Io
ho sempre pensato che un sistema “Verde” habitativo
(ambiente e città), debba significare il rispetto autentico, soprattutto la
cura e la
manutenzione (parole e pratica sconosciute al pubblico), delle aree
... lasciate alla “natura” (vedi area SIC) o, in città, per così dire “tenute a verde” e in realtà come terreni
di risulta, abbandonati e spogli. Se questo è, vorrei poter dunque pensare che
“progettare” una “via Verde” (e persino un Parco!) non possa significare
semplicemente ...tirare una linea di colore appropriato sulla mappa di un
territorio. Ciò detto e precisato, con parole analoghe ma opposte del
Segretario del pd cittadino, vorrei anch’io esprimermi pubblicisticamente con
il seguente ...Comunicato:
“Come nativo di Vasto – e che lì ‘tiene casa’ ancora,
versando al Comune tasse e imposte più che un residente - esprimo ...la minima
ed anzi nessuna soddisfazione in merito alle condizioni sciatte e dunque penose
con cui da anni, “in continuità”, l’Amministrazione Lapenna tiene quel tratto
(o magari il principio) della “Via Verde” che corrisponde alla nostra Marina!
La speranza è che, considerato il minor esborso finanziario richiesto dalle
Ferrovie per l’acquisizione dell’ ex tracciato ferroviario, ci sia del denaro
utile a rimettere veramente ...al “vero verde”, urbano e turistico, anche il
nostro Centro balneare e non soltanto le mitizzate piste ciclo-pedonali,
esterne e/o periferiche”.
Mi
scuso, ovviamene quanto idealmente, con il poeta Salvatore Quasimodo, per aver
usato per il titolo del mio post il nome della sua raccolta lirica del 1956.
Più per assonanza fonetica che per altro, giacché le parole nostre (possiamo
dirle ‘chiacchiere’?), che da tempo si pronunciano su questo argomento ‘Verde’,
sono di altro genere e solo apparentemente dettate da una ‘poetica’ detta
ambientalista. Aggiungo poi - se posso - che se vogliamo considerare anche il
nostro luogo “terra impareggiabile”, occorre che verso di essa (e i suoi
abitanti o dimoranti, non meno) ci si ponga con più onestà d’intenti e minori
furberie politico-elettorali.
Per
rubacchiare, facendoli miei, ancora versi del poema citato, dirò che in me: “... / resta il pudore ... di gettare un
urlo ai vuoti / o nel cuore incredibile che lotta / ancora con il suo tempo
scosceso”.
Augurandoci necessariamente, io e voi, che un domani sia meno scosceso, in un mondo (poco credibilmente), alfine liberato dagli imbonitori pubblici di vario colore.
Augurandoci necessariamente, io e voi, che un domani sia meno scosceso, in un mondo (poco credibilmente), alfine liberato dagli imbonitori pubblici di vario colore.
GFP







1 commento:
Finalmente qualcuno pubblicizza delle “foto sveglia” o “foto denuncia”. Purtroppo “è inutile ca ciuffile canda l’asine ne vo beve”. Non è solo un problema di falso verde ma di mancanza di rispetto per i finanziatori del Comune, che sono presi in considerazione solo in periodo elettorale. Sono gli stessi amministratori che si sono alterati quando qualche “non acculturato” ha fatto presente le somme spese per i nuovi simboli della cultura vastese, appannaggio di pochi eletti. Poi si lasciano abbandonati i luoghi che dovrebbero essere il fiore all’occhiello del nostro turismo. Hai giustamente mostrato le voragini della passeggiata di fronte alla Sirenetta, un percorso da valorizzare attrezzandolo opportunamente come farebbero in qualsiasi città turistica seria, qualcosa che possa ricordare la “passeggiata degli innamorati” delle Cinque Terre. Ampliando il discorso, sono anni che si parla della costa dei trabocchi, ma poi effettivamente in cosa si tradurrà di efficace per noi e la nostra economia, quali sono gli obiettivi concreti e realizzabili che si vogliono raggiungere. Tanta voglia di costa da vivere e poi abbiamo ancora accessi al mare come quello a S. Nicola dove si rischia di farsi veramente i male. E’ solo propaganda e un’occasione che non sapremo cogliere? Purtroppo nemmeno le elezioni regionali ci porteranno dei doni, non si scimmiotterà nemmeno la prima repubblica quando in tempo di elezioni c’era l’esplosione delle sceneggiate dei politici che promettevano e imbellettavano la città per quei pochi giorni.
Chiudo domandando, come mai solo noi che “abbiamo ancora solo la casa a Vasto”, per amore e rispetto dei nostri genitori e delle nostre origini, sentiamo il bisogno di protestare per il”falso verde” ma soprattutto per nessuna politica locale a favore dei giovani che continuano ad abbandonare Vasto, lasciando affetti e una “città geriatrica”.
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