I due seminari saranno tenuti dal prof. Rocco Di Scipio e si svolgeranno presso il Polo Liceale “Pantini-Pudente” - Aula Magna del Liceo Artistico di Via Conti Ricci, nei giorni di:
· Lunedì 16 febbraio 2015 - ore 16:30/18:30.
· Lunedì 23 febbraio 2015 - ore 16:30/18:30.
Per informazioni telefonare ai numeri: 0873.69099 - 333.5338022.
Incontri culturali -Evoluzione dei Sistemi di Elaborazione: da Blaise Pascal a Facebook, Twitter, WhatsApp.
di ROCCO DI SCIPIO dirigente scolastico in pensione
Nel mio lavoro di Docente e poi Dirigente, ho incontrato persone con
una cultura informatica molto variegata, dall’esperto pluri-certificato a
persone che avevano serie difficoltà a trovare un carattere sulla tastiera. Le
sfumature tra questi due
estremi erano ovviamente molte, ma spesso le abilità
informatiche più diffuse non andavano oltre l’utilizzo di chat e social network
vari, o al massimo lo sfruttamento ai minimi termini di software come Word o
Excel. Tutto questo è anche confermato dalle statistiche impietose che ci
collocano agli ultimi posti, tra i paesi sviluppati, per quanto riguarda l’utilizzo
delle tecnologie dell’informazione. E’ emerso che nel 2013 solo il 56% della
popolazione italiana tra i 16 e i 74 anni usava regolarmente il web, a fronte
di una media Ue del 72%. Il raffronto con i principali partner é impietoso: la
Francia, nello stesso anno, aveva una media del 78%, la Germania dell’80% e il
Regno Unito dell’87%.
Peggio dell’Italia hanno fatto solo Bulgaria (51% della popolazione) e
Romania (45%). Le differenze sono però molto meno accentuate se si prende in
considerazione la fascia più giovane della popolazione (16-24 anni).
Ma quali sono le cause di questo ritardo? Si tratta di un gap di tipo
infrastrutturale (scarsa disponibilità della banda larga) o culturale (scarsa
preparazione e predisposizione della popolazione)?
Una prima risposta ci viene da una indagine condotta mesi fa da un
importante Istituto di Ricerca che ha
stabilito che ad orientare gli utenti verso un utilizzo evoluto e interattivo
delle nuove tecnologie non è tanto la disponibilità di queste tecnologie di per
sé. Quello che fa la differenza è “l’abitudine alla fruizione di consumi
culturali”. Maggiore è il consumo di cultura e maggiore è la propensione all’uso
di tecnologie innovative. Ad esempio “i
forti fruitori di programmi TV tendono a un consumo tecnologico ridotto”.
Oggi è indiscutibile che una buona base di conoscenze informatiche deve far
parte integrante del bagaglio culturale di un qualunque cittadino. Parlo di
cittadino e non solo di chi svolge una attività lavorativa, in quanto anche i
rapporti con la pubblica amministrazione (e quindi la cittadinanza) possono
migliorare enormemente con l’uso delle tecnologie informatiche. Alcuni paesi,
tra cui la Francia, hanno inserito l’accesso ad Internet e alle tecnologie
connesse, tra i diritti fondamentali della persona. Anche su questo fronte
scontiamo un notevole ritardo. Tra i diritti fondamentali della persona
rischiamo di fermarci alla tv e al telefonino.
Un altro elemento da non sottovalutare è il “gap” generazionale che esiste
tra i giovani e gli adulti/anziani, tra
“noi” e “loro”:
noi adulti siamo degli “immigrati digitali”, non siamo nati dentro questo universo
tecnologico e come degli immigrati in una terra straniera ne scopriamo le
regole faticosamente, ci muoviamo con timore e sospetto; i giovani sono dei
“nativi digitali”, per loro questo è l’unico universo noto, sono cresciuti
dentro le sue regole.
Da parte delle istituzioni è necessario un deciso cambio di mentalità e
prospettive riguardo all’analfabetismo informatico perché sia visto per quello che
è, vale a dire uno dei più gravi ostacoli allo sviluppo presente e soprattutto
futuro del nostro paese.
Non è un dibattito semplice perché spesso si riduce allo schematico
equivoco “innovatori contro tradizionalisti”. Tuttavia, si può riuscire a
spiegare che l’uso degli strumenti informatici per lavorare e comunicare in
rete è imprescindibile e che allo stesso tempo tutto ciò non significa entrare automaticamente a far
parte dei social network.
Si naviga sul WEB per documentarsi, comunicare rapidamente con la posta
elettronica, disporre di notizie, dati, testi in quantità infinitamente
maggiore e in tempi infinitamente minori. Bisogna considerare internet una
rivoluzione straordinaria della quale davvero non si può più fare a meno. Essere “contro la rete” è ridicolo, sarebbe
come essere contro le strade asfaltate.
Ben altra questione sono i social network, dei quali uno può considerarsi
libero di non servirsi e dalla cui intrusività spesso tocca difendersi. Avere
in antipatia la formicolante e aggressiva ciancia “social” è del tutto
legittimo, perché, in questo caso, è l’uso della rete che si contesta, non la
rete stessa. Non è vero che “il mezzo è il messaggio”. Il mezzo è un mezzo.
Siamo noi a decidere come usarlo e di quale natura e valore deve essere il
messaggio.
Per tutte queste ragioni, insieme all’Università delle Tre Età e con la
collaborazione del Polo Liceale “Pantini-Pudente”, abbiamo pensato di organizzare due seminari
su “Informatica e Web” proprio per
cercare di avvicinare due mondi in apparente e perenne competizione: gli “immigrati digitali e i “nativi digitali”. Lo scopo è quello di far
conoscere a entrambi le origini, l’evoluzione, lo stato attuale e le
potenzialità dell’Informatica e del Web. Eliminare i timori ad avvicinarsi a
quel mondo, ma contemporaneamente imparare a sfruttarne le potenzialità e,
soprattutto, a farne un uso consapevole.
I due seminari si svolgeranno presso il Polo Liceale “Pantini-Pudente” -
Aula Magna del Liceo Artistico di Via Conti Ricci, nei giorni di:
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Lunedì 16 febbraio 2015 - ore 16:30/18:30.
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Lunedì 23 febbraio 2015 - ore 16:30/18:30.
Per informazioni telefonare ai
numeri: 0873.69099 - 333.5338022.

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