In
questi ultimi anni, più volte è stato ricordato il film quasi interamente
girato a Vasto, dal titolo “Il posto dell’anima”, pellicola del 2003 con
Michele Placido, Paola Coltellesi, Claudio Santamaria e Silvio Orlando, per la
regia di Riccardo Milani. Sono in molti, invece, a non ricordare un’altra
pellicola, sicuramente meno nota, in parte girata nella nostra città, dedicata
al Principe de Curtis: “Grazie al cielo c’è Totò”, questo il titolo del film
del 1991, per la regia di Stefano Pomilia, con Enzo De Caro, Brigitte Christensen,
Stefano Davanzati, Sandro Giani e Isa Barzizza, e le musiche del grande Stelvio
Cipriani.
Sceneggiato
dallo stesso regista, la trama parla di Ernesto (Enzo De Caro), un malvivente,
che
durante una fuga disperata perché inseguito dalla polizia, si rifugia dietro lo schermo di una sala cinematografica di periferia. Disperato, decide di lasciarsi morire, quando, forse in preda ad un’allucinazione, vede dinanzi a sé una fiamma che gli parla con la voce di Totò per rincuorarlo e dargli utili consigli.
durante una fuga disperata perché inseguito dalla polizia, si rifugia dietro lo schermo di una sala cinematografica di periferia. Disperato, decide di lasciarsi morire, quando, forse in preda ad un’allucinazione, vede dinanzi a sé una fiamma che gli parla con la voce di Totò per rincuorarlo e dargli utili consigli.
Portato
in ospedale in stato di shock, Ernesto guarisce e ritorna in famiglia,
dove ancora una volta si scontra con la dura realtà: una moglie che lo tradisce, un fratello egoista, un amico traditore, un figlio non suo. Questa volta però saprà difendersi da tutti grazie a Totò, imparando a imitare i comportamenti dei personaggi dei film del principe della risata.
dove ancora una volta si scontra con la dura realtà: una moglie che lo tradisce, un fratello egoista, un amico traditore, un figlio non suo. Questa volta però saprà difendersi da tutti grazie a Totò, imparando a imitare i comportamenti dei personaggi dei film del principe della risata.
Il
film ebbe scarso successo: se ne parlò pochissimo e probabilmente non raggiunse
nemmeno le sale cinematografiche. All’estero venne distribuito con il titolo
“Thank heavens for Totò”, e partecipò ad alcuni festival sul cinema italiano
quali al “Rencontres du Cinema Italien” di Annecy, al “New Italian cinema
events” di Nizza ed alla “Biennale du Cinéma Italien” di Bruxelles.
Del
film ho solo brevi ricordi personali. Nei giorni immediatamente prima
dell’inizio delle riprese venne effettuato un casting per scegliere alcune
comparse. Una sera la troupe girò alcune
scene notturne davanti la chiesa di San Michele. Il piazzale era stato
trasformato in una strada frequentata da provocanti prostitute, riscaldate da
fuochi accesi dentro bidoni. In un’altra scena, se non ricordo male, Enzo De
Caro, in quel periodo poco più che trentenne, venne salvato in tempo mentre
tentava di gettarsi dalla ringhiera del piazzale.
In
quei giorni arrivò a Vasto anche la figlia di Totò, Liliana, per un incontro
con le autorità cittadine.
Lino
Spadaccini




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