di Luigi Murolo
Istonio, 24 gennaio 1944. Durante l’amministrazione
militare alleata (immediatamente dopo la liberazione dai tedeschi avvenuta il 5
novembre 1943), la città che un tempo si chiamava “Vasto” vede Emilio Zara, suo
primo sindaco del dopoguerra, assumere un’importante determinazione
politico-amministrativa. Si tratta di un deliberato – il primo in ordine
cronologico del novus ordo – volto a
segnare la discontinuità con il recentissimo passato.
L’atto recita quanto
segue:
[Delibera] n. 1 – Denominazione del Comune
Resa nota al pubblico con
apposito manifesto del 24 gennaio 1944
L’anno
millenovecentoqurantaquattro, addì ventiquattro del mese di Gennaio in Vasto e
nel Palazzo Municipale:
Il Sindaco
del Comune dottor Emilio Zara,
assistito dal Segretario Capo ha adottato la seguente deliberazione, relativa
all’oggetto:
Denominazone del Comune
All’epoca del Governo Fascista –
contro la volontà del popolo – il nome della città del Vasto fu cambiato il
quello di Istonio.
Il nome «Vasto», oltre ad
associare nella mente l’idea della grandiosità – quasi a rispecchiare
l’immensità dell’orizzonte marino e montano della nostra illustre città e la
vastità dei suoi incomparabili panorami – è legato alla storia artistica,
culturale, politica e militare dell’Italia dell’Italia, sì da non poter
sopprimere quello senza offuscare questa.
Né giova ricordare in questa
breve deliberazione i nomi d’illustri cittadini vastesi, con la pretesa di
esaltarne la gloria, insieme a quella della cittàche dette loro i natali,
poiché il genio immortale dei Palizzi e dei Rossetti, la gloria militare e politica
del vincitore di Francesco I, e quella più recente del Barone Cardone e di
molti altri eroi e martiri dell’indipendenza azionale, sono legati attraverso
un nome «La Città del Vasto», alla storia della Patria. Ond’è che oggi riappare
un nome a testimoniare che una delle più nobili città d’Italia, vessillifera di
libertà nel glorioso risorgimento risorge nel nome e ella storia.
Il popolo è nominato nuovamente
vastese, poiché col nome di «Vasto» contribuì col suo sangue all’unità della
Patria, ritrovando così nel nome la sua libera gloria.
Il Sindaco
Legale rappresentante del diritto
sovrano del popolo, col preventivo favorevole del Governo Militare alleato,
espresso con nota 22 gennaio c.a.
Determina
che il nome del nostro Comune
ritorni alla sua gloriosa denominazione di “Città del Vasto”.
Letto, confermato e sottoscritto
Il Sindaco
f.to Emilio Zara
La
determinazione in questione fa i conti con la deliberazione podestarile n. 226
del 31 luglio 1937-XV (regificata con R.D. 31 marzo 1938, n. 517) che aveva
decretato il cambiamento del nome in Istonio.
Nei fatti, dunque, con il ripristino dell’antica denominazione, il sindaco
compie il primo significativo atto di defascistizzazione della città. Dal 24 gennaio
1944 – settant’anni fa – Vasto torna ad essere Vasto nel rispetto della sua
storia. Come si può notare, si tratta solo dell’inizio di quel percorso che, perfezionato
con la deliberazione di Giunta n. 100 del 10 ottobre 1944 che riprende ad litteram la precedente del 24 gennaio
(ricordo, tra l’altro, che con il ri-trasferimento della capitale d’Italia da
Salerno a Roma dopo la liberazione di quest’ultima avvenuta il 4 giugno del
1944 viene ripristinato l’ufficio di Giunta Comunale), trova attuazione con il
Decreto Luogotenenziale 15 novembre 1944 n. 389 pubblicato su G.U. del Regno d’Italia – serie speciale
– n. 100 del 28 dicembre 1944.
Mi
limito a sottolineare questi aspetti nel giorno in cui il cade settantesimo di
quella data. Svilupperò le questioni in una prossima conversazione. Che posso
fare oggi: solo un’amara constatazione. Sovente le ricorrenze fondative di una
città passano sotto silenzio.

1 commento:
Le ricorrenze, talvolta, possono essere strumentali per qualcuno e per qualcosa, vuote di reale significato e prive di autentici valori. Di là del cerimoniale, attuato o richiesto (la messa in scena civica e politica), nello specifico, chiedo:
- Si può con fondamento ritenere che il ripristino della denominazione Vasto, in luogo di Istonio - a prescindere dalle motivazioni e dai riferimenti storici e culturali, che entrambi avevano ed hanno - abbia dato, di per sé, un particolare e specifico impulso a un progresso umano, civile e geo-storico della città? Ovviamente no, ed è facile pensarlo e a dirsi.
Non dico che "un nome vale l'altro", nè che personalmente rimpiango quello in vigore nel giorno del mio natale, ma è evidente che le motivazioni date, nel prima e nel dopo, sono legittime quanto entrambe con valenza retorica e pleonastica.
E' uno dei casi in cui il "nomen" non è "substantia rei". ...E scusate se mi rifaccio, con la citazione, alla lingua che declinò nell'uso (ovviamente non subito) con la presa e distruzione dell'Histonium di Lucio Valerio Pudente da parte del barbaro (franco-aleramico) Ajmone Dordonne, che nel territorio stabilì la sua Gastaldia, e della Città, prima rasa al suolo, fece il suo ...Guasto.
A qualcuno potrebbe anche non piacere tale origine fondativa! Per dire.
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