giovedì 18 giugno 2015

COSTA TEATINA: IL NO DI OLIVIERI ALLA PRIMA PERIMETRAZIONE DEL PARCO. Tanti i perchè.

Mario Olivieri, consigliere regionale di Abruzzo Civico
IL NO DEI CONSIGLIERI OLIVIERI E GEROSOLIMO DI ABRUZZO CIVICO ALLA PRIMA PERIMETRAZIONE DEL PARCO DELLA COSTA TEATINA. PRESENTAZIONE DI UNA RISOLUZIONE URGENTE ALLA REGIONE. 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO 

I consiglieri regionali di Abruzzo Civico, Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo, hanno presentato una risoluzione urgente al Presidente della Giunta Regionale, Luciano D’Alfonso, affinché si attivi presso il Commissario Governativo, Giuseppe De Dominicis, per sospendere e rivedere la procedura di istituzione del Parco della Costa Teatina al fine di rettificare il perimetro presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

I consiglieri regionali nella risoluzione rilevano che “la
procedura avviata, lo scorso maggio, dal commissario ad acta per la delimitazione dei confini del parco, contiene gravi ed inaccettabili discrepanze rispetto alle leggi che disciplinano la gestione da parte delle regioni e degli enti locali delle aree naturali protette (n. 394/1991 e n. 426/98 e n. 112/98). Dalla documentazione infatti emergere la mancata individuazione dei confini sulla base degli elementi conoscitivi e tecnico-scientifici necessari al corretto avvio della procedura presso i servizi tecnici nazionali, le amministrazioni dello Stato e delle Regioni (secondo le procedure di cui all’art 34 della legge quadro n. 394 del 1991) e il baypassamento della dichiarata volontà di inserimento all’interno del Parco di diverse amministrazioni comunali come Francavilla e Lanciano.

Emerge, inoltre, che la documentazione tecnica allegata, reperita presso il Settore Urbanistica e Pianificazione territoriale senza l’approvazione del Consiglio Provinciale, presenta gravi asimmetrie tra il tracciato cartografico e il reale stato dei luoghi inseriti nella perimetrazione, interamente sradicati dalle infrastrutture esistenti, dalle urbanizzazioni e dalla rete dei servizi territoriali (porti, zone industriali, ospedali, etc).



Si chiede, dunque, una tempestiva azione del Presidente D’Alfonso volta a recuperare la condivisione con la Regione Abruzzo, la Conferenza Unificata e le amministrazioni comunali interessate alla perimetrazione provvisoria del Parco della Costa Teatina, provvedendo alla rettifica del perimetro presentato e della normativa tecnica transitoria in ragione degli errori e delle lacune emerse e di quelle che si evidenzieranno in sede di approfondimento”.


testo
RISOLUZIONE  URGENTE

 Preg.mo Sig. Presidente
Del Consiglio Regionale d’Abruzzo
Arch. Giuseppe Di Pangrazio
Consiglio Regionale
SEDE


RISOLUZIONE  URGENTE

IL CONSIGLIO REGIONALE


PREMESSO CHE

-         Nell’ambito della procedura per la  istituzione del Parco Nazionale della Costa teatina , disciplinato dalle leggi n. 394/1991 e n. 426/98 e dal D.Lgs. n. 112/98, il Commissario ad acta, designato con DPCM del 04 agosto 2014 – dott. Giuseppe De Dominicis –,  ha provveduto nello scorso mese di maggio, alla definizione della delimitazione provvisoria dei relativi confini, trasmettendo la proposta finale  alla Presidenza del Consiglio dei Ministri  per la emanazione del Decreto istitutivo della zona protetta da parte del Presidente della Repubblica;
-         non risulta  siano stati acquisiti la preliminare  intesa con la Regione Abruzzo ed il parere della Conferenza unificata, atti questi  non derogabili in ragione dei poteri “straordinari”  affidati dal governo nazionale al richiamato Commissario che, al contrario, avrebbe dovuto  procedere alla individuazione dei confini sulla base degli elementi conoscitivi e tecnico-scientifici disponibili, in particolare, presso i servizi tecnici nazionali e le amministrazioni dello Stato nonché delle Regioni, secondo le procedure di cui all’art 34 della legge quadro n. 394 del 1991;
-         persino la riunione informativa promossa presso la Regione Abruzzo il 18 maggio c.a. dal Presidente della Regione – dott. Luciano D’Alfonso – e a cui hanno partecipato alcuni dei Sindaci dei Comuni ricompresi all’interno del perimetro, oltre al medesimo Commissario, non ha avuto il seguito che era stato convenuto da tutti i  partecipanti, di riconvocazione  per il migliore necessario esame degli elaborati illustrati e delle eventuali osservazioni in merito e per la valutazione della fattibilità di alcune proposte alternative , già esposte in quella sede;
-         inopinatamente, il Commissario ha inteso stoppare la insufficiente fase consultativa e di condivisione  promossa e chiudere la procedura sulla base di una documentazione prodotta con l’ausilio  di una   ritenuta “task force  specialistica”, nominata con decreto n. 7 del Presidente della Provincia di Chieti, solo in data 10.03.2015, che ha frettolosamente riciclato parte della documentazione tecnica obsoleta disponibile  presso il Settore Urbanistica e Pianificazione territoriale della medesima Provincia, per altro senza  l’indirizzo e la opportuna approvazione del relativo Consiglio Provinciale;

CONSIDERATO CHE

-         a seguito di un esame della cartografia consegnata dal Commissario sono emerse evidenti discrasie temporali tra la situazione rappresentata  ed il reale stato dei luoghi, nonché gravi carenze in ordine alla effettiva situazione insediativa esistente, indicata in maniera distorta o lacunosa;

-         in particolare, la scelta di utilizzare, in scala inadeguata, una cartografia Igm ultratrentennale sulla quale non risulta indicata la effettiva antropizzazione  e sulla quale non sono state riportate le infrastrutture esistenti,  le urbanizzazioni e la rete dei servizi territoriali (porti, zone industriali, ospedali, etc) ha evidenziato una realtà volutamente distorta sotto  il profilo ambientale con il risultato di inserire nella perimetrazione aree prive degli indispensabili valori che l’intervento statale si propone di tutelare ;

-         la volontà deviata viene attestata dal fatto che gli stessi estensori del perimetro avevano a disposizione cartografie regionali  più aggiornate e che avrebbero potuto, almeno comparativamente, essere allegate per garantire uniformità decisionale, trasparenza e migliore chiarezza alla citata proposta di perimetrazione provvisoria del Parco;

-         il Commissario non ha inteso acquisire nemmeno l’assenso delle amministrazioni statali (Capitanerie, Dogane, Demanio, etc) sui luoghi   oggetto di vincolo, sebbene nelle sparute conferenze di servizio tenutesi i rispettivi rappresentanti abbiano sottolineato la delicatezza dell’adempimento che si andava realizzando e l’ovvio riflesso sugli interessi tutelati; 


-         nessuno studio complessivo e scientifico di biodiversità è stato allegato per dimostrare la compiutezza delle scelte effettuate, senza il conforto delle amministrazioni comunali interessate, a cui compete – in via esclusiva -  garantire l’uso corretto del territorio e la compatibilità delle singole decisioni e dei vincoli con lo sviluppo socioeconomico delle comunità rappresentate, tanto è vero che una lettera di distinguo e di invito alla riflessione risulta essere stata firmata dalla maggior parte dei sindaci interessati alla ipotesi di perimetrazione;

-         non hanno trovato accoglienza le indicazioni dei Comuni che avevano già provveduto ad inoltrare una condivisibile ipotesi di delimitazione (es. Vasto) variata senza che la stessa ipotesi sia stata controdedotta o recepita e nemmeno  hanno avuto adesione ne esplicito rigetto le richieste di inserimento nel perimetro del Parco, da parte di Comuni che  ne avevano manifestato la intenzione  (es. Francavilla, Lanciano) come attestato nella relazione di accompagnamento;
 
-         è stata mutuata una Normativa Tecnica sulle Misure  di Salvaguardia che non tiene conto della specificità dei territori di intervento e che, purtroppo, sul presupposto di una zonizzazione manifestatamente sbagliata e/o incompleta, corre il rischio di ingenerare la “mummificazione “ di un territorio ad elevata antropizzazione  o il mancato inserimento di aree di  pregio naturalistico non censite per la fretta: è stata, inoltre, adottata una normativa idonea per un parco “montano” dimenticando che, nel caso specifico, non si interviene su terreni demaniali ma su terreni, opere e manufatti di proprietà di privati, per la quasi totalità, senza che sia stata prevista alcuna forma di indennizzo o di ristoro;

-         la stessa via Verde dalla Costa Teatina, presenta nel  territorio di Vasto un percorso irrisolto sotto il profilo del tracciato, urbanisticamente incompatibile  poiché attraversa il cuore della Zona Industriale e delle  adiacenti aree portuali, con gravissima interferenza  foriera di mutua inefficienza, di pericolosità e di sicurezza.

ATTESO CHE

-         ove si procedesse con le modalità intraprese, nonostante la precisazioni dello stesso Commissario incaricato che si sarebbe reso disponibile ad introdurre eventuali correzioni a rettifica dei grossolani errori evidenziatisi, sussisterebbero,  a parere dei firmatari, elementi concreti di disparità di trattamento nelle scelte effettuate,  di superficialità e di indeterminatezza, evidenzianti profili di inopportunità o, addirittura, di dubbia legittimità sulla procedura seguita, priva del concerto con la Regione Abruzzo e della perfetta ottemperanza ai principi costituzionalmente protetti di leale cooperazione, autonomia e decentramento tra gli organi e le amministrazioni dello stato;
-         lo stesso Ministero dell’Ambiente ha precisato nella risposta ad una interrogazione parlamentare dello scorso 11 giugno 2015 che, allo stato, non può svolgere alcuna funzione volta all’esame o al riesame di iniziative poste in essere da un Commissario governativo “ad acta”   dei compiti ad egli attribuiti, ovvero sostituirsi ad esso nello  svolgimento dei rapporti concertativi previsti dalla legge;
-         Si rende necessario, conseguentemente, attivare con urgenza una fase di ulteriore preventivo approfondimento della perimetrazione proposta, per correggere la maggior parte degli errori ed al fine di recuperare trasparenza e condivisione  su un importante provvedimento che non può essere adottato alla chetichella o, addirittura, a scapito o contro la popolazione dei territori interessati;

Tutto quanto sopra premesso

Il Consiglio Regionale
impegna
il Presidente della Giunta Regionale:

Ø    ad attivarsi presso il Commissario Governativo – arch. Giuseppe De Dominicis – affinché recuperi il concerto e la condivisione  con la Regione Abruzzo, con la Conferenza Unificata e con le Amministrazioni Comunali interessate alla perimetrazione provvisoria del Parco della Costa Teatina, ai sensi dell’art. 2, comma 3-bis, del Decreto legge 29 dicembre 2010 n. 225, provvedendo, alla rettifica del perimetro proposto e della normativa tecnica transitoria in ragione degli errori e delle lacune evidenziate e di quelle che si evidenzieranno in sede di approfondimento;
Ø    ad attivarsi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché sospenda la adozione e la emanazione del DPR di istituzione del Parco della Costa Teatina, fino alla conclusione della indispensabile fase di cui al punto precedente.  

L’Aquila, li 15.06.2015
I CONSIGLIERI REGIONALI         
ANDREA GEROSOLIMO
MARIO OLIVIERI

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