lunedì 18 agosto 2014

S. Maria Maggiore: 25 anni fa la scomparsa dell'amato Don Nicola Di Clemente

Don Nicola Di Clemente  parroco
di S. Maria Maggiore dal 1946 al 1989
di Lino Spadaccini

Venticinque anni fa, il 18 agosto del 1989, ci lasciava Don Nicola Di Clemente, per trentacinque anni alla guida della parrocchia di S. Maria Maggiore.
Uno dei parroci più longevi e amati della nostra città che ha lasciato un buon ricordo e tanta nostalgia tra le tante persone che lo hanno conosciuto e frequentato, sin dal 1946 quando arrivò a Santa Maria Maggiore quale vice parroco di Don Pio Pomponio.
Dal 1954 Don Nicola prese in mano la comunità parrocchiale guidandola con semplicità e generosità, ma anche con quella giusta severità necessaria a portare avanti la missione indicata dal Vangelo, sempre nell’aiuto delle persone più deboli e bisognose. Ricordiamo il suo attivismo nell’Opera Diocesana di Assistenza (ODA), dell’ONARMO, della Pontificia Opera di Assistenza (POA), contribuendo ad alleviare il disagio di tante
famiglie nel periodo post bellico, e in ultimo l’istituzione della Comunità Incontro, in località Colle delle Mandorle, per il recupero dei tossicodipendenti.
Don Nicola ha vissuto la sua missione terrena senza particolari clamori, ma con tanta passione, ed ha saputo avvicinare e formare tanti giovani, contribuendo alla loro crescita spirituale e morale.
In occasione della sua morte, Raffaele Trivelli, una delle tante persone cresciute sotto le sue ali, scrisse una bella poesia, che forse ancora oggi molti ricorderanno, e che vogliamo qui riportare per rendere il giusto tributo a Don Nicola uomo, parroco, guida spirituale e pastore:
Stendardi ed amici, / raccolti sotto il suono / di campane a distesa, / rendono omaggio. / All’uscita, / un timido applauso / per austeri costumi, / non aveva liberato / quella voglia di esplodere / per manifestarti tutto l’affetto. / Un nodo lega i ricordi. / Un’intensa voglia di piangere. / Mi mancherà: / la metafora della veste bianca / nella festa della prima comunione; / il gesto delle mani / schiuse verso l’alto / quasi a sostenere l’Assunta, / l’enigma sciolto / nel sorriso della fede / durante la predica del primo anno. / I ricordi, a ritroso, fino all’Azione Cattolica. / Nei locali scavati / sotto la sagrestia. / Gare e tornei / per forgiare la vita / teneri impulsi / inzuppati di gloria. / Nel volto di ognuno / qualcosa per cui dirti grazie. / Per non disturbare, / sei partito / in un caldo giorno d’agosto; / dopo le feste / ma prima dei rientri, / per dare a tutti / la gioia del saluto. / Grazie, / per quel semplice segno di croce / che chiedesti ai più impegnati. / Per tutti / è divenuto preghiera. / In quel segno, / un gregge rimane / a testimoniare il pastore.
Chiudiamo questo breve quanto doveroso ricordo con un'altra bella poesia scritta, sempre in occasione della morte, dal compianto Panfilo De Filippis:

A Don Nicole nostre

La feste di l’Assunt’ avè passate,
doppe tre jurne si n’è jute ‘n ciele.
Lu Parreche nostre ci ha lassate
e si la piante tutte li fidele.
Don Nicole nostre sci bbindette,
sci bbindett’ addona sta pusate,
a lu duvere mai fece difette,
li parrucchiane su ha tant’amate.
Ci vuleve bbene ch’ere ‘na cose,
lu pane da la vocche si livave
quanda videve une bbisugnose
che a la porta so si prisintave.
Coma spiegave belle lu Vangele!
Tineve sempre pronte nu sorrise,
a me mi pare di viderle ‘n ciele

tra l’Angile, filice ‘n Paradise!



1958


A Loreto



a Loreto



















Loreto



Le colonie





Nessun commento: