Una delle pagine più dolorose della storia della nostra città
di LINO SPADACCINI
L’11
maggio 1951: un caccia militare, pilotato dal vastese Francesco Della Guardia,
si abbatteva su alcune case del quartiere San Michele a Vasto provocando la morte del
pilota e di altre sei persone.
Quando quattordici anni fa decisi di scrivere un articolo su questa triste vicenda, attraverso le testimonianze dirette delle persone coinvolte, al contrario di quello che si potesse pensare, trovai persone molto disponibili a raccontare la loro triste esperienza: è stato come riaprire un cofanetto di ricordi chiuso a chiave, velato da una comprensibile emozione e qualche lacrima rimasta sospesa nel tempo.
![]() |
L'anno scorso, con la pubblicazione di un volumetto (foto a fianco), sono voluto tornare ancora sull'argomento, soprattutto per il reperimento di nuovo materiale, sia fotografico che documentario, tratto dal dossier conservato presso l’Archivio Storico dell’Aeronautica Militare di Roma.
FOTO STORICHE INEDITE >>>
fumo nero, che si era alzata verso il cielo, si erano riversate su
Via San Michele per soccorrere le vittime e scavare tra le macerie nella speranza di trovare qualche persona ancora in vita. I primi a soccorrere furono i generosi volontari che abitavano in
zona, tra questi, Silvio Petroro, che al momento del disastro si trovava nella piana dell’Aragona, nelle vicinanze della sua abitazione a Palazzo Mariani. Il ricordo di quei tragici momenti è rimasto indelebile nella sua memoria come in una limpida fotografia.
Ecco come si presentava la scena del
disastro descritta con le parole di Silvio Petroro: «…guardavo il campo sportivo quando il rombo di un aereo che solcava il
cielo attirò la mia attenzione: arrivava dal mare ed il mio sguardo lo seguì e
lo vide fare un giro per Vasto, poi rispuntò verso Sant’Onofrio per prendere la
direzione del mare. Sentii all’improvviso un gran boato ed il mio pensiero andò
subito alla grande disgrazia: mi trovavo a soli trecento metri dal luogo dove
era caduto l’aereo, avevo vent’anni, ed arrivare sul posto si è trattato di
frazioni di secondo. Uno scenario terrificante apparse ai miei occhi: la strada
era cosparsa di detriti, mattoni, pezzi di aereo, case demolite, un gran fumo
che s’innalzava nel cielo, l’aria irrespirabile per la puzza della carne umana
e di pecora che bruciavano e la grande paura che la pompa di benzina dell’Agip,
posta sulla strada a pochi metri dalla caduta dell’aereo, potesse andare a
fuoco».
Cosa
è successo in quella triste giornata? In realtà nessuno può dire con certezza cosa
realmente sia successo. Francesco Della Guardia si trovava in normale volo di
esercitazione quando, giunto nei pressi di Vasto, si è staccato dal suo
compagno ed ha compiuto alcuni giri intorno alla città, probabilmente per farsi
vedere dalla famiglia. Qualcuno parla anche di evoluzioni compiute dal pilota.
Si
sono fatte tante supposizioni. Errore umano o avaria tecnica? Ancora una volta
una domanda a cui nessuno può rispondere con certezza. Sicuramente se il pilota
vastese non si fosse staccato dal suo compagno di volo, per compiere alcuni
giri sopra Vasto, la sciagura si sarebbe potuta evitare. Dalla relazione
dell’ufficiale tecnico, compilato in data 16 maggio 1951, il commento fu
eloquente: «si escludono le cause
tecniche». Anche se bisogna precisare che la valutazione venne fatta
soprattutto sulla base delle testimonianze delle persone e sulla verifica dei
motori «che non sono sbiellati e che
sicuramente erano funzionanti all’atto dell’incidente». Tutto il resto del
materiale «per esigenze di Polizia e di
soccorso» venne immediatamente rimosso dopo l’incidente da parte dei
Carabinieri e dei Vigili del Fuoco.
In
mancanza di prove certe, venne chiesta l’archiviazione, anche se gli indizi
lasciarono «dubitare della prudenza,
perizia e disciplina del pilota».
Sicuramente
Francesco Della Guardia non era un pilota molto esperto, in quanto aveva al suo
attivo 266 ore di volo, di cui solo 30 ore circa sul Lightning P38. In particolare
questo tipo di aereo, dalla configurazione molto originale, con la coda a
doppia trave, era particolarmente pesante e difficile da gestire, basti pensare
che solo nel 1951, anno della sciagura di Vasto, ci sono stati ben 9 incidenti
e solo dopo 4 anni, dopo l’ennesimo incidente, venne decisa la radiazione e
demolizione dei restanti aerei.
Inizialmente
L’Ufficio Sicurezza del volo scagionò il
pilota da eventuali responsabilità. Ecco cosa si legge nelle carte conservate
presso il Ministero della Difesa-Aeronautica: «Lo stato del relitto non ha permesso un esame completo delle varie
parti del velivolo.
Con probabilità il
pilota è stato costretto a perdere quota a causa dell’imperfetto funzionamento
di uno o di ambedue i motori, dovuto alla difettosa o mancata alimentazione. Il
guasto all’impianto di alimentazione può essersi verificato durante il volo per
cause assolutamente non prevedibili e non evitabili, anche con la più accurata
manutenzione e i più accurati controlli prevolo.
L’improvviso insorgere
dell’emergenza può aver impedito al pilota di compiere qualsiasi manovra atta
ad evitarne le disastrose conseguenze.
L’incidente va comunque
classificato fra quelli dovuti a cause accidentali. Si esclude ogni
responsabilità del pilota e del personale di terra».
Quindi
non è improbabile, che durante il volo sia intercorsa un’improvvisa avaria ad
uno dei motori, che abbia impedito al pilota di accusare il guasto via radio e
di compiere qualsiasi altra manovra d’emergenza per evitare la tragedia.
La
successiva relazione dell’inchiesta tecnico disciplinare redata il 20 agosto
concluse che le cause che determinarono l’incidente erano da imputarsi ad una
serie di eventi. Leggiamo insieme quali:
a)
All’indubbia
constatazione del fatto che il pilota ha arbitrariamente abbandonato la
posizione di gregario poco prima di sorvolare l’abitato di Vasto (paese di
origine del S. Ten. Della Guardia), e volando in maniera ritenuta senz’altro
inadeguata alle capacità professionali adeguate;
b)
Alla complessità delle
apparecchiature del velivolo che, consigliando un cauto quanto attento impiego
del mezzo, possono portare il pilota ad affrontare situazioni per le quali si
richiede prontezza di intuito e tempestività d’intervento;
c)
Alla non perfetta
conoscenza di dette installazioni, ciò che avrebbe inibito e per lo meno
ritardato delle manovre atte a neutralizzare l’ipotetica menzionata avaria.
In dipendenza di quanto sopra, si è certi di affermare che
l’incidente non avrebbe avuto luogo qualora il pilota, attenendosi alle precise
disposizioni che regolano la disciplina di volo sugli abitati, avesse tenuto
una quota maggiore.
Motori funzionanti in maniera anormale, non hanno sempre
dato luogo a luttuosi incidenti, solo perché il volo veniva effettuato a quota
di sicurezza.
Si esclude pertanto la responsabilità specialistica di
Reparto e si ritiene che il mortale incidente sia avvenuto nelle circostanze di
luogo e di tempo descritte dai vari relatori.
Passarono
altri dieci anni prima della definitiva archiviazione dell’incidente, perché la
Corte dei Conti aveva messo in moto la macchina per rivalersi sulla famiglia
del pilota, visti gl’ingenti danni provocati (per la perdita dell’aereo, danni
alle abitazioni ed il risarcimento alle famiglie delle vittime).
Ma
l’Aeronautica si adoperò in ogni modo per evitare che lo Stato si rivalesse
sulla madre del pilota, la signora Anna Ruzzi, a cui tra l’altro era già stato
riconosciuto un indennizzo e il caso venne definitivamente archiviato.
Si
chiude così definitivamente una delle pagine più dolorose della storia della
nostra città, che il tempo ha cercato di cancellare, ma che noi abbiamo
volutamente riproporre perché non si può dimenticare il sacrificio di tante
vite umane, oppure far sparire i segni su chi, per puro miracolo, è scampato a
morte sicura.
Le vittime della sciagura decedute
l’11 maggio:
Neri Nicoletta di Scipione
e di Di Rosso Maria Spina
Nata a Termoli nel settembre del
1950
Età: 8 mesi
Ciarallo Anna fu Pasquale
e di Marchesani Elisabetta
Nata a Vasto il 01/1/1906
Età: 45 anni
Celenza Anna fu Nicola e
di Di Cicco Maria
Nata a Vasto il 15/7/1922
Età: 28 anni
Celenza Giuseppe di Michele
e Baiocco Maria
Nato a Vasto il 01/10/1950
Età: 7 mesi
Della Guardia Francesco
Paolo fu Nicola e di Ruzzi Anna
Nato a Vasto il 18/1/1926
Età: 25 anni
Il giorno seguente, 12 maggio, morì:
Celenza Nicola fu Michele
e di Caravaggio Liberata
Nato a Vasto il 15/12/1890
Età: 60 anni
Il 14 maggio, dopo due giorni di
agonia, spirò la giovane
Baiocco Maria di
Sebastiano e di Pollutri Amina
Nata a Vasto il 30/8/1929
Età: 21 anni
Le altre persone coinvolte nella
sciagura, scampate alla morte sono: Giannagostino Giulia di 22 anni, Di Falco
Luisa di anni 29, il figlio Angelo di 3 anni, Di Cicco Rosa di anni 49, Sputore
Incoronata di anni 48, Di Rosso Maria Spina di anni 32.



.jpg&container=blogger&gadget=a&rewriteMime=image%2F*)
.jpg&container=blogger&gadget=a&rewriteMime=image%2F*)


Nessun commento:
Posta un commento