| ENZO LA VERGHETTA |
Foto e articoli su cui riflettere
Belle e interessanti le ultime iniziative di Lino Spadaccini. Nicola, il merito è anche tuo che gli fornisci il dovuto spazio sul tuo blog. Qualcuno dovrebbe dare un riconoscimento allo sforzo e al successo delle vostre iniziative. Lodevole è anche la segnalazione del successo dei giovani vastesi “emigrati”. Detto quanto dovuto e lungi da me formulare una critica su detta iniziativa, ma in questa come altre iniziative vedo latente un “narcisismo”tutto vastese. Anche se in questo blog non sono mancate giuste e condivise denunce sullo
stato di abbandono di alcuni pezzi di Vasto che avrebbero il diritto di maggiore attenzione da parte di chi ci amministra. In quest’ultimo servizio di Lino, Vasto sembra un paradiso. Anche la storia cittadina dei precedenti interventi è ricordata e raccontata con orgoglio. Purtroppo la realtà odierna non è così rosea, Lino ci mostra tutta la potenzialità di Vasto, un forno pieno di pane da gustare. Giornalmente ci accorgiamo che nessuno entra dal fornaio, né s’intravvede chi sta mordendo una delle tante pagnotte per costruire qualcosa di nuovo e utile per il futuro della città e dei giovani. Risultato finale, una Vasto che si dissangua perdendo quella che è la linfa vitale: i giovani. Un paese che rischia di perdere il suo match con il futuro per mancanza di partecipanti. Dove nessuno interviene sulle necessità delle nuove generazioni costrette a buttare la spugna in segno di sconfitta e cercare opportunità di lavoro fuori dalla “terra d’eure”. Chi dovrebbe intervenire dà la netta sensazione di non vedere arroccandosi con la sua corte in “ pubbliche roccaforti” mettendosi al riparo da ogni rischio dalla competizione della globalizzazione. Purtroppo per loro, questo è solo un temporaneo riparo contro la desertificazione che avanza per la scomparsa di attività produttive che porterà ad un terremoto sociale. Allora, anche chi si è racchiuso entro le mura degli enti pubblici, che oggi garantiscono per se e per gli “amici” la sicurezza economica, perderà ogni protezione. Non ci sarà nessuno ad alimentare con tasse e imposte questi enti fuori dalla realtà giornaliera. La politica se vuole salvare i cittadini e se stessa deve invertire l’attuale trend ed essere produttiva e facilitare concretamente l’evoluzione economica necessaria per recuperare i posti di lavoro persi. I cittadini, sempre con maggiore veemenza, chiedono alla politica di intervenire immediatamente. L’invito non è rivolto solo a Roma, ma anche i comuni, e gli altri enti territoriali, tutti devono intervenire e assolvere ai compiti per cui sono stati istituiti. Non ci si può limitare alla gestione ordinaria, occorrono indirizzi programmatici e interventi da realizzare al più presto- Alla funzione impositiva devono corrispondere dei risultati in termini di facilitazioni per le attività produttive che producono occupazione. Ok alle notti bianche ma non possiamo mandare in bianco i cittadini durante il resto dell’anno. Desidererei aprire un dibattito costruttivo per testimoniare e sollecitare le nostre richieste. Spero che l’invito non cada nell’indifferenza di chi è ormai rassegnato e procede senza prospettive per il futuro.
Belle e interessanti le ultime iniziative di Lino Spadaccini. Nicola, il merito è anche tuo che gli fornisci il dovuto spazio sul tuo blog. Qualcuno dovrebbe dare un riconoscimento allo sforzo e al successo delle vostre iniziative. Lodevole è anche la segnalazione del successo dei giovani vastesi “emigrati”. Detto quanto dovuto e lungi da me formulare una critica su detta iniziativa, ma in questa come altre iniziative vedo latente un “narcisismo”tutto vastese. Anche se in questo blog non sono mancate giuste e condivise denunce sullo
stato di abbandono di alcuni pezzi di Vasto che avrebbero il diritto di maggiore attenzione da parte di chi ci amministra. In quest’ultimo servizio di Lino, Vasto sembra un paradiso. Anche la storia cittadina dei precedenti interventi è ricordata e raccontata con orgoglio. Purtroppo la realtà odierna non è così rosea, Lino ci mostra tutta la potenzialità di Vasto, un forno pieno di pane da gustare. Giornalmente ci accorgiamo che nessuno entra dal fornaio, né s’intravvede chi sta mordendo una delle tante pagnotte per costruire qualcosa di nuovo e utile per il futuro della città e dei giovani. Risultato finale, una Vasto che si dissangua perdendo quella che è la linfa vitale: i giovani. Un paese che rischia di perdere il suo match con il futuro per mancanza di partecipanti. Dove nessuno interviene sulle necessità delle nuove generazioni costrette a buttare la spugna in segno di sconfitta e cercare opportunità di lavoro fuori dalla “terra d’eure”. Chi dovrebbe intervenire dà la netta sensazione di non vedere arroccandosi con la sua corte in “ pubbliche roccaforti” mettendosi al riparo da ogni rischio dalla competizione della globalizzazione. Purtroppo per loro, questo è solo un temporaneo riparo contro la desertificazione che avanza per la scomparsa di attività produttive che porterà ad un terremoto sociale. Allora, anche chi si è racchiuso entro le mura degli enti pubblici, che oggi garantiscono per se e per gli “amici” la sicurezza economica, perderà ogni protezione. Non ci sarà nessuno ad alimentare con tasse e imposte questi enti fuori dalla realtà giornaliera. La politica se vuole salvare i cittadini e se stessa deve invertire l’attuale trend ed essere produttiva e facilitare concretamente l’evoluzione economica necessaria per recuperare i posti di lavoro persi. I cittadini, sempre con maggiore veemenza, chiedono alla politica di intervenire immediatamente. L’invito non è rivolto solo a Roma, ma anche i comuni, e gli altri enti territoriali, tutti devono intervenire e assolvere ai compiti per cui sono stati istituiti. Non ci si può limitare alla gestione ordinaria, occorrono indirizzi programmatici e interventi da realizzare al più presto- Alla funzione impositiva devono corrispondere dei risultati in termini di facilitazioni per le attività produttive che producono occupazione. Ok alle notti bianche ma non possiamo mandare in bianco i cittadini durante il resto dell’anno. Desidererei aprire un dibattito costruttivo per testimoniare e sollecitare le nostre richieste. Spero che l’invito non cada nell’indifferenza di chi è ormai rassegnato e procede senza prospettive per il futuro.
ENZO LA VERGHETTA (ROMA)
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