| Gianfranco BONACCI |
di GIUSEPPE CATANIA
Si può essere insieme, autore, regi sta, attore protagonista in un film interpretato tra realtà e fantasia umana?
Sembra proprio di sì, perchè Gianfranco Bonacci che conosciamo
bene, lo è. E ai lettori del "suo" libro, LA CENA DI DOLISIE, così lo spiega: "L"Autore non riesce ad avere una parte nei film che racconta. Così decide di essere il regista e interprete della Cena di Dolisie".
Bonacci ha lavorato dieci anni alla Comit e trentuno all'Agip in molti paesi europei ed extraeuropei. Ha poi svolto attività di consulenza per enti pubblici locali in Italia e per la Confservi zi di Roma, in Cina sulle aziende municipalizzate. Freelance per quotidiani e mensili.
Sono trentadue gli episodi narrati in questo suo "film" che abbracciano personaggi della cultura , della letteratura, della finanza, dello sport, del lo spettacolo,della musica, della realtà romanzata, tutti esposti con quella sua caratteristica dialettica breve, concisa, improntata ad un accentuato intento umoristico, ma non satirico, come è nel suo carattere brioso.
Ma quel che riesce ad esprimere è il senso di compiacimento divertito interiore che sa di consapevolezza di riuscire a coinvolgere il lettore (in questo caso lo spettatore) trascinandolo in quelle "avventure" vissute ma che sanno di fantastico al primo leggere, ma che, invece, sono legate a momenti
di vita vissuta, personale, a cominciare dal mitico banchiere scrittore, Raffaele Mattioli, e l'ingresso alla Comit e, ancora, le "mitiche" avventure nei diversi continenti con protagonisti scaturiti dalla realtà benché avvolti in un alone di misteriosa "avventura". Quella stessa che, in definitiva,Gianfranco Bonacci è riuscito ad esprimere in questa sua pubblicazione letteraria ma che, continua , con avvincente partecipazione, nella sua quotidianità.
GIUSEPPE CATANIA

Nessun commento:
Posta un commento