L'esperienza di Gennaro Biondelli , pescivendolo da oltre 50
anni: “Amo San Salvo più della mia Termoli”
Gennaro Biondelli, termolese, era ragazzino quando ha
iniziato a vendere il pesce. Non era mai stato a San Salvo, ma ne
sentiva parlare come
un paese di
contadini ai quali, però, non mancava la
“lira in tasca”. In passato i sansalvesi
non hanno mai sofferto la fame atroce. Quasi tutte le famiglie avevano il campicello da coltivare. Ceci, fagioli, vino,
grano e olio non sono mai venuti a mancare nei
deschi. Nel 1953 Gennaro Biondelli, apre, infatti, una pescheria in piazza Marconi. Nel 1978 trasferisce il suo banco di vendita nel mercato coperto
di San Salvo. Da allora a oggi non ha mai lasciato la sua attività di pescivendolo.
“ Mi piace San Salvo - ha affermato Gennaro - amo la popolazione sansalvese perché è gentile ed educata. San Salvo è nel mio
cuore. Mi sento più di appartenere a San Salvo che a Termoli, il paese dove
sono nato e vivo. San Salvo mi ha
permesso di fare un lavoro che io amo. Ho dei ricordi bellissimi. Mi ricordo
che vendevo il pesce su una vecchia bilancia con i pesi di ottone. Le buste
ancora non esistevano. Mettevo il pesce dentro fogli di carta gialla, che
acquistavo a 20 lire il pacco. Sento che la gente mi vuole bene. Da mezzo secolo vengo a vendere il pesce a San Salvo. Solo la
domenica e il lunedì non vengo”. Gennaro
ha 69 anni e non vuole sentire parlare di pensione. E’ troppo attaccato al suo
lavoro. ” Sono ancora giovane - ha aggiunto -
perciò non ho nessuna intenzione
di lasciare il mestiere di pescivendolo. E’ il mestiere più bello del mondo. Non smetterò fino a quando le forze mi
asseconderanno”.
Terminata la conversazione, Gennaro con uno spiccato
accento termolese ricomincia a gridare:
Pesce fresco!
MICHELE MOLINO
MICHELE MOLINO
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