1/3 - TRE PUNTATE SU UN GRANDE VASTESE
DI GIUSEPPE CATANIA
La città di Vasto non sarà
mai abbastanza grata ad
un suo figlio che qui pose
i presupposti della elevazione
socio-culturale dei giovani. È
Carlo Della Penna, un pioniere
di italianità in terra argentina,
artefice di opere umanitarie
che recano prestigio a Vasto,
ma che la città ha, purtroppo,
presto dimenticato, con quella
proverbiale ingratitudine che,
spesso, contrassegna la civiltà
moderna incline a gettare polvere d'oblio su fatti e personaggi che pur hanno onorato il
nostro passato.
Carlo Della Penna era nato
a Vasto nel 1879. Aveva appena
19 anni quando si imbarcò
per l'Argentina. Recava con sé
una innata, prepotente, carica
giovanile e tanta volontà di lavorare,
con in tasca la licenza
tecnica ottenuta a pieni voti e
con la borsa di studio deliberata
dal consiglio scolastico
Provinciale di Chieti il 13 agosto
1897.
A Buenos Aires Carlo Della
Penna giunse senza conoscere
lingua e costumi di quel popolo,
sconosciuto, senza appoggi.
Per vivere
dovette esercitare
anche umili mestieri, prima
come venditore di giornali, poi
di carta e quaderni.
Unitosi a Luigi Ruzzi,
anch'egli
emigrato in Argentina, riuscì a fondare una grande industria
per la fabbricazione e la
vendita di oggetti di cartoleria,
una delle più importanti di
quella nazione sudamericana,
pubblicando anche numerosi
periodici scolastici e culturali,
tra cui la rivista mensile "Histonium"
in omaggio a Vasto.
Munifico e generoso, ligio
ad un profondo mecenatismo,
Carlo Della Penna donò al
Museo di Vasto, alcune opere
di Filippo Palizzi, insieme alle
scaffalature per la collezione
delle raccolte delle monete antiche.
Contribuì, con cospicue
elargizioni, in favore degli istituti
tecnici, dell'Ospedale, ed
altri enti che gli valsero la medaglia
d'oro del Ministero della
Pubblica Istruzione.
Dopo la Seconda Guerra
Mondiale, Carlo Della Penna
riuscì finalmente a realizzare
il sogno che carezzava da
sempre: l'Istituto d'Infanzia
"frutto di onorato lavoro svolto
in molti anni di permanenza
all'estero - come ebbe a scrivere
l'ex sindaco avv. Olindo
Rocchio - senza alcun contributo
esterno", che venne inaugurato
l'11 settembre 1955 alla
presenza dell'allora Ministro
dell'interno Tambroni.
L'Istituto d'Infanzia Carlo
Della Penna, affidato alla presidenza
dell'Avv. Antonio Fanghella,
anch'egli animatore e promotore di molte iniziative
di qualificata cultura, nel nome
e nella munificenza di Carlo
Della Penna, divenne un attivo
centro di promozione sociale.
Infatti, nel 1960, Carlo Della
Penna concesse il patrocinio
e la sede nell'Asilo alla Mostra
estemporanea di pittura figurativa
ed alla prestigiosa serie
dei "Pomeriggi culturali" che
videro alternarsi in una raffinata
e prestigiosa palestra di
cultura scientifica, eminenti
studiosi e cattedratici per di
battere problemi di attualità.
Carlo Della Penna, frattanto,
comunicava al Ministero
Nazionale Argentino, l'assegnazione
di 40 premi di 10mila
pesos ciascuno, ai migliori insegnanti
argentini, selezionatidal Consiglio Nazionale dell'Educazione
di quella Nazione:
un vero esercito pacifico di
lotta per l'elevazione del livello
culturale delle nuove generazioni.
A Buenos Aires, peraltro,
Carlo Della Penna aveva realizzato una scuola capace di mille
alunni, per i figli degli emigrati
italiani, ove, tra le altre materie di studio, figurava la lingua
italiana. Una tale realizzazione
venne sottolineata dalla concessione della medaglia d'oro
che nel 1959 il Ministro della
Pubblica Istruzione conferì a
Carlo Della Penna quale bene
merito della cultura e per aver
mantenuto desti i sentimenti
dì italianità all'estero.
Ma di una ben più importante
opera Carlo Della Penna si
rendeva protagonista, con la
donazione alla famiglia Salesiana
di Don Bosco, di un'area
estesa circa 4mila metri quadrati,
in località Santa Lucia di
Vasto.
Una tale munifica elargizione
consentiva la costruzione
del fiorente Centro di Addestramento
Professionale per la
preparazione seria e qualificata
dei quadri tecnici da inserire
nella vita attiva e produttiva
del paese, quando era in atto il
processo della industrializzazione
del vastese.
Da allora il Centro Salesiano ha costituito il fulcro di molteplici
iniziative sociali all'insegna
della grande lezione di civismo
e di profonda spiritualità ereditata
da San Giovanni Bosco.
Giuseppe Catania

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