Esistevano a Vasto numerose "domus" dei Cavalieri del Santo Sepolcro - La Chiesa di San Giovanni Gerosolimitano - L'Ospedale dei Cavalieri di Malta
di GIUSEPPE CATANIA
II convegno sulla presenza dei Templari in Abruzzo, promosso dal Rotary Club, ha suscitato notevole interesse, anche perché, seppure l'argomento è stato appena accennato, è accertato che il territorio di Vasto reca tracce evidenti della presenza dei Cavalieri di Gerusalemme e dei loro cospicui possedimenti.
Nella Storia del'Ordine dei Templari in Italia ( Le Fondazioni, Roma l991) F.Brancato ricorda che le proprietà dei Templari erano "tanto vaste e numerose da essere in seguito obbligate a concorrere a buona parte delle spese per la riparazione delle mura della città e delle fortezze comprese nell'intera Marca Teatina".
Infatti, i Templari potevano contare su estesi possedimenti territoriali autosufficienti, dove erano
terreni posti a coltivazioni, aziende agricole bene organizzate, riserve di caccia e di pesca, allevamenti di bestiame, miniere per l'estrazione di metalli, fonderie, cantieri edili e, persino, istituti
di credito assai progrediti e bene organizzati. In Europa e in Terrasanta si contavano circa novemila "Capitanerie", dove si effettuavano le operazioni di credito e tutti i servizi connessi al
cambio e al movimento di capitali a livello internazionale. Essi usavano riscuotere discrete provvigioni per il servizio prestato e per i prestiti di somme accordati, dietro garanzia. Infatti da loro prese nome il cosiddetto "pegno morto", ossia l'ipoteca o rendita vitalizia sui beni del debitore e, in caso di inadempienza di quest'ultimo, del garante.
Questo commercio di moneta e di capitali venne esercitato dai Templari ospedalieri, un ordine militare monastico-religioso , che aveva il compito di curare gli ammalati e proteggere i pellegrini.
Le rendite ed i ricavati da tali operazioni venivano impiegati per incrementare ulteriormente gli investimenti e favorire così nuove acquisizioni patrimoniali.
I proventi delle speculazioni venivano destinati per il finanziamento delle guerre ed alle operazioni militari che allora impegnavano i principi cristiani in Terrasanta, Spagna a causa dell'invasione dei Mori, Europa orientale sotto la pressione dei Mongoli.
Portatori di civiltà presso i barbari, i Templari obbedivano in senso assoluto alla Regola dettata da San Bernardo da Chiaravalle, secondo cui "Le armi sono il loro ornamento e se ne servono con coraggio nei più gravi pericoli, senza temere il numero né la forza dei barbari".
"Essi ripongono in loro la fiducia nel Dio degli eserciti e, combattendo per la sua causa, cercano
nella vittoria sicura o una morte santa e onorevole". Questi Cavalieri erano "miti come agnelli nella pace delle loro dimore, feroci come lupi con i nemici sul campo e inalberano il loro stendardo proprio dei guerrieri", bianco e nero, che nel francese antico era chiamato "vaucent" per intendere "valgo cento" sicché i Templari, in Italia, vennero chiamati "valcento".
Erano soldati di Cristo votati ad "armare di fede lo spirito e di ferro il corpo".
Dopo la sconfitta e la caduta di Gerusalemme e la perdita del Santo Sepolcro (la cui fondazione risale al 1118) difeso per oltre tre secoli, i Templari continuarono ad esercitare il loro potere e la loro influenza, proteggendo le grandi imprese di cui erano titolari e a trasferire dalla Terrasanta in Europa le ingenti somme e le ricchezze accumulate con vantaggiosi profitti, parte dei quali impiegavano nella costruzione di opere pubbliche e nella costruzione di "domus" per la loro residenza, e di "castelli" per proteggere i loro beni e le popolazioni.
domani seconda puntata

Nessun commento:
Posta un commento