singole decisioni e dei vincoli con lo sviluppo
socioeconomico delle comunità rappresentate, tanto è vero che una lettera di
distinguo e di invito alla riflessione risulta essere stata firmata dalla
maggior parte dei sindaci interessati alla ipotesi di perimetrazione;
-
non hanno trovato accoglienza le indicazioni dei Comuni che
avevano già provveduto ad inoltrare una condivisibile ipotesi di delimitazione
(es. Vasto) variata senza che la stessa ipotesi sia stata controdedotta o
recepita e nemmeno hanno avuto adesione
ne esplicito rigetto le richieste di inserimento nel perimetro del Parco, da
parte di Comuni che ne avevano
manifestato la intenzione (es.
Francavilla, Lanciano) come attestato nella relazione di accompagnamento;
-
è stata mutuata una Normativa Tecnica sulle Misure di Salvaguardia che non tiene conto della
specificità dei territori di intervento e che, purtroppo, sul presupposto di
una zonizzazione manifestatamente sbagliata e/o incompleta, corre il rischio di
ingenerare la “mummificazione “ di un territorio ad elevata antropizzazione o il mancato inserimento di aree di pregio naturalistico non censite per la
fretta: è stata, inoltre, adottata una normativa idonea per un parco “montano”
dimenticando che, nel caso specifico, non si interviene su terreni demaniali ma
su terreni, opere e manufatti di proprietà di privati, per la quasi totalità,
senza che sia stata prevista alcuna forma di indennizzo o di ristoro;
-
la stessa via Verde dalla Costa
Teatina, presenta nel territorio di
Vasto un percorso irrisolto sotto il profilo del tracciato, urbanisticamente
incompatibile poiché attraversa il cuore
della Zona Industriale
e delle adiacenti aree portuali, con
gravissima interferenza foriera di mutua
inefficienza, di pericolosità e di sicurezza.
ATTESO
CHE
-
ove
si procedesse con le modalità intraprese, nonostante la precisazioni dello
stesso Commissario incaricato che si sarebbe reso disponibile ad introdurre
eventuali correzioni a rettifica dei grossolani errori evidenziatisi, sussisterebbero, a parere dei firmatari, elementi concreti di
disparità di trattamento nelle scelte effettuate, di superficialità e di indeterminatezza,
evidenzianti profili di inopportunità o, addirittura, di dubbia legittimità
sulla procedura seguita, priva del concerto con la Regione Abruzzo e della
perfetta ottemperanza ai principi costituzionalmente protetti di leale cooperazione,
autonomia e decentramento tra gli organi e le amministrazioni dello stato;
-
lo stesso Ministero dell’Ambiente ha precisato nella risposta ad
una interrogazione parlamentare dello scorso 11 giugno 2015 che, allo stato,
non può svolgere alcuna funzione volta all’esame o al riesame di iniziative
poste in essere da un Commissario governativo “ad acta” dei compiti ad egli attribuiti, ovvero
sostituirsi ad esso nello svolgimento
dei rapporti concertativi previsti dalla legge;
-
Si rende necessario, conseguentemente, attivare con urgenza una
fase di ulteriore preventivo approfondimento della perimetrazione proposta, per
correggere la maggior parte degli errori ed al fine di recuperare trasparenza e
condivisione su un importante
provvedimento che non può essere adottato alla chetichella o, addirittura, a
scapito o contro la popolazione dei territori interessati;
Tutto quanto
sopra premesso
Il
Consiglio Regionale
impegna
il Presidente
della Giunta Regionale:
Ø ad
attivarsi presso il Commissario Governativo – arch. Giuseppe De Dominicis –
affinché recuperi il concerto e la condivisione
con la Regione Abruzzo, con la Conferenza Unificata e con le
Amministrazioni Comunali interessate alla perimetrazione provvisoria del Parco
della Costa Teatina, ai sensi dell’art. 2, comma 3-bis, del Decreto legge 29
dicembre 2010 n. 225, provvedendo, alla rettifica del perimetro proposto e
della normativa tecnica transitoria in ragione degli errori e delle lacune
evidenziate e di quelle che si evidenzieranno in sede di approfondimento;
Ø ad attivarsi presso la
Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché sospenda la adozione e la
emanazione del DPR di istituzione del Parco della Costa Teatina, fino alla
conclusione della indispensabile fase di cui al punto precedente.
L’Aquila, li 15.06.2015
I
CONSIGLIERI REGIONALI
ANDREA GEROSOLIMO
MARIO OLIVIERI

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